La Maddalena è l’isola maggiore dell’omonimo arcipelago composto da 60 isole e isolotti, situata nella parte nord-est della Sardegna (in provincia di Sassari). Proprio come quest’ultima, anche La Maddalena può vantare delle splendide spiagge d’acqua cristallina, meta di migliaia di visitatori durante tutto l’anno. La Maddalena è rinomata anche per essere un sito di interesse naturalistico. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, che comprende l’intero territorio appartenente al comune (isolotti compresi) e si estende su una superficie di 18.000 ettari e 180 km di coste, conta infatti più di 700 specie vegetali, come ad esempio mirto, ginepro, euforbia, corbezzolo, erica e lentisco. Per quanto riguarda la fauna, tipica del territorio è la tartaruga marginata (la “tartaruga sarda”). La Maddalena, oltre ad offrire bellezze paesaggistiche e naturali senza eguali, è pure un territorio ricco di storia e cultura, per secoli base strategica per il commercio e come base militare.

La Maddalena nell’antichità

La presenza dell’uomo a La Maddalena e sulle altre isole dell’arcipelago (Santo Stefano, Caprera, Budelli, Santa Maria, Razzoli e Spargi) è attestata già in epoca preistorica. Queste isole della Gallura erano infatti fondamentali per il commercio dell’ossidiana. Anche in epoca romana, le isole furono strategiche come punto di collegamento tra la Sardegna e le coste provenzali. In epoca medievale, dopo l’abbandono delle isole con la caduta dell’Impero romano d’occidente, per un periodo l’area fu abitata da comunità di monaci legate a Santa Maria Maggiore di Bonifacio (Corsica). Abbandonate nuovamente, nel XVII secolo, a La Maddalena e sulle altre isole si stanziarono dei pastori corsi, provenienti dall’Alta Rocca. Questi custodivano il bestiame dei signori di Bonifacio, in terre non ancora reclamate da nessuno. Nel 1767, dopo che la Corsica passò in mano francese, il Regno di Sardegna occupò La Maddalena per sancirne il possesso.

Arcipelago di La Maddalena visto dall'alto.
Foto: © Vаdiм – Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

Dalle guerre napoleoniche ad oggi

I pastori divennero così sudditi del regno, divenendo inoltre marinai della Regia Marina Sarda. Nel 1793, quando la Francia cercò di invadere la Sardegna (Napoleone Bonaparte era allora ufficiale di artiglieria), a La Maddalena trovò una forte resistenza. Durante le guerre napoleoniche, l’ammiraglio Horation Nelson sostò a La Maddalena e fu ben accolto dai suoi abitanti. In segno di gratitudine, il militare dei donò alla chiesa un crocifisso d’argento e due candelieri. Nel 1849 Giuseppe Garibaldi arrivò esule a La Maddalena (dopo il fallimento della Repubblica Romana). 7 anni più tardi, nel 1856, l’eroe dei due mondi acquistò un lotto sull’isola di Caprera, dove morì nel 1882. Alla fine del secolo, l’arcipelago si trasformò in una piazzaforte marittima, vista la sua posizione strategica a livello militare. Inoltre dalla seconda metà dell’Ottocento, fino al 1940, La Maddalena fu famosa per la produzione di granito.

La Maddalena - Statua di Giuseppe Garibaldi a Caprera
Foto: © Daniel Ventura – Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Nel 1943 Mussolini fu portato a La Maddalena come prigioniero a villa Webber per 20 giorni. L’8 settembre dello stesso anno, con l’armistizio di Cassibile, l’esercito tedesco in Sardegna che si ritirava in Corsica occupò la Maddalena. Per tutta risposta, nei giorni seguenti, le forze armate del luogo innescarono una difensiva, che portò ad uno degli episodi più sanguinosi mai visti sull’Isola, ma anche uno dei primi episodi della Resistenza italiana. Oggi non esistono più strutture militari attive sull’isola e la Maddalena è tornata ad essere quel paradiso naturale che era stato un tempo.

Cosa vedere e mangiare a La Maddalena

La Maddalena è conosciuta in primis come meta turistica per le sue splendide spiagge. Le più famose sono: Cala Francese, Cala Spalmatore, Bassa Trinità e Punta Tegge, e Cala d’Inferno. L’Arcipelago offre comunque altre spiagge degne di nota, come Cala Coticcio a Caprera, la Spiaggia Rosa a Budelli o Cala Corsara a Spargi. Oltre alle escursioni nelle isole dell’arcipelago, vale la pena anche esplorare il centro storico della città, così come il sobborgo Moneta, con il suo mercato. Interessante è anche la chiesa di Santa Maria Maddalena, al cui interno sono conservati il crocifisso d’argento e i candelieri donati dall’ammiraglio Nelson. Per gli amanti dell’archeologia marina, il museo Nino Lamboglia conserva vari reperti. Fiore all’occhiello sono i resti di una nave romana, che naufragò nel 120 a.C. nei pressi di Spargi. Infine, se si è in gita a Caprera, non si può non visitare la casa museo di Garibaldi.

Come in tutte le isole, i piatti tipici da provare a La Maddalena sono quasi tutti a base di pesce. Tra i più conosciuti vi è lo ziminu, ovvero una zuppa di pesce povero (ad esempio scorfano) con pomodoro e cipolla. Non mancano poi gli spaghetti ai ricci di mare, la grigliata di pesce e tanto altro. Altra specialità isolana sono i curconi. Dolce simile ad un piccolo panettone (di origine genovese) preparato con mosto di fichidindia.

L’Arcipelago di La Maddalena è un vero e proprio Eden per chi cerca relax e spiagge “tropicali”. Come ogni altro luogo d’Italia, queste isole e isolotti riescono ad ammaliare sin da subito il visitatore, proprio come accadde a Garibaldi con la sua Caprera. La Maddalena è un’isola fantastica, che fa bene all’anima, rimane nel cuore e non va più via.

Foto in evidenza: © Danny Towin – Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

La Maddalena: l’arcipelago “tropicale” della Sardegna ultima modifica: 2022-09-18T09:30:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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