Proprio un bel modo di imparare. Certamente per imparare biologia, chimica, fisica e storia bisogna mettere mano a libri e quaderni. Ma senz’altro è più divertente e indubbiamente indimenticabile (in tutti i sensi), quando lo si fa letteralmente “sporcandosi le mani” insieme ai carissimi “Nonni ortolani”.
È quello che fanno i bambini di alcune scuole primarie del casertano col progetto Horticultura, mentre accudiscono i loro orti didattici situati nei parchi di musei e aree archeologiche della zona.

Impariamo divertendoci con Horticultura

Così, tanti bambini a rischio di “povertà educativa”, e che non sono mai entrati in un museo anche se ci vivono magari accanto, conoscono luoghi archeologici ed edifici artistici ricchi di storia. Coltivando la terra imparano a rispettarla. Comprendono che ci dà tanti suoi frutti, mentre scoprono le loro radici culturali storiche e si prendono cura insieme agli adulti di un patrimonio comune. Come spiega Paola Pascale, la responsabile del progetto, c’è ancora di più: oltre ad apprendere in modo molto pratico “tutto il percorso che va dalla semina al raccolto”, parlano di chimica, fisica e biologia, ma anche di storia. “Impariamo anche ad esprimerci meglio in italiano, a socializzare con gli altri bambini e a lavorare insieme”.

Horticultura - spiegazione bambina

Agricoltura, arte e archeologia. E non solo…

Il progetto si sviluppa nel parco della Reggia di Caserta, in quello Archeologico di Pompei, nell’anfiteatro e museo archeologico dell’antica Capua e presso il Casale di Teverolaccio del Museo Archeologico Atellano. Vi partecipano circa 400 alunni delle scuole “A. Calcara”, di Marcianise, “Alessio Simmaco Mazzocchi”, di Santa Maria Capua Vetere. E della Direzione Didattica di Orta di Atella e del secondo Circolo Didattico di Pompei, nel cuore della Terra dei Fuochi. Un luogo dove è particolarmente vitale educare alla bellezza, a un’ecologia che è davvero al servizio della persona, e alla “responsabilità verso i valori della comunità”.
Gli orti sono anche una preziosa opportunità per stare in contatto con i “Nonni ortolani”, anziani che si occupano della loro costante manutenzione. Il connubio intergenerazionale bambini-anziani è un altro importantissimo ambito educativo.

I “nonni ortolani” hanno realizzato Horticultura

Un ambito ricchissimo di apprendimento, di calore umano e di nuova vitalità per chi ha molto vissuto alle sue spalle e può di nuovo metterlo a frutto anche quando la società minaccia di “scartarlo”. E infatti il progetto è nato proprio dagli anziani. Dal 2010, accanto al Casale del Teverolaccio, edificio seicentesco di nobili trascorsi nel quel di Succivo, sorge un buon numero di orti sociali. Sono curati da pensionati in condizioni di fragilità. “Quando i bambini delle scuole del casertano venivano a visitare il Casale” ha raccontato a VaticanNews Ivan Esposito, responsabile della comunicazione di Horticultura “e incontravano questi canuti ortolani, restavano ammirati dal loro lavoro, facevano domande su come si coltiva la terra, su come si semina, come si prepara un terreno. Ricevevano così insegnamenti pratici ma scoprivano anche storie dal sapore antico, che alle loro orecchie suonano come meravigliose favole”.

Bambini e anziani imparano

Oggi gli anziani del posto sono i “Nonni ortolani” di Horticultura. E senza il loro lavoro costante “non ci sarebbe un orto fruibile dove i piccoli possano svolgere le loro attività. Loro insegnano ai bambini ogni cosa. Sono pensionati, tutt’altro che inattivi, anzi motivati e generosi, di quella generosità che genera innovazione sociale”. Ma anche i bambini insegnano. Nativi digitali, “avvicinano gli anziani, con la stessa pazienza e amore, al mondo dell’informatica. Li iniziano all’uso delle App per la cura di un orto o per la sana alimentazione”.

Horticultura - terriccio

Horticultura si è poi ampliato alle altre sedi museali. L’educazione interdisciplinare del progetto continua anche quando il terreno riposa o i prodotti sono in incubazione, spiega Esposito. In quei momenti, “si lavora sull’educazione ambientale, sulla sana alimentazione. Si fanno una serie di esperimenti di fisica o di botanica in modo che i bambini capiscano, per esempio, cosa sia la fotosintesi clorofilliana o il compostaggio. E si rendono il più possibile consapevoli di ciò che mangiano o di come funziona la natura intorno a loro”. E poi, quando arriva il momento, potete immaginarvi che festa raccogliere portare a casa gli ortaggi visti nascere e crescere sotto le proprie amorevoli cure!

Una giornata di Horticultura

Un piccolo esempio delle attività del progetto ce lo illustra un post di Facebook. “Le classi quarte dei plessi Sant’Andrea e Mascagni dell’Istituto Alessio Simmaco Mazzocchi di Santa Maria Capua Vetere, sono state accolte dal direttore Ida Gennarelli e coinvolte in attività didattiche negli spazi esterni del Museo archeologico dell’antica Capua, un giardino archeologico in cui sono esposte testimonianze dell’antica Capua: sarcofagi, statue, mosaici, elementi architettonici provenienti da edifici pubblici. La giornata è proseguita con la sistemazione in un semenzaio delle piante di legumi e cereali, alimenti fondamentali della dieta dei gladiatori”.

Ortobus: Horticultura in piazza

Il progetto è nato, come spiega il sito web, dalla considerazione che “la povertà economica è spesso causata dalla povertà educativa. Entrambe si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione”. È opera dell’impresa sociale con i Bambini e della cooperativa sociale Terra Felix in partenariato con l’associazione Geofilos Atella, Legambiente e con gli enti museali e didattici e l’amministrazione pubblica dei comuni coinvolti. Grazie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile approntato dal Governo e finanziato da fondazioni di origine bancaria.
Oggi gli effetti educativi di Horticultura sono massimizzati dall’Ortobus. Questo furgoncino elettrico porta nelle piazze dei popolosi paesi della zona il necessario per realizzare giochi educativi interattivi. Grazie a ciò, commenta Ivan Esposito, molti alunni di altre scuole visitano gli orti museali e tanti insegnanti prendendo contatto col progetto con l’intento di replicarlo.

 Ortobus
L’Ortobus. Naturalmente, elettrico

Foto dell’articolo: Facebook @Horticulturaterrafelix

“Horticultura”, l’unione di orti e musei per imparare divertendosi ultima modifica: 2022-04-24T15:30:00+02:00 da Silvano Malini

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