La salvezza sul campo non ha salvato a Sampdoria. La situazione finanziaria della Sampdoria infatfi torna a far discutere.
Negli ultimi giorni si è parlato molto dei debiti del club blucerchiato che neanche la salvezza può limitare. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il club blucerchiato sarebbe gravato da un debito complessivo che si aggira intorno ai 70 milioni di euro, una cifra pesante che comprende esposizioni verso banche, fisco e agenti, e che impone alla dirigenza scelte attente e pianificate per il futuro prossimo.
Il peso maggiore per la Sampdoria? I debiti con le banche
La parte più consistente di questa situazione riguarda i debiti con gli istituti bancari, che ammonterebbero ad oltre 60 milioni di euro. Una cifra significativa che rappresenta oltre l’85% dell’indebitamento totale e che obbliga la società doriana a mantenere stretti rapporti con il sistema creditizio e a rispettare precise scadenze. A settembre, inoltre, la Samp salderà la terza e ultima rata da 6 milioni di euro prevista dal piano concordatario, una tappa importante che consentirà al club di chiudere un capitolo cruciale del proprio percorso di risanamento.
Tanti anche i riscatti e debiti verso altri club. Oltre alle pendenze con il sistema bancario, la Sampdoria dovrà versare circa 14 milioni di euro ad altri club per riscatti e pagamenti arretrati su operazioni di mercato. Da saldare ancora i riscatfi di Gennaro Tutino, Ioannis Ioannou, Bellemo e Sekulov tra gli altri. Tutti numeri riportati dal Secolo XIX.
Il caso Tutino
In più, sarebbe scoppiato il caso Tutino. Mario Giuffredi, titolare dell’agenzia M.A.R.A.T. Football Management S.r.l. e rappresentante di Gennaro Tutino, avrebbe denunciato al Collegio di Garanzia del CONI presunte irregolarità nel passaggio dell’attaccante dal Cosenza alla Sampdoria.