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Il crocefisso miracoloso di Roma, che i fedeli vorrebbero ancora in processione, è evocato dai fedeli. A Roma il 14 giugno 1656 scoppia la peste in modo fulmineo. L’epidemia giunge a Roma come un colpo di cannone al principio dell’estate.

il crocefisso miracoloso di Roma - l'interno della chiesa
fonte foto – Wikipedia – Pufui PcPifpef- CCBY 4.0

Quel giorno, l’ostessa della locanda di Via Monte Fiore di Trastevere e i sui figli muoiono, e sul loro corpo ci sono i segni del morbo. Come un putrido vento plumbeo, alla fine l’epidemia porta via ben 14.473 morti in un anno.

Il crocefisso miracoloso di Roma

Velocemente il morbo si diffonde da Trastevere, fino al Ghetto. Per arginare il contagio, le autorità innalzano una barricata di legno intorno a Trastevere. Restano fisse a presidiarla delle guardie armate, con l’ordine di sparare a vista. Solo le barche potevano muoversi, essendo tuttavia veicolo d’infezione, poiché utilizzate anche per trasportare i cadaveri.

epidemia - un dipinto sulla peste
fonte foto – Wikipedia – la peste

Chi era a contatto con gli appestati, tra cui medici, confessori, guardie, barche, carrette, era considerato immondo quindi scansato. Alla fine i morti saranno circa 15.000 su una popolazione di meno di 100.000 abitanti. Si arriva a proibire lo svolgersi di cortei, processioni e pubbliche funzioni, proprio come accade oggi. Persino le campane devono smettere di suonare. I drappelli di fedeli nelle chiese, sono considerati motivo di contagio. Medici, chirurghi e cerusici “invitati” a non lasciare Roma. In caso contrario li attende la morte, con beni confiscati.

Il Crocefisso miracoloso di Roma e la Chiesa di San Marcello

Il morbo decima non solo la popolazione ma anche i conventi di Roma e dei dintorni. Proprio la Chiesa in questa vicenda, ha un ruolo chiave, che sta tornando alla ribalta come allora. A Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso, c’è un antico e venerato crocefisso in legno del XV secolo. Esso è ritenuto dagli studiosi come il più realistico dell’Urbe. Le numerose storie di miracoli attribuiti al Crocefisso nascono precisamente il 23 maggio del 1519.

il crocefisso miracoloso di Roma - la processione del Crocefisso
fonte foto – CC BY 3.0

Durante la notte, un incendio distrugge completamente la chiesa. Il mattino seguente, la folla di fedeli romani accorsi, trovano il tempio distrutto, ma fra le rovine ancora fumanti, appare integro il crocefisso dell’altare maggiore. Ai piedi della scultura lignea, arde ancora una piccola lampada a olio. La cosa colpisce i fedeli, che iniziano a riunirsi ogni venerdì per pregare e accendere lampade. Con l’andare del tempo, queste riunioni diventano sempre più organizzate.

La peste a Roma

Nasce la “Compagnia del SS. Crocefisso”. Tre anni dopo l’incendio, la chiesa risorge, ma arriva anche la peste nera a Roma. In preda allo sconforto, i fedeli decidono di portare il Crocefisso di San Marcello in processione per le vie della città. Le autorità lo vietano per il contagio, ma ciò non ferma il popolo. Il Crocefisso dunque, prelevato dal cortile del convento dei Servi di Maria, dov’era temporaneamente, va in processione.

il crocefisso miracoloso di Roma - la facciata della chiesa di San Marcello
fonte foto – Sailko – CC BY 3.0

Il corteo procede verso San Pietro, e dura ben sedici giorni. Parte il quattro e finisce il venti agosto. Man mano che si procede, la peste regredisce. Dunque, ogni quartiere cerca di trattenere il crocefisso il più a lungo possibile. Al termine, quando il crocefisso miracoloso di Roma torna in San Marcello, la peste è cessata. Roma è salva! Dal 1600, la processione dalla chiesa di San Marcello alla basilica Vaticana, diventa una tradizione consolidata.

Papa Francesco

Lì il crocifisso resta sempre esposto all’adorazione dei fedeli. Tuttavia, dopo alcuni secoli, durante il Giubileo del 1900 diventa problematica l’osservanza del rito. I fedeli si ritrovano ancora dei divieti alla processione da parte dalle autorità. Il Crocefisso, all’alba, deve procedere adagiato su un carro e coperto da un drappo rosso. I fedeli devono pregare silenziosi. Per aggirare i divieti, Papa Leone XIII, manda una carrozza per il trasporto che, comunque, avviene in modo quasi clandestino. Anche in queste ore del 2020, segnate dall’ansia del contagio c’è chi ricorda il crocefisso miracoloso. Molti fedeli vorrebbero una processione, di fatto oggi proibita come allora. Il decreto governativo vieta assembramenti di persone. Tuttavia, in queste ore d’ansia, si ricorda anche che San Giovanni Paolo II abbracciò quel crocefisso. Infine, quasi in solitudine, Papa Francesco si è recato a pregare sotto la scultura lignea.

#l’Italianelcuore

Il Crocefisso miracoloso di Roma che fermò la peste ultima modifica: 2020-03-24T18:00:00+01:00 da Simona Aiuti

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