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1 e 2 novembre: sono certamente due giornate molto sentite da tutta l’Italia. In questi giorni, infatti, i cimiteri si riempiono di persone che vanno a trovare i loro cari.

1 novembre. Tutti i Santi

In questa data, la chiesa ricorda non solo tutti i Santi, ma anche tutti coloro che godono della gloria del Paradiso. Si tratta di una festa molto antica: inizialmente era dedicata solo ai martiri; mentre nell’835 (siamo in epoca Carolingia) Gregorio IV fissa l’1 novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Questa data viene decretata come festa di precetto dal re Luigi il Pio nell’835.

1 e 2 novembre - statua di donna con capo chino
Immagine di repertorio

2 novembre. Commemorazione dei defunti

Il giorno dopo la solennità di Tutti i Santi la chiesa ricorda tutti i fedeli defunti. Si tratta di una commemorazione che appare già intorno al IX secolo. Questa solennità, tuttavia, si attribuisce all’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny (molto devoto alle anime del Purgatorio) attraverso la riforma cluniacense del 998. Uno dei suoi confratelli, dopo essere ritornato da un viaggio in Terra Santa, gli raccontò di aver raggiunto la costa siciliana a seguito di una tempesta. Qui ebbe un incontro ravvicinato con un eremita, il quale a sua volta gli spiegò di aver ascoltato delle urla delle anime purganti che provenivano da una grotta, insieme a quelle dei demoni, che gridavano contro l’abate Odilone. E dunque egli ordinò a tutti i monaci del suo ordine di commemorare i defunti il 2 novembre. La festa, tuttavia, compare ufficialmente nell’Ordo Romanus del XIX secolo, con il nome di Anniversarium Omnium Animarum.

1 e 2 novembre nel ricordo di chi non c’è più

Queste due date sono molto significative non solo a livello religioso, ma anche personale. Tanti, infatti, vanno a trovare le tombe dei propri cari. I cimiteri in queste due giornate sembrano quasi ritornare a nuova vita. Fiori e lumini adornano le tombe e le cappelle dei defunti. Mentre l’1 novembre si considera un giorno festivo vero e proprio in tutta Italia, il 2 non è mai stato istituito come festività. Anche se da qualche anno a questa parte anche gli italiani sono tra coloro che festeggiano Halloween, queste due giornate (caratterizzate da tradizioni che variano da regione a regione) continuano a essere ben radicate nella nostra cultura.

1 e 2 novembre - Il crisantemo, fiore simbolo della commemorazione dei defunti
Il crisantemo, fiore simbolo della commemorazione dei defunti

I crisantemi: i fiori simbolo di queste giornate

Come abbiamo già detto, le tombe si riempiono di fiori e di lumini. E appunto, il fiore simbolo di queste giornate è il crisantemo. In Italia, infatti, viene associato ai defunti. Esiste una leggenda legata a questo fiore: pare che l’angelo della morte vide una bambina disperata accanto alla madre gravemente malata. Così decise di concedere una possibilità alla piccola: l’angelo avrebbe donato alla mamma della piccola tanti anni quanti i petali del fiore che gli avrebbe consegnato il giorno dopo. La piccola si mise alla ricerca dei fiori e trovò una margherita. Allora la bimba decise di dividere i petali in tanti ancora più piccoli. L’angelo decise di premiare l’impegno della piccola donando alla madre tanti anni di vita. E l’anno successivo in quei campi nacquero tanti crisantemi. Al di là della leggenda, i crisantemi si trovano in grandi quantità proprio nel mese di novembre.

Ognissanti e due novembre: l’Italia si stringe nel ricordo dei propri cari ultima modifica: 2020-11-01T11:00:33+01:00 da Cristina Scevola

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