È tempo di bilanci per il referendum di quest’anno, che ha visto un’affluenza ferma al 7,3% alle ore 12, ben 4 punti percentuali in meno rispetto al 2011, anno in cui si raggiunse l’11,4%.
Un dato che conferma la crescente disaffezione degli italiani verso questo strumento di democrazia diretta, almeno per i quesiti di iniziativa popolare.
I temi del Referendum
Eppure i temi in ballo toccano questioni concrete e delicate: dalla cittadinanza italiana ai diritti dei lavoratori, passando per le norme sui licenziamenti e la sicurezza nei cantieri.
Il quesito sulla cittadinanza è stato molto discusso. Riguarda la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri maggiorenni extracomunitari. Il referendum propone di dimezzare da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale necessario per poter fare richiesta di cittadinanza. Una modifica che, se approvata, renderebbe più veloce l’inclusione formale di circa 2,3 milioni di persone che oggi vivono, lavorano e contribuiscono alla società italiana, ma che restano escluse dalla piena partecipazione civica. Il tema ha acceso il dibattito politico, diviso tra chi sostiene che si tratti di un passo doveroso verso una società più inclusiva e chi, invece, teme possibili effetti destabilizzanti sul piano sociale e culturale.
Gli altri quesiti
Gli altri, sono quattro quesiti sul lavoro. Ecco cosa riguardano:
1. Contratto a tutele crescenti.
2. Licenziamenti nelle piccole imprese.
3. Contratti a termine.
4. Responsabilità negli appalti:
Resta da capire se si raggiungerá il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto. La partecipazione popolare è il cuore della democrazia diretta, ma serve forse ripensare le modalità e le occasioni per renderla di nuovo efficace e coinvolgente.
Foto principale: Anci