Lo street artist Krayon è stato invitato a Shenzhen, in Cina, dalla Fondazione Jardin Orange, come eccellenza italiana, a trascorrere un periodo di Residenza d’artista. Krayon, italiano, di  Melfi, è un pittore, uno street artist, un pixel artist. Il pixel è l’elemento base su cui costruisce le proprie opere. Nel 2015 ha creato  TEXTURA in fest, primo festival di street art a Melfi, la sua città di origine.

Krayon canvas cina

Krayon, com’è nata la tua arte? C’è stato un momento particolare della tua vita in cui ti sei scoperto artista o è frutto di un lungo percorso di passione e formazione?

K: È avvenuto in maniera del tutto naturale. Sin da piccolo avevo voglia di creare con qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani. Inizialmente questa creatività l’ho applicata come writer, ma la parola artista era molto lontana. In seguito si è manifestata con una forma diversa, influenzato anche da studi di disegno industriale e da una professione come User Experience Designer. 

Krayon - wall riccio basilicata

Come hai conquistato e mantenuto la tua identità di Pixel artist?

K: Affascinato dall’Optical Art ho iniziato a dipingere in Pixel Art dieci anni fa. Siamo in pochi ad utilizzarla e ognuno la indaga e la approfondisce in maniera differente. C’è stato anche un periodo in cui avevo interrotto la mia attività, ma avevo notato che, nonostante questo, nessuno si fosse appropriato di questa tecnica abbastanza unica. Così decisi di riprenderla e affermarla trasferendola su diversi supporti, dalle tele a muri di grandi dimensioni. Credo che il fattore che ancora oggi mi contraddistingua sia la costanza e l’infinita pazienza che ci vuole per metterla in pratica.

Parlaci della tua arte, cosa ti ispira? Come nasce una tua creazione? Quali sensazioni vuoi, o vorresti, trasmettere?

K: Mi lascio ispirare dai pattern, dalle texture. Mi diverto a creare contrasti e a “digitalizzare” elementi naturali.
Il mio è uno stile molto grafico. Sfrutto la pixel art per creare delle illusioni ottiche nello spettatore. Le mie tele per essere comprese devono essere osservate da una giusta distanza. Viste da vicino sembrano degli astratti, man mano che ci si allontana o che si inquadra la tela o il muro con una fotocamera, si percepisce il soggetto nella sua interezza.
La sensazione che accomuna e che si percepisce da tutte le mie opere è che spesso le cose si comprendono meglio se viste da lontano. Prendendo le distanze. Questo sia nella vita che nella mia arte.
E poi è evidente il concetto di: LESS IS MORE. Pochi e semplici elementi che arrivano dritti all’osservatore.

Cosa ti ha insegnato questa esperienza in Cina?

K: Quando ho ricevuto l’invito dalla Fondazione per fare questa residenza d’artista, l’ho presa come una sfida per uscire dalla propria comfort zone. Ma lavorando qui ho scoperto che in realtà vivevo e lavoravo nella “sconfort” zone e, anche se lontano da casa, si possono trovare tanti punti di contatto in culture così diverse dalla nostra.
La tensione, lo stress che si è creato nel mondo occidentale ha trasformato le persone. Quello che vedo in Cina è una dimensione di vivere più semplice e naturale, non c’è quell’attitudine europea di sopraffazione dell’uomo. Qui noto meno ipocrisia e tanta voglia di fare comunità.

Krayon - livepainting Shenzhen

Cosa vuoi dire ai giovani che coltivano il sogno di essere chiamati artisti?

K: Partiamo dal presupposto che la parola artista viene attribuita da altri. Chi fa arte lo fa in modo naturale, senza attribuirsi questo appellativo. L’importante è che quello che si fa, lo si fa per stare bene e per piacere personale. Senza dubbio trovare un riscontro nel pubblico è gratificante e incoraggiante. L’unico consiglio che mi sento di dare ai giovani che coltivano questo sogno è quello di trovare la strada e il linguaggio migliore per esprimere se stessi. E vi assicuro che, quando ciò che si crea è autentico e fatto con sincerità, sarà riconosciuto e apprezzato anche dal pubblico.

Krayon - wall abstract wood pavona

Tu sei italiano: cosa porti con te, in giro per il mondo, delle tue radici e della tua terra? Queste hanno influito, in qualche modo, sulla tua arte?

K: È inevitabile. Lo scopo di questa residenza è soprattutto quello di testare su se stessi come il proprio background possa essere influenzato dall’incontro con un’altra cultura. Sicuramente in campo artistico la cultura italiana gioca un ruolo importante. Dispiace però che torni più utile all’estero che in Italia. Almeno qui in Cina ho potuto constatare che c’è grande apertura verso gli Italiani. L’immagine della “Bell’Italia” che abbiamo creato negli anni, qui è vista come uno stile di vita da seguire.

Emanuele Ferlaino

Autore: Emanuele Ferlaino

Appassionato di sport, viaggi e cucina, sogno una vita in cui poter visitare il mondo, assaggiando tutte le cucine dalle più rinomate alle più strane, ovviamente tra una partita di calcio e l’altra. Dopo la laurea in Business Administration alla University of London, adesso ho intrapreso questa avventura con italiani.it, vediamo dove mi porterà!

Krayon pixel artist ultima modifica: 2018-10-19T09:00:24+00:00 da Emanuele Ferlaino

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