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Esistono luoghi magici, nella nostra Italia piena di bellezza. Luoghi in cui il tempo pare essersi fermato e, a visitarli, si compie un viaggio nel passato. È tra questi che troviamo Isola Santa, minuscolo villaggio della Garfagnana sito a 550 metri d’altezza. Perché visitarlo? Perché le Alpi Apuane sono una cornice senza eguali. E tutto somiglia ad una fiaba.

Isola Santa, da ospizio ad albergo diffuso

Quando fu fondato, Isola Santa fungeva da ospizio. Nell’Alto Medioevo, chi viaggiava tra la Garfagnana e la Versilia doveva necessariamente passare da qui. E in genere si fermava, per recuperare le forze lungo quel faticoso percorso. Poi abbandonato, e caduto in rovina, il borgo è stato infine restaurato. Ed è oggi un albergo diffuso, che si specchia sulle acque d’un lago artificiale ed abbraccia una chiesa del 1260. Ogni dieci anni, il bacino d’acqua viene asciugato. E, dal suo fondo, emergono un mulino a vento, un ponticello e resti dell’antico villaggio (sommerso dal torrente Turrite Secca).

Isola Santa - Veduta del paese
Veduta del paese – credit Meriadoc Brandibuck – CC BY-SA 4.0

Sotto le case col tetto d’ardesia, trovano posto sei abitazioni e cinque stanze. Alloggi per soggiornare nella storia, in un luogo che – le sue vere origini – neppure le conosce. Scavi condotti dall’Università di Pisa negli anni Settanta hanno portato alla luce significativi dati archeologici che testimoniano come – già tra Paleolitico e Mesolitico – le popolazioni si accampavano in questa terra. Le prime notizie di Isola Santa come “hospitale” risalgono però al 1260. Ciò che è certo è che per lungo, lunghissimo tempo il borgo mantenne una posizione di totale isolamento. Fino a quando fu costruita la strada del Cipollaio (l’attuale strada provinciale di Valdarni).

Cosa fare nei dintorni

A Isola Santa ci si viene, soprattutto, per Isola Santa. Per il suo fascino medievale, per quella sua bellezza intatta. Ma anche per le escursioni, coi tanti sentieri che da qui dipartono. Diversi sono gli itinerari che conducono alla Pania della Croce (vera “star” delle Alpi Apuane) la Pania Secca, il Pizzo delle Saette, il monte Corchia, Freddone, Sumbra. Oppure si può fare arrampicata, o visitare le grotte: l’Antro del Corchia è la più estesa d’Europa, sebbene sia aperta per un solo tratto. Gli amanti dei misteri, infine, possono regalarsi un viaggio tra i villaggi abbandonati che qui abbondano: Col di Favilla, Puntato, Campanice. O possono percorrere i tre chilometri che separano Isola Santa dalle “Marmitte dei Giganti“, cavità rotonde che l’acqua e la ghiaia trasportata dalle piene hanno scavato negli anni. Sembrano pentoloni messi sull’acqua dai giganti, ed è a questo che devono il loro nome.

Isola Santa - Il lago artificiale
Il lago artificiale – Meriadoc Brandibuck – CC BY-SA 4.0

Tra castagneti e faggeti, Isola Santa è il luogo perfetto anche per andare a funghi e a castagne. E sono effettivamente questi gli ingredienti principe della cucina locale, insieme alle trote, i salumi e i formaggi della Garfagnana. Da gustarsi in una trattoria tipica, dopo una giornata tra la storia e i misteri.

Foto in evidenza tratta da Wikipedia (Chiesa di San Jacopo e dietro la diga – credit Meriadoc Brandibuck – CC BY-SA 4.0)

Isola Santa, il borgo toscano in cui il tempo si è fermato ultima modifica: 2021-07-12T16:00:00+02:00 da Laura Alberti

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