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Il Bel paese ci regala sempre bontà di ogni sorta, e ognuna delle sue regioni conserva qualche peculiarità. La Calabria in particolare è una terra ricca di eccellenze, e possiede delle enormi potenzialità, sia per quanto riguarda il turismo che i prodotti enogastronomici. Regione florida troppo spesso sottovalutata, la punta dello stivale merita decisamente una riqualificazione, poiché ha tanto da offrire al resto dell’Italia e al mondo. Una delle sue primizie, infatti, è la famosa liquirizia DOP, definita senza ombra di dubbio la migliore in assoluto!

La liquirizia, una pianta bella e buona

La liquirizia è una radice dalle innumerevoli proprietà benefiche, e dal sapore davvero invitante. Ne esistono diversi tipi, ma quella di cui vi parleremo oggi ha una caratteristica davvero speciale…è calabrese! Eh si, perché secondo l’autorevole Enciclopedia Britannica, la liquirizia DOP della Calabria sarebbe la migliore al mondo. Conosciuta con il nome di Glycyrrhiza, viene prodotta in grandi quantità, e il contributo maggiore viene fornito proprio da questa regione. La liquirizia calabrese ha un sapore semplicemente unico: è equilibrata nel gusto, dolce e amara allo stesso tempo (n.b. la liquirizia è naturalmente priva di additivi o altro). Già nota nell’antico Egitto come erba medicamentosa, è poi diventata famosa anche per la sua azione emolliente ed antisettica. Queste qualità furono poi sfruttate intorno all’anno 1000, quando i monaci calabresi iniziarono ad adoperarla per motivi terapeutici.

Pianta di liquirizia DOP della Calabria
Pianta di liquirizia

Esistono infatti diversi documenti che ne attestano l’uso, come quelli presenti nell’Archivio Amarelli. Qui viene fatto riferimento sia alla raccolta che alla vendita di liquirizia da parte della famiglia, mentre ne Il commercio e la produzione di liquirizia nel settecento si parla del napoletano Vincenzo Volpicella. Questi, a quanto attestano le fonti, noleggiò una barca «per andare a caricare 200 cantara di pasta di liquirizia, 150 a Cassano ed il resto a Crotone…». Nel Settecento, invece, il traffico di liquirizia divenne la principale attività dei nobili crotonesi, ma bisognerà attendere il 1715 per veder nascere le prime fabbriche. La prima venne fondata dal Duca di Corigliano, poi seguirono quella della già citata famiglia Amarelli, e tantissime altre nella zona di Reggio Calabria. Insomma, sin da subito la liquirizia si mostrò non solo come un ottimo prodotto, ma anche redditizio.

Liquirizia DOP in Calabria: una storia a lieto fine

A partire dal Medioevo, quindi, la Calabria non ha mai smesso di produrre liquirizia, creando le basi solide per un fiorente mercato. Purtroppo intorno agli anni ’90 ci fu una brutta crisi, che gettò il commercio della liquirizia nel baratro. Negli anni 2000, però, il settore riuscì a registrare una ripresa, grazie anche agli aiuti della Comunità Europea e all’impegno del Consorzio dei produttori di piante officinali e loro derivati. In meno di 15 anni la Calabria raggiunse cifre ragguardevoli, passando da 60 ettari di terreno coltivato a più di 1300. Pare proprio che la liquirizia sia una passione per i calabresi, un po’ come il peperoncino. Per produrre dell’ottima liquirizia è necessario seguire precise modalità di lavorazione: dopo aver raccolto le radici bisogna sminuzzarle, per ottenere un composto pastoso. Da questo si estrae un succo molto speciale, che dovrà essere portato a bollore fino alla densità desiderata.

La liquirizia DOP della Calabria ha diverse forme
La liquirizia può essere prodotta in vari formati

Niente è lasciato al caso, e quando si parla di liquirizia DOP la Calabria non scherza! Fiore all’occhiello della produzione della regione è la ditta Amarelli, che dal 1731 produce questa scura prelibatezza. Anzi, la famiglia Amarelli utilizza e lavora ancora nello stesso antico concio nel quale i suoi avi producevano la liquirizia DOP. Per le sue straordinarie caratteristiche, la liquirizia DOP calabrese si è guadagnata la Denominazione di Origine Protetta nel lontano 2011, poiché è parte integrante non solo del commercio della Calabria, ma anche delle sue secolari tradizioni. Questo oro nero così saporito viene infine venduto sotto diverse forme: bastoncini, caramelle, e bevande. È un ingrediente spendibile facilmente in cucina, e conferisce ai piatti un sapore unico e potente. Un assaggio è d’obbligo!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!
La liquirizia DOP, “l’oro nero” della Calabria ultima modifica: 2019-04-08T09:00:06+02:00 da Marcella Calascibetta

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