Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un evento importante che Vicenza ha scelto di celebrare con un calendario ricco di eventi fino al 3 febbraio.
Le iniziative, organizzate dall’ufficio Pari opportunità del Comune in collaborazione con la Consulta comunale per le Politiche di Genere, il Teatro della Cenere e molte altre associazioni femminili del territorio sono già partite dal 9 novembre.
Tra gli eventi ci saranno diversi convegni, spettacoli, marce, cortei, tavole rotonde ed eventi sportivi, la maggior parte dei quali ad ingresso libero e molti altri ad offerta libera a sostegno dei singoli progetti.
Il parere dell’assessore Valeria Porelli
L’assessore alle risorse umane con delega alle pari opportunità Valeria Porelli ha voluto così commentare: “Sono moltissimi gli appuntamenti in programma per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e sensibilizzare su questo tema così importante.
Tra gli appuntamenti cuore dell’iniziativa, che si ripetono ogni anno riscuotendo grande partecipazione, ricordiamo la marcia silenziosa, che si terrà sabato 24 novembre, e l’evento sportivo ludico-motorio “Women in run: Vicenza di corsa contro la violenza”, in programma domenica 25 novembre.
La maggior parte delle iniziative sarà ad ingresso libero, alcune, invece, vedranno la raccolta di offerte per sostenere progetti a favore delle vittime di violenza”.
“Inoltre, l’associazione Donna chiama Donna aderirà alla mobilitazione generale indetta dall’associazione nazionale D.I.R.E contro il disegno di legge Pillon che prevede regole standard da applicare a tutte le separazioni, senza fare gli opportuni distinguo, come è imprescindibile fare nel diritto di famiglia, a partire dagli interessi dei minori – ha precisato l’assessore Porelli –.
All’iniziativa prenderò parte anch’io, in primis come professionista, facente parte dell’Osservatorio del diritto di famiglia. Le stesse procedure previste dal disegno di legge sono segno di un arretramento strutturale in quanto, distinguendo il genitore ricco da quello povero, vanno ad incrementare le situazioni di violenza economica”
E’ possibile visionare l’intero PROGRAMMA nella seconda parte di questo speciale.
