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Lucio Munazio Planco, testimone e artefice della Grande Storia dell’impero Romano

Lucio Munazio Planco nato forse ad Atina, 90 a.C. e morto a Gaeta, 1 d.C. possiamo vederlo nell’immagine scultorea come un uomo di mezza età con metà del viso paralizzata.

Lucio Munazio Planco

Discendente da una famiglia di cavalieri, Lucius Munatius Plancus probabilmente nasce in una delle 5 leggendarie città fondate dal Dio Saturno: Alatri, Anagni, Arpino, Atina e Ferentino. Diventa console nel 42 a.c., poi censore e ottiene l’imperium dai suoi legionari per due volte. Diventa dux, prefetto dell’Urbe e fonda due colonie romane: le attuali città di Lione in Francia e di Augst, presso Basilea in Svizzera.

Cavallo

Sempre fedele a Roma, fino all’estremo, Plancus sceglie ogni volta la fazione che ritiene possa fare meglio gli interessi della Repubblica o dell’Impero. Legatus al seguito di Gaio Giulio Cesare durante le campagne militari per la conquista delle Gallie, lo segue durante la guerra civile, attraversando al suo fianco il fiume Rubicone. Valido discepolo di Cesare diventa anche un valente comandante, quanto un valido discepolo di Cicerone, diventando un valido oratore. Giulio Cesare lo invia tra l’altro in Spagna insieme a Gaio Fabio.

Lione e Grenoble romane

Poi li raggiunge poco dopo e intraprendere insieme una vittoriosa campagna militare. Arriva anche la nomina a praefectus urbi. L’evento è ricordato da una moneta, un aureo. Morto Cesare, Cicerone gli fa giurare fedeltà alla Repubblica. Planco rimane comunque fedele a Cesare. Tra corsi e ricorsi storici, nel 43 a.C. il Senato Romano, su proposta di Cicerone, gli affida l’incarico di fondare una colonia nella Gallia, che prese il nome di Lugdunum, e lui ne traccia personalmente i confini con un aratro.

Lucio Munazio Planco - Vacanze Golfo Di Gaeta

L’evento è commemorato su apposita moneta. Poi fonda un’altra colonia romana, Augusta Raurica. Nel giugno dello stesso anno, una lettera di Lucio Munazio Planco a Cicerone testimonia da allora l’esistenza del villaggio romano-gallico, l’odierna Grenoble. Nel tempo Munazio Planco si schiera per il triunvirato che farà fuori Cicerone ucciso presso Formia. Dopo la vittoria di Filippi il triunvirato è pago della fedeltà e del valore di Planco.

Mausoleo di Munazio a Gaeta

Gli affida l’ingrato compito d’espropriare le terre di Benevento per darle in premio ai veterani. Espropriare le terre ai nobili significava farsi molti nemici, ma Munazio non esita. Anzi nell’operazione rischia la vita. Venti di guerra lo travolgono però perché gli mancano delle legioni. Lucio Munazio Planco era molto amico con Marco Antonio, ma le continue richieste di Cleopatra la incrinarono e Lucio Munazio Planco, da fedele generale romano parte con i suoi alla volta di Roma.

Lucio Munazio Planco - Planco Mausoleo A Gaeta in foto

Qui giunto riferisce a Ottaviano che Marco Antonio era succube di Cleopatra intestandole il suo testamento. Ottaviano, volendosi sbarazzare del potente rivale, capì che con quel testamento, poteva tentare il colpo di coda. Sapendo che il documento era presso le Vestali, chiese loro di consegnarglielo. Era una cosa che le Vestali non erano tenute a fare, ma le sacerdotesse come avevano amato Cesare, cedettero alla richiesta del suo figlio adottivo.

Condottieri romani

Così Ottaviano leggendolo in Senato, convinse i senatori che le accuse che muoveva verso Antonio non erano infondate. Tornando al nostro, Lucio Munazio Planco amò tanto Gaeta da possedere nel suo territorio una splendida villa di cui restano dei ruderi. Lì voleva essere sepolto e così è stato in un grande mausoleo molto ben conservato, sulla cima al Monte Orlando. Al suo interno è presente una copia della statua del cosiddetto “generale di Tivoli”, perché trovata nel santuario tiburtino di Ercole Vincitore. Essa raffigura Munazio Planco e lo conferma la fedeltà all’originale della ritrattistica romana. Sul mausoleo c’è un’epigrafe: “Lucio Munazio Planco, figlio di Lucio, nipote di Lucio, pronipote di Lucio, console, censore, comandante militare vittorioso per due volte, uno dei Septemviri epulones, trionfatore dei Reti, costruì col suo bottino il Tempio di Saturno, divise i campi in Italia a Benevento, fondò in Gallia le colonie di Lugdunum e Raurica”.

Impero Romano – Lucio Munazio Planco

Gli scultori nei ritratti non facevano sconti a nessuno, neppure agli imperatori e ritraevano ciascuno con le sue imperfezioni. Nel viso del personaggio compaiono i segni di una paralisi di metà del corpo, dovuto a un danno cerebrale. Quel che sappiamo è che l’ottimo generale, afflitto da mali e stanco di sopportarli, si suicidò. Nelle città di Gaeta, Frosinone, Tivoli e Benevento vi è a tutt’oggi una via a lui dedicata, mentre ad Atina è il corso a essere intitolato a lui.

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