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Sono passati 41 anni dalla scomparsa di Gianni Rodari, il più illustre scrittore italiano di letteratura per l’infanzia del Novecento italiano. Maestro elementare, giornalista e scrittore, la sua produzione letteraria nel corso degli anni è stata molto prolifica. Di Rodari si contano infatti più di 70 opere, tra romanzi, filastrocche e racconti. La sua professione di maestro e il contatto con i bambini sono stati essenziali per la realizzazione delle sue opere. Nonostante la grande mole di romanzi, la sua “opera magna” è sicuramente la “Grammatica della fantasia” (1973). Si tratta di una sorta di volume teorico che intende spiegare l’arte di inventare storie. Inoltre le sue brillanti produzioni letterarie non sono apprezzate soltanto in Italia, ma anche all’estero. Le sue opere sono infatti tradotte in 50 lingue e presenti in 53 paesi, come ad esempio la Russia dove lo scrittore è molto amato.

Rodari - francobollo russo con Le avventure di cipollino

L’apporto di Rodari alla letteratura per l’infanzia è stato enorme. Opere come “Favole al telefono”, “La freccia azzurra”, “Le avventure di Cipollino”, “Filastrocche in cielo e in terra”, “Il gioco dei quattro cantoni”, “Il libro degli errori” e “C’era due volte il barone Lamberto” sono infatti rimaste impresse nella memoria di “vecchi” e nuovi bambini, da oltre 50 anni.

Gianni Rodari: una vita tra giornalismo e letteratura per l’infanzia

Nato a Omegna (Novara) nel 1920, mancato seminarista prima e mancato violinista poi, Rodari si diplomò maestro elementare nel 1937. Nel 1939 si iscrisse alla facoltà di lingue alla Cattolica di Milano, ma abbandonò presto gli studi. Non partecipò alla Seconda guerra mondiale per via di problemi di salute. Nel 1941, iniziò la sua carriera di maestro e si iscrisse al partito fascista per poter lavorare. Nel 1944 si avvicinò però al partito comunista e partecipò alle lotte partigiane per la liberazione d’Italia. Il comunismo fu uno dei capisaldi della vita di Rodari. Dopo la fine della guerra lavorò come giornalista dirigendo “Ordine Nuovo”. Passò poi all’Unità come giornalista e nel 1950 diresse il settimanale per ragazzi “Il pioniere”. Alla fine degli anni ’50, lasciò l’Unità per collaborare come giornalista con “Paese Sera”.

Primo piano di Gianni Rodari

A partire dal 1960 iniziò a pubblicare per la casa editrice Einaudi. Il primo libro pubblicato fu “Filastrocche in cielo e in terra”. Nel 1970 vinse poi il premio Hans Christian Andersen per i suoi meriti come scrittore per l’infanzia. Ad oggi è ancora l’unico italiano ad aver vinto il “Piccolo Nobel” per i suoi scritti. Durante gli anni ’70 pubblicò molti altri testi, tra cui “Novelle fatte a macchina” (1973) e “La gondola fantasma”. Purtroppo la sua salute cominciò a peggiorare nel 1979. La morte arrivò il 14 aprile 1980, a causa delle complicazioni dopo aver subito un intervento alla gamba.

L’intento pedagogico nelle narrazioni fantastiche

Il modus scrivendi di Gianni Rodari si distingue per essere semplice ed immediato, capace di far breccia nell’animo di un bambino, ma non solo. Se da un lato i giochi linguistici possono insegnare molto ai bambini, dall’altro dietro ad alcuni scritti si celano anche spunti di riflessione per gli adulti. Si pensi ad esempio a “Le avventure di Cipollino”. Nonostante i protagonisti siano ortaggi e i toni siano surrealistici, il romanzo parla di libertà e giustizia, di poveri (Cipollino, sor Zucca, ecc.) che devono ribellarsi agli oppressori (general Limone e cavalier Pomodoro). Quelli di Rodari sono quindi dei romanzi pedagogici. Come disse lo stesso scrittore alla consegna del premio Andersen: «Credo che le fiabe possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo…»

Gianni Rodari negli anni '50
Foto: © famiglia Rodari – Wikimedia Commons.

La figura di Rodari non si esaurisce soltanto come semplice scrittore per l’infanzia. Dietro alla risata e al nonsense ci sono sempre dei personaggi veri con problemi veri. La fantasia è un pretesto per raccontare la realtà e i valori che ogni uomo dovrebbe avere, come solidarietà, giustizia, pace e libertà. Purtroppo l’esempio di Rodari non è stato colto fino in fondo da chi si occupa oggi di contenuti per l’infanzia. Sempre più spesso i bambini si approcciano a libri, cartoni animati e video su YouTube privi di significato, che non lasciano nulla nell’animo di un bambino. Per fortuna Rodari è ancora presente nelle scuole. I suoi testi, sempre molto attuali, sono divertenti e allo stesso tempo di grande utilità per insegnare ai bambini, che si apprestano a diventare ragazzi e poi uomini e donne, i giusti valori per contribuire a rendere il mondo un posto migliore.

Gianni Rodari: il maestro che insegnò l’arte della fantasia ultima modifica: 2021-04-14T09:00:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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