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Il settore pirotecnico messo in ginocchio dal Coronavirus

Si continua a parlare del settore dei fuochi d’artificio nella seconda parte della nostra intervista alla pirotecnica francofontese Enza Maria Rita Lo Pizzo.

Per conseguire il patentino, nello specifico, cosa hai fatto?

“Ho iniziato a studiare. Quando chiedevo alle persone che, prima di me, avevano cercato di passare l’esame, raccontavano cose spaventose, del tipo che era importante avere esperienza sul campo; ma invece non si può stare nel campo o sul luogo dove ci sono i fuochi se non si è autorizzati. Ma la cosa che mi mandava in tilt era la frase: ‘sei una donna. Cosa te ne fai del patentino?’. Sentirmi dire queste cose era la cosa più fastidiosa in assoluto; specie quando a dirlo erano persone che erano state bocciate allo stesso esame. Sincera? Quando sono stata promossa per me è stata un’enorme rivincita”.

Enza Lo Pizzo
Fonte foto: Enza Lo Pizzo

Quale spettacolo pirotecnico ricordi in maniera particolare?

“Non ti nego che ogni spettacolo pirotecnico ha una sua particolarità proprio perchè è frutto di un duro lavoro, di cura, di amore e di tanta personalità che ogni fuochista mette nel realizzarlo”.

A seguito di quale occasione ti sei resa conto che volevi conseguire il patentino?

“Durante la prima “sciuta” (uscita) di San Paolo Di Palazzolo Acreide nel 2009. Da allora ho deciso che dovevo prendere il patentino”.

Ti è mai capitato di aver a che fare con gente ‘contraria’ a queste tue scelte in quanto sei donna e quindi non adatta in questo settore?

“Una marea. Di solito è più facile sentire parlare una ragazza di vestiti e non di fuochi d’artificio. Mi sono sentita dire che “le donne devono stare a casa”; oppure “i fuochi d’artificio non sono per le donne”. Ho imparato a non rispondere, perché a differenza loro sono passata ai fatti, iniziando a studiare duramente facendo tanta pratica. E a queste persone dico solamente una cosa: ‘ricordatevi che esiste la parità dei sessi e che una donna può valere più di un uomo. E poi una passione non guarda il sesso di una persona. Durante la quarantena ho avuto modo di scrivere di fuochi d’artificio per Blogdidattico della dottoressa Gurrieri e Ivan Lo Pizzo”.

Volgendo uno sguardo al passato e percorrendo la strada che hai fatto in questi anni, ti sei mai chiesta a cosa punti? Quali obiettivi hai?

“Ancora la strada è lunga. Quando si intraprende un percorso, si sa da dove si parte, ma non si sa dove si arriva. Io so perfettamente dove vorrei arrivare. Mi piacerebbe aprire un negozio di fuochi d’artificio. Mi rendo conto, però che non è una cosa facile, specie in questo periodo caratterizzato dalla pandemia”.

Fuochi D'artificio Settore

A proposito di Coronavirus e del conseguente lockdown, questo settore è stato danneggiato?

“Sì! Questo è uno dei tanti settori esclusi dagli aiuti. Sembra che i pirotecnici non debbano pagare le tasse. Si dimentica che anche loro hanno delle famiglie e delle spese quotidiane da sostenere. Purtroppo, i fuochi d’artificio non possono essere esplosi in modalità smart working“.

Cosa ti senti di dire a quelle donne che, come te, hanno un sogno e magari non hanno la forza di realizzarlo?

“Spesso mi sono sentita dire ‘sei una donna’, oppure ‘attenta che ti puoi fare male’. Ma come me, anche altri si possono far male. Forse è più semplice sottovalutare che accompagnare una persona nel corso di un cammino. Ho avuto la fortuna di trovarmi accanto una persona che ha fiducia in me e non mi sottovaluta mai, nonostante gli altri lo facciano. A tutte le donne dico di non abbattersi e di non arrendersi mai. E soprattutto bisogna credere in se stesse. Ricordo che il buon Dio ci ha scelto per diventare madri e questo vorrà dire qualcosa. E chi vi blocca, vi ostacola, vi sottovaluta, è perché non ha la vostra stessa capacità. I sogni bisogna realizzarli. Sempre”.

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