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Il gianduiotto, ovvero il primo cioccolatino della storia incartato singolarmente è italiano! Questa delizia è indiscutibilmente il re dei cioccolatini e per l’appunto si presenta principalmente in carta dorata e somiglia vagamente ad un lingotto.

Il gianduiotto

Il gianduiotto rappresenta l’industria dolciaria più di qualunque altro prodotto, e da solo su un vassoio è “tradizione”! Alcuni vedono nella sua forma una barchetta rovesciata, un parallelepipedo, ma quella dimensione unica e particolare, deriva dall’artigianato.

Il gianduiotto - cioccolatino impiattato

Sembra che nei laboratori di pasticceria, per dare forma al cioccolatino torinese per eccellenza, si desse un “colpo di cucchiaio” alla pasta in lavorazione. Quella maestria ha dato vita al tipico cioccolatino piemontese. Il primo nome attribuito dai piemontesi al nuovo cioccolatino fu “givù”, ossia “bocconcino”. Conosciuto oggi ormai in tutto il mondo, il gianduiotto è ufficialmente nato nel 1865; quando i cioccolatieri piemontesi videro diminuire nettamente l’importazione del cacao.

Il gianduiotto - crema di cioccolato

Il prezzo di questo nettare degli dei, schizzò letteralmente alle stelle. Tuttavia la crisi significò la nascita vera e propria del gianduiotto. Il bilanciamento quasi “alchemico” degli ingredienti di questo paradisiaco cioccolatino, deriva proprio da queste motivazioni storiche ben precise, risalenti all’epoca napoleonica.

Storia del gianduiotto

Il blocco delle importazioni del cacao cambiò tutto. Michele Prochet, un famoso artigiano del cioccolato, per rimediare alla situazione decise di sostituire parte del cacao con un prodotto locale estremamente diffuso e pregiato.

Il gianduiotto - nocciole tostate

Stiamo parlando delle nocciole tonde e croccanti delle Langhe, dal gusto intenso e delicato; poco dopo, il lancio del cioccolatino! Si racconta, infatti, che nel 1866, durante la tradizionale festa del Carnevale, un attore vestito da Gianduja, la caratteristica maschera piemontese, ebbe un’idea golosa. La genialata consisteva nel regalare alla folla festante riversata tra le vie della città, la nuova bontà dolciaria. Questo gesto di goliardica generosità, venne interpretato come una sorta di battesimo, che legò la maschera al cioccolatino.

Il gianduiotto - maschera di carnevale
maschera di Gianduia – fonte alimentipedia

Da un momento all’altro, Gianduja chiamò i nuovi cioccolatini con il proprio nome. Cionondimeno, il gianduiotto o (in piemontese giandojòt) è stato il primo cioccolatino incartato singolarmente, nel lontano 1865, una vera e propria novità per quei tempi.

Nocciole e cacao

Ancora oggi esso si presenta avvolto in carta dorata o argentata, che lo impreziosisce e ne preserva la fragranza. Prodotto per la prima volta dalla nota società dolciaria torinese Caffarel, oggi anche altre ditte dolciarie commercializzano gianduiotti; come  Pernigotti, Novi, Venchi, tra le altre, oltre a tutte le piccole cioccolaterie torinesi, specie a Natale. Dunque, quel provvidenziale e sapiente bilanciamento tra cioccolato fondente, cioccolato al latte e pasta di nocciole, fece subito la fortuna di questo squisito cioccolatino. Tuttavia, un tempo l’elevata quantità di nocciole presente nell’impasto non consentiva di fatto al cioccolatino di essere prodotto in forme.  Per lungo tempo il gianduiotto venne tagliato a mano, appunto a “colpo di cucchiaio”.

Il gianduiotto - cioccolatino fatto in casa

Una volta il gianduiotto era consumato solamente nel periodo natalizio, ma oggi si trova facilmente tutto l’anno. “Il lingottino” è sempre un delizioso dolcetto piacevole da mangiare in qualsiasi momento della giornata, anche con un buon caffè.

Produzione del gianduiotto

Oggi, invece, sono due i metodi maggiormente usati per la sua produzione: l’estrusione ed il concaggio. L’ estrusione è il metodo che prevede la colatura dell’impasto su piastre senza stampi, con l’aiuto di specifiche macchine progettate ad hoc. Questa è una tecnica che consente di produrre gianduiotti dalla consistenza né troppo morbida né troppo compatta. Il metodo del concaggio si riferisce solo al gianduiotto stampato, una tecnica produttiva più industriale. Ancora oggi però, molti in Piemonte fanno questi cioccolatini a mano, addirittura anche in casa. Diverse le varietà di ripieni diffusi in commercio: al latte, fondente, al caffè, al peperoncino, al pistacchio.

fonte foto – Facebook

Il gianduiotto, il primo cioccolatino finger food ultima modifica: 2019-10-12T13:05:52+02:00 da Simona Aiuti

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