notification icon
App italiani.it
Tutto il meglio di italiani.it sul tuo telefono
Installa

Riposa ai piedi dell’omonimo ghiacciaio un suggestivo specchio d’acqua. Capace di stupirci con le sue sfumature di colore. Ma anche coglierci di sorpresa quando, visitandolo in diversi momenti dell’anno, lo troviamo “svuotato”. A quota 2000 metri su livello del mare trascorre la sua vita il lago del Miage. Pronto ad accogliere, nel suo agire silenzioso, turisti che vivacizzano i quieti percorsi valdostani.

Lago del Miage. Valle di Veny al cui centro si trova il lago del Miage le cui acque appaiono verde intenso
Jf378 – Opera propria – CC BY-SA 3.0

Lago del Miage: le osservazioni dell’uomo

La singolarità di questo protagonista della natura è stata oggetto di numerose osservazioni. Tanto recentemente quanto in passato. L’uomo ne ha catturato nel tempo i peculiari “comportamenti”. Il piccolo bacino si trova ai piedi del Monte Bianco. Figlio del ghiacciaio di Val Veny ne subisce inevitabilmente le conseguenze. E così il lago del Miage diventa palcoscenico di un agire spettacolare. Quello che vede primo attore lo stesso ghiacciaio. Produttore di iceberg nei punti in cui entra in contatto con le acque. Ecco allora iniziare l’esibizione dei glaciali blocchi. Al sopraggiungere della primavera il lago del Miage si anima. Gelidi frammenti navigano attirando lo sguardo dei visitatori.

Lago del Miage. Il bacino quasi privo d'acqua durante l'estate
Il lago del Miage in estate – noumeno1724 – Opera propria Pubblico dominio

Ma non è tutto. Qualcos’altro ha destato l’interesse umano. Osservando il luogo in diversi momenti dell’anno lo scenario cambia. Passando da un bacino colmo d’acqua ad uno quasi vuoto. Un fenomeno che sollecitò le osservazioni di diversi intellettuali del passato. Dagli studiosi della materia ai pittori. Pare infatti che a fine ‘800 questi mutamenti siano stati oggetto di rappresentazione artistica. A capo di tutto ciò ci sarebbe proprio il ghiacciaio che per altro costituisce anche metà della pavimentazione del lago. Ci si trova dunque di fronte ad un bacino in parte epiglaciale, in parte di contatto con la falesia.

Itinerari

La stagione migliore per visitare il lago del Miage varia in base a ciò che si desidera osservare. Forse, l’ideale sarebbe effettuare escursioni in diversi momenti dell’anno. Così da avere un quadro completo dei cambiamenti che interessano il bacino. Ma vediamo come procedere per raggiungere la zona. Itinerari già assodati consigliano di lasciare l’auto nel parcheggio di La Visaille. Da questo momento si prosegue a piedi, tra vie asfaltate e sentieri naturalistici. Sin da subito è possibile optare per una doppia soluzione. Un percorso su strada, agevole anche perché chiuso al traffico. Oppure una scorciatoia da imboccare alla svolta del primo tornante.

Panorama autunnale del bacino del Miage
Image by Yves Lemarcheix – Opera propria pubblico dominio

In questo secondo caso vi troverete ad attraversare il bosco di conifere i cui aghi fanno da tappeto al camminamento. Qualche minuto dopo sbucherete nuovamente sulla strada ai lati della quale troneggiano larici e qualche latifoglie. A questo punto potrete iniziare a godere del paesaggio attorni a voi. La ripida e sassosa Morena del Miage sulla quale muove il fiume ghiacciato che ha origine dal Monte Bianco. Un corso d’acqua che passa da più di 4000 metri ai 1800 di La Visaille. E proprio qui si scoglie iniziando ad alimentare il torrente del Miage.

veduta del lago del Miage
Image by David Locke is licensed under CC BY-NC-ND 2.0 

Proseguendo è possibile osservare in distanza le Pyramides Calcaires. Formazioni calcaree in forma di piramide ben visibili dal Lago Combal. Si procede tralasciando il ponticello e mantenendo la destra. Presto ci si trova ad un bivio. Scegliamo l’indicazione “Val Combal” dove sarà possibile una pausa all’omonimo bar. Da questo punto ha inizio la risalita verso il lago del Miage. Soli quindici minuti ed ecco che la meta è raggiunta. Un percorso che diventa occasione per scoprire il territorio. Ma anche un modo per osservare il paesaggio da una prospettiva filosofeggiante. I colori, il silenzio, la voce e il ritmo lento della natura.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!
Lago del Miage: il ritmo lento della natura ultima modifica: 2019-11-21T09:10:19+01:00 da Sabrina Cernuschi

Commenti