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Un patrimonio eccezionale per rilevanza storica, ma anche per la sua particolare attrazione a livello culturale e turistico. Perché questo luogo è unico. A nord del golfo di Napoli si trova il parco di Baia, una sorta di “Pompei sommersa” come è stata definita negli anni. Si tratta di una piccola città, che custodisce nei fondali resti archeologici di grande rilevanza. Il sito, infatti, ha subito nel corso dei secoli un fenomeno naturale chiamato bradisismo, che ha determinato l’inabissamento, circa 2 mila anni fa, di quella che doveva essere un’antica città romana. Oggi posto a tutela da parte del Ministero dell’Ambiente, il parco di Baia può essere visitato. E per i più curiosi anche visto da vicino, grazie alle escursioni subacquee che il sito offre. C’è tanto da ammirare come mosaici, tracce di affreschi, sculture, tracciati stradali e colonne.

Il parco di Baia, reticolato
Una delle zone sommerse del parco. Foto pagina Facebook Baiasommersa.it

La trasformazione del territorio e il parco di Baia

Il fenomeno vulcanico che ha trasformato la zona interessa molte parti della costa dei Campi Flegrei. Dopo la sua scoperta, negli anni scorsi il sito è stato posto sotto adeguata attenzione dal punto di vista della conoscenza scientifica. Nonché della tutela e della sua valorizzazione. Un luogo tutto da scoprire, quindi, sia per i resti archeologici che conserva, che per quelli ambientali, geologici e naturalistici. Dunque, oggi, il parco sommerso di Baia è un’area marina protetta. Istituita nel 2002 con decreto dei ministeri dell’Ambiente e dei Beni e le attività culturali. Particolare esempio, quindi, per la sua ricchezza, insieme al parco sommerso di Gaiola, di protezione archeologica e naturalistica subacquea. Reperti sommersi a circa 5 metri sotto il livello del mare. Che si conservano anche grazie al ricco patrimonio faunistico di stelle marine e altre specie.

Mosaico sommerso del parco di Baia
Un mosaico di un’antica villa. Foto pagina Facebook BaiaSommersa.it

Un po’ di storia sul parco di Baia

Il parco sommerso di Baia, come lo conosciamo oggi, è il frutto delle trasformazioni avvenute nel tempo. Si racconta che intorno al primo secolo a.C. la zona della costa aveva una villa imperiale, il Pausilypon. Nell’area sommersa si trovano diversi ambienti, che un tempo erano abitati. Il Ninfeo di Punta Epitaffio, triclinium cherisale all’epoca dell’imperatore Claudio e poi i resti dei porti commerciali di Baia (Lacus Baianus) ed il Portus Julius. Nonché il porto di Capo Miseno sede storica della flotta imperiale romana.

Una storia tutta da scrivere quella che raccontano questi resti. Un mondo sommerso che dopo anni dal suo ritrovamento regala magia e mistero. Il tempo in essa sembra essersi fermato e così sotto il mare si intravedono strade, ville, impianti termali e opere d’arte. Enigmi e misteri spesso al centro di studi proprio per ricostruirne la loro storia.

Strutture del parco
Strutture sommerse di punta Epitaffio. Parco archeologico sommerso di Baia Ruthven – Opera propria CC0

Gli itinerari e cosa si può ammirare

E allora se vi state chiedendo come fare per poter ammirare questo ricco patrimonio, sappiate che vengono periodicamente promosse escursioni. Se non siete dei sub ma degli amanti della storia potete raggiungere il luogo e andare alla scoperta di ciò che resta ed è visibile del parco di Baia. Dalla costruzione del Portus Iulius, ungrande complesso portuale che si estende su una superficie ormai sommersa di circa dieci ettari. Messo sotto tutela e interessato da campagne subacquee, nel porto sono stati rilevati edifici adibiti a magazzini con muratura. E ancora una casa  padronale con peristilio di colonne in laterizi. Servirebbero ulteriori studi, però, per conoscerne altri particolari.

Statua di Dioniso al parco
Dioniso, Ninfeo di punta Epitaffio. Parco archeologico sommerso di Baia Ruthven – Opera propria CC0

C’è anche una villa, identificata come quella dei Pisoni. Datata intorno al I sec. d.C. la villa si sviluppa intorno ad una corte centrale a pianta rettangolare. Pare che avesse delle peschiere per l’allevamento del pesce. E ancora Villa A Protiro, formata da due parti, una termale ed una residenziale, separate da un bacino rettangolare ornato da statue. In un vano nell’angolo nord-orientale dell’atrio, è tuttora visibile un mosaico in bianco e nero ornato da una trama di esagoni.

Statue sommerse
Alcune statue del sito. Foto pagina Facebook Artenauta

Visite guidate

Per scoprire la Baia sommersa ci sono diverse escursioni in programma. Si può prendere uno specifico battello  che organizza le visite. Esso ha una chiglia sottomarina finestrata che permettono ai passeggeri di navigare osservando i resti del sito sommerso.

Fonte foto immagine in evidenza: pagina Facebook Baiasommersa.it

Il parco di Baia, la Pompei sommersa al largo di Napoli ultima modifica: 2021-09-01T09:30:00+02:00 da Federica Puglisi

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