Dopo due anni di sospensione, finalmente in questa estate ostunese si sono svolti diversi spettacoli, ed eventi che hanno avuto come protagonista il teatro. È proprio quest’ultimo il protagonista di due serate imperdibili. Vi sto infatti parlando della serata di mercoledì 24 agosto e quella di giovedì 25. Alle ore 21:00 presso il Teatro in Pineta, in contrada Camastra di Ostuni vanno in scena gli ultimi due appuntamenti della rassegna “Giardini Animati”. Questa rassegna è quest’anno giunta all’ottava edizione; è organizzata dall’associazione Teatro Folletti e Folli ETS.
Uno spettacolo sulla società contemporanea

Lo spettacolo di teatro che va in scena in queste due serate estive si intitola “La Vita Felice”. È della regista Antonella Colucci. In scena ci saranno Onofrio Fortunato, Dario Lacitignola, Giuseppe Nacci. La scenografia è curata da Dario Lacitignola. La Vita felice è una commedia semiseria di teatro che catturerà l’attenzione dello spettatore sin dalle prime scene. Si svolge in un unico atto. Protagonisti sono Aldo, Bruno e Ivan. Questi sono degli amici di vecchia data che sono sempre stati orgogliosi della loro amicizia consolidata da tanto tempo. Improvvisamente una novità sconvolge le loro esistenze. Difatti a causa di essa il loro rapporto pian piano comincerà a sgretolarsi.
Il cuore della rappresentazione
Tra divertimento e crudeltà, normalità e stranezza, ironia e sarcasmo, le vicende dei tre protagonisti si svelano pian piano come davanti a un quadro. Difatti ognuno di loro con il suo punto di vista, vede proiettata la propria vita. La loro amicizia cambierà e irromperanno nel loro rapporto sentimenti nuovi come l’egoismo e l’ipocrisia. Pertanto sarà difficile per i tre protagonisti confrontarsi come un tempo.

Come a teatro la vita muta
I personaggi ritraggono la società contemporanea. Emerge da questa rappresentazione di teatro la contemporaneità fatta di rapporti individualisti ed egoistici. Sentimenti negativi emergono a causa anche del complesso momento storico. Quest’ultimo ha contribuito a rendere gli uomini chiusi nel loro mondo domestico dominato esclusivamente dai media e dai social. È questo uno spazio protetto ma altrettanto pericoloso. A volte non lascia alcuna “via di fuga”. Ma in teatro le situazioni come nella vita reale, possono ribaltarsi da un momento all’altro. Ed è così che le nevrosi quotidiane e la fragilità dei sentimenti mutano forma.