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Storia millenaria, mitologia, biodiversità unica al mondo, mare, capperi e Malvasia: le isole Eolie sono questo e molto più. L’arcipelago che comprende le isole Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea, fa parte della città metropolitana di Messina e attira ogni anno migliaia di turisti, che rimangono stregati dal loro fascino. Si tratta di isole di origine vulcanica (Stromboli è ancora in attività). Lipari è la più grande delle isole e la più popolosa, ma ognuna di esse ha la propria peculiarità e bellezza sia in termini naturalistici, sia storici (ma anche mitologici), senza scordare la componente enogastronomica.

Un po’ di storia delle Eolie

La bellezza però non è l’unica caratteristica che rende uniche le isole Eolie. L’importanza di questo arcipelago era già noto nell’era neolitica. I primissimi abitanti si stabilirono lì dalla Sicilia per il commercio dell’ossidiana. Questo vetro vulcanico ricavato dalla lava raffreddata, era infatti tra i materiali più taglienti dell’epoca. Essendo le isole di origine vulcanica, queste rappresentavano quindi una fonte inesauribile di materiale. Con il passare dei secoli, l’ossidiana perse valore con l’arrivo dell’età dei metalli. Le Eolie rimasero comunque un punto strategico per il commercio, soprattutto in età ellenica, dove peraltro nacque il mito di Eolo.

Isole Eolie - Vasi rinvenuti nella necropoli di Lipari
Foto: © Davide Mauro – Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Nel corso degli anni le Eolie furono crocevia di culture e civiltà. La dominazione greca è attestata dai ritrovamenti di vasi, maschere e altri oggetti nella necropoli di Lipari. Anche i romani imposero il loro dominio dopo la vittoria su Cartagine nella prima guerra Punica, stabilendosi nell’arcipelago, ottimo proprio per il commercio. In seguito, proprio come in Sicilia, arrivarono le dominazioni arabe, normanne e spagnole. Tutti i segni di questi passaggi sono oggi visibili al museo archeologico regionale eoliano.

Il castello di Lipari

Uno dei testimoni chiave della storia millenaria delle Eolie (in particolare dell’isola più grande) è il Castello di Lipari. Si tratta di una rocca di cinquanta metri a strapiombo sul mare, per molti versi inaccessibile.  Questa fortezza naturale è stata di fondamentale importanza già dal periodo neolitico. Gli scavi degli archeologi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier degli anni ’50 hanno portato alla luce una stratificazione di 10 metri relativa agli insediamenti che hanno abitato l’area del castello. Il primo naturalmente è il Nucleo preistorico del Neolitico (4.000 a.C.), seguito dagli insediamenti greco, romano e bizantino, dall’occupazione araba, dalle fortificazioni normanna, sveva, aragonese (fu Carlo V nel 1560 a far realizzare l’attuale cinta muraria) e spagnola fino al borgo antico di Lipari e dalle realizzazioni architettoniche più recenti.

Vista del castello di Lipari dal porto
Lipari – Foto: © Clemensfranz – Wikimedia Commons – CC BY 2.5

Miti e leggende delle isole Eolie

Le isole Eolie, devono il loro nome alla mitologia ellenica. Secondo la leggenda, il primo colonizzatore fu il re italico Liparo. Dopo essere stato spodestato dai fratelli, si trasferì sull’isola che oggi porta il suo nome (Lipari), costruendo una fiorente colonia. Qualche tempo dopo arrivò sull’isola Eolo (nato mortale) il quale divenne amico di Liparo. Dopo aver aiutato il monarca a tornare nel suo vecchio regno e averne sposato la figlia Ciane, Eolo divenne il nuovo sovrano dell’arcipelago. È proprio qui che il custode dei venti farà poi la conoscenza di Ulisse, come descritto nel X libro dell’Odissea (“Giungemmo nell’Eolia, ove il diletto agl’immortali Dei d’Ippolita figlio, Eolo, abitava in isola natante, cui tutta un muro d’infrangibil rame e una liscia circonda eccelsa rupe). In quell’occasione donò al figlio di Itaca l’otre dei venti che l’avrebbe aiutato nel suo ritorno in patria, poi imprudentemente aperta dai suoi compagni.

Isole Eolie - Isaac Moillon: Eolo dona l'otre dei venti a Ulisse
Foto: ©  Isaac Moillon (1614 – 1673) – Ophelia2 (Eolo e Ulisse) – Wikimedia Commons- pubblico dominio

Vulcano era invece considerata un’isola sacra (Hiera), in quanto i greci pensavano che lì il dio del fuoco Efesto avesse le sue fucine. Il nome attuale dell’isola viene invece dalla mitologia romana, in quanto Vulcano è il nome latino di Efesto. Quest’isola è anche stata identificata anche come l’isola dei morti. Infatti, sempre secondo la mitologia, a Vulcano venivano effettuati dei riti sacri affinché il dio purificasse i corpi dei defunti. Non essendo stati ritrovati però dei resti umani, è possibile che i corpi venissero poi riportati nelle altre isole.

Isole Eolie patrimonio UNESCO

L’attività vulcanica delle isole Eolie è stata anche al centro della motivazione che ha portato all’inserimento dell’arcipelago nella lista dei siti UNESCO. Le Eolie sono entrate a far parte dei luoghi patrimonio dell’umanità nel 2000. La motivazione, secondo quanto si legge sul sito ufficiale UNESCO è: «La morfologia vulcanica delle isole rappresenta un modello classico negli studi della vulcanologia mondiale. Grazie agli studi effettuati a partire dal XVIII secolo, le isole hanno fornito ai libri di vulcanologia e geologia due tipi di eruzioni (vulcaniana e stromboliana) e sono un punto saldo nell’educazione di geologi da più di 200 anni. Le isole continuano ad essere un ricco campo per gli studi di vulcanologia».

Cratere isola di Vulcano
Cratere isola di Vulcano Di de:User:Man77 – Fotografia autoprodotta, CC BY-SA 3.0

Capperi e Malvasia: i sapori dell’arcipelago eoliano

Le isole Eolie non sono conosciute soltanto per le meraviglie paesaggistiche, storiche e mitologiche, ma anche per i loro prodotti tipici. Le specialità del luogo sono principalmente due: il cappero eoliano D.O.P. e la Malvasia D.O.C. Il primo è molto diffuso sulle varie isole. A Salina, ad esempio, si possono trovare le varietà “nocellara”, “nocella” e “spinoso di Salina”. La prima domenica di giugno, poi, si svolge nell’isola la “Festa del cappero”. Inoltre è possibile gustare anche il “cucuncio” (chiamato anche cappero grande), che altro non è che il frutto della pianta (il cappero è il bocciolo non aperto).

Capperi di Pantelleria
Foto: © Rosario Cappadona – Wikimedia Commons- CC BY-SA 3.0

La Malvasia è invece un vino dolce e aromatico (che prende il nome dall’uva utilizzata), prodotto da secoli perlopiù sull’isola di Lipari. Nell’Ottocento fu esportato in tutta Europa grazie alle truppe inglesi approdate a Messina durante le guerre napoleoniche. Il suo gusto è molto intenso e particolare, tanto che lo scrittore francese Alexander Dumas, nel suo libro “Viaggio nelle Eolie”, lo definì “il vino più eccezionale che io abbia mai assaggiato”. Nel 1973 questo vino ricevette la denominazione D.O.C. Ad oggi i produttori di Malvasia organizzano dei tour nelle proprie cantine per i turisti.

Proprio come la Sicilia, l’arcipelago eoliano è un mix di storie e culture diverse, fuse in un ambiente incantevole. Visitare le Eolie, perdersi tra i profumi (anche di zolfo) e i sapori di mare, capperi e Malvasia è un’esperienza indimenticabile. Naturalmente l’estate è il periodo migliore per godersi qualche giorno alle Eolie, facendo un tour per Lipari, Salina, Panarea, Stromboli, Vulcano, Alicudi e Filicudi. Provare per credere.

Fonte fotografia in evidenza: © Mariom990 – Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Isole Eolie: storia e sapori di un piccolo Eden in mezzo al mare ultima modifica: 2021-07-20T09:00:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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