notification icon
App italiani.it
Tutto il meglio di italiani.it sul tuo telefono
Installa

Tante le incognite sulla ripresa post-festiva: il rischio ‘zona rossa’ per diverse regioni non è un’eventualità remota. Si registra una lenta decrescita della curva del contagio, ma con l’Rt in aumento unitamente al tasso di positività ancora in crescita. Con questa situazione una parte del Paese, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione.

grafico ripresa

A rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt. Queste regioni potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni. Molto vicine alla soglia della zona rossa sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Intanto il ministero della Salute fa sapere che i nuovi casi positivi di oggi sono 11.831 (ieri 22.211), mentre i nuovi decessi sono 364 (ieri 462). I dimessi guariti sono 9.166 (ieri 16.877); complessivamente i casi positivi sono 577.062, in pratica 2295 in più rispetto a ieri.

La ripresa delle attività dopo le festività natalizie

Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l’Abruzzo arancione). Tuttavia l’andamento del contagio non dà per scontato che le cose vadano così. Sul da farsi sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità. In attesa che il prossimo report sciolga ogni dubbio, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, invita alla cautela spiegando che “una vera valutazione dell’andamento dei contagi, relativo al periodo delle festività, la potremo avere solo a metà gennaio”.

ripresa contagio

E, ancora, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge: “A fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti”. Inoltre, c’è da dire, che qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione. Infatti, dopo una richiesta da parte delle Regioni, l’Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori. Ventuno parametri di riferimento che servono per stabilire l’assegnazione delle regioni nelle varie fasce.

Ripresa della didattica in presenza

Riguardo la ripresa delle lezioni in presenza, le scuole dovrebbero riaprire ovunque con il 50 per cento di presenze come massimo consentito. Percentuale che dovrebbe valere almeno fino al 15 gennaio, dopo il lavoro svolto dalle varie prefetture nei tavoli di coordinamento scuola-trasporti. Un annuncio in questo senso è stato fatto da tutti i ministri a vario titolo competenti: Interno, Istruzione e Trasporti. Gli stadi saranno ancora chiusi, ma c’è qualche spiraglio per la ripresa dello sci nella seconda metà di gennaio, dopo la richiesta delle Regioni di una riapertura degli impianti dal 18 del mese, esclusivamente nelle zone gialle.

Smart working, saldi invernali e l’immancabile coprifuoco

Resta invariato il ricorso allo smart working in gran parte delle aziende e in particolare negli uffici statali. Ciò, dopo la proroga prevista fino al 31 gennaio sulle misure per il lavoro agile nella Pubblica amministrazione. Cominceranno in ordine sparso anche i saldi invernali, nell’arco di tutto il prossimo mese di gennaio.

schools and work ripresa

Comunque, in determinati casi, potrebbero ancora cambiare in considerazione di eventuali zone rosse. Il coprifuoco resta fissato alle ore 22; nelle sole zone gialle, ristoranti e bar potranno effettuare il servizio ai tavoli fino alle 18. Piscine, palestre, cinema e teatri resteranno chiusi per ora. A riaprire, invece, potrebbero essere mostre e musei con entrate contingentate.   

La ripresa dopo le feste: regioni a rischio zona rossa? ultima modifica: 2021-01-02T17:53:40+01:00 da Redazione

Commenti