Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. Questa la formula del giuramento che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato nel primo pomeriggio di oggi. Una formula semplice ed essenziale declamata a Montecitorio, con cui è iniziato formalmente il secondo settennato con Mattarella alla guida della nazione. Il capo dello Stato ha giurato davanti al Parlamento riunito in seduta congiunta alla presenza dei delegati regionali che hanno partecipato all’elezione di qualche giorno fa. Il presidente della Repubblica si è recato a Palazzo Montecitorio scortato dai carabinieri in motocicletta.

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Il Parlamento in seduta congiunta

La partenza dal Quirinale è stata scandita dalla campana di Montecitorio. Al suo arrivo nella sede del Parlamento lo hanno accolto  il presidente della Camera, Roberto Fico, e il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. A salutarlo il lungo e caloroso applauso di tutti i presenti. A quel punto la campana ha cessato di suonare e, nell’atrio, un reparto di Carabinieri in alta uniforme gli ha reso tutti gli onori.

Fedeltà alla Costituzione

Una volta raggiunta l’aula e il banco della presidenza, Fico ha dichiarato aperta la seduta ed ha invitato il Capo dello Stato a prestare giuramento, a norma dell’articolo 91 della Costituzione. Dell’avvenuto giuramento hanno dato annuncio la campana di Montecitorio e 21 salve di artiglieria partite dal Gianicolo. Il presidente della Repubblica ha poi rivolto il messaggio alla nazione. A rendergli tutti gli onori un reparto di Corazzieri, in uniforme di gran gala. In piazza Montecitorio la banda ha eseguito l’inno nazionale. Il capo dello Stato ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato, prima di raggiungere in auto l’Altare della Patria, monumento simbolo dell’unità nazionale, dove ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto. Ad affiancarlo il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi; in sottofondo, a scandire musicalmente la cerimonia, la canzone del Piave. In aria a colorare di bianco, rosso e verde il cielo di Roma le Frecce Tricolori.

altare della patria
Il capo dello Stato rende omaggio al Milite Ignoto

Il capo dello Stato ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato, prima di raggiungere in auto l’Altare della Patria, monumento simbolo dell’unità nazionale, dove ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto. Ad affiancarlo il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi; in sottofondo, a scandire musicalmente la cerimonia, la canzone del Piave. In aria a colorare di bianco, rosso e verde il cielo di Roma le Frecce Tricolori. Ai piedi dell’Altare della Patria, il presidente ha ricevuto il saluto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Infine Mattarella è salito sulla storica Flaminia, l’auto della presidenza della Repubblica, con cui è rientrato al Quirinale.

Il messaggio agli italiani

Dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione, il capo dello Stato ha letto un messaggio rivolto alla nazione che i presenti in Parlamento hanno salutato con continui e scroscianti applausi. Di seguito uno stralcio del saluto del 13mo presidente della Repubblica agli italiani.

Per me una nuova chiamata a cui non posso e non ho inteso sottrarmi. Vi ringrazio, in questo luogo in cui la volontà popolare trova la sua massima espressione. Grazie per la fiducia, chiamandomi per la seconda volta, adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della Costituzione. La lettera e lo spirito della nostra Carta Costituzionale continueranno a essere il punto di riferimento di ogni mia azione.

Dobbiamo dare ai cittadini garanzia di diritti, sostegno e risposte al loro disagio. C’è profonda incertezza politica nel Paese, impegnato a uscire da condizioni di gravi difficoltà. Il Parlamento ha concluso giorni travagliati la scorsa settimana, travagliati anche per me. Questa stessa consapevolezza è la ragione del mio si. Le urgenze economica, sanitaria e sociale ci interpellano, non possiamo permetterci ritardi, non ci sono consentite disattenzioni.

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Il Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica

Questo impegno si unisce a quello della ripresa per la costruzione del nostro futuro. Lo straordinario impegno delle nostre imprese, ci ha permesso di ripartire. Ma questa ripresa per non risultare effimera ha bisogno di un salto di efficienza del sistema-Paese. Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è condivisa in sede europea. Dobbiamo rilanciare l’economia nell’ambito della transizione ecologica. Ci vuole dinamismo, sforzo comune. Dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per mettere in sicurezza i nostri concittadini. Siamo tutti coinvolti.

Grazie a chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, in particolare durante la pandemia. Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti, dobbiamo iniziare a disegnare e a costruire l’Italia del dopo emergenza: un’Italia più giusta e più moderna. Un Paese che cresca in unità. Rafforzare l’Italia significa rafforzare l’Europa: l’apporto del nostro Paese non può mancare. La speranza siamo noi, noi insieme siamo la speranza della nostra Repubblica. Viva la Repubblica, viva l’Italia!”.

(Foto Quirinale.it)

Mattarella giura fedeltà alla Costituzione: inizia il secondo mandato alla guida del Paese ultima modifica: 2022-02-03T16:28:12+01:00 da Maria Scaramuzzino

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