Ognuno di noi, leggendo la data di oggi non può non pensare ad uno dei più grandi e versatili cantautori italiani. Lucio Dalla, l’uomo nato il 4 marzo. Bolognese, ironico ma mai sopra le righe, i suoi dischi, soprattutto quelli a cavallo tra 70 e 80, hanno riscritto la storia della musica leggera italiana. La sua morte per infarto il 1 marzo 2012 ha profondamente colpito moltissimi italiani, più o meno giovani, cresciuti canticchiando “Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”. Per ricordarlo, non una semplice e riduttiva biografia, ma qualche consiglio sonoro, curiosità e qualche idea per riprendere in mano, almeno oggi, un disco di Lucio Dalla.

Un intenso ritratto di Lucio Dalla
Un intenso ritratto di Lucio Dalla

Lucio Dalla, 3 canzoni da ascoltare oggi

E’ davvero difficile scegliere 3 canzoni da inserire nella playlist di una giornata come questa. Ognuno di noi si affeziona alle canzoni per momenti personali che spesso nemmeno vuole condividere. Se penso al mio rapporto con la discografia di Lucio Dalla, il primo pezzo che non può mancare è Come è profondo il mare. Siamo nel 1977, Dalla si esilia nelle Tremiti per scrivere il suo primo disco da paroliere. Questo pezzo title track dell’album ha un testo visionario, onirico, dove la profondità del mare è la metafora della vastità del pensiero umano. “E’ chiaro che il pensiero dà fastidio/ anche se chi pensa è muto come un pesce / anzi è un pesce / e come pesce è difficile da bloccare/perchè lo protegge il mare/  come è profondo il mare.”

Chissà chissà domani/ su che cosa metteremo le mani/ se si potrà contare ancora le onde del mare/ e alzare la testa“. Così canta in Futura (1980) il secondo pezzo da ascoltare oggi, dove Dalla sogna un futuro migliore per tutti noi. E poi sempre dello stesso disco Cara. Il primo titolo avrebbe dovuto essere Dialettica dell’immaginario. Quello che rimane nella stesura è la dolcezza struggente della mancanza della persona amata, della persona che è entrata nella nostra anima e ne è uscita lasciandoci frantumati. “Che pena che nostalgia /Non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia / Almeno non ti avessi incontrato /Io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.”

Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967
Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967

Due curiosità da ricordare

Un’altra data storica per gli amanti della musica: 23 maggio del 1968. Siamo a Milano, al Piper, simbolo di una cultura diversa  nell’Italia dei secondi anni ’60. Sul suo palco sale Jimi Hendrix, con un concerto che avrebbe dato il via ufficialmente Sessantotto italiano. Ad aprire il concerto Lucio Dalla. E tra l’ironia di Domenico Sputo e la quotidianità del Ragno alle partite del Bologna, non poteva mancare un altro nome sarcastico: la barca di Lucio Dalla si chiamava Catarro!

Un giovane Lucio Dalla
Un giovane Lucio Dalla

La Casa di Bologna

In via D’Azeglio si trova la casa del commendatore Domenico Sputo come amava prendersi in giro Lucio Dalla. Anche se per i bolognesi e i suoi amici rimane Ragno. La si può riconoscere dal grande murales che sta sulla facciata con disegnato il profilo di Lucio Dalla intento a suonare tra gabbiani in volo. E’ la casa con le stanze e gli arredi dove viveva il suo quotidiano. Al suo interno i ricordi di una vita, oltre ad una inestimabile collezione di opere d’arte. La casa di Lucio Dalla è aperta solo in alcuni giorni dell’anno. Per informazioni sulle visite potete visitare il sito della Fondazione Dalla.

L'esterno della casa di Lucio dalla a Bologna
L’esterno della casa di Lucio Dalla a Bologna
Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

Lucio Dalla, l’uomo nato il 4 marzo che ci manca tanto! ultima modifica: 2018-03-04T09:30:18+00:00 da Lucia Vazzoler

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