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Nell’Orto Botanico dell’Università di Padova c’è una Palma di San Pietro messa a dimora nel 1585, ed è la pianta più antica dell’Orto. Di un secolo più giovane è un gigantesco platano piantato nel 1680 e con il fusto cavo perché probabilmente colpito da un fulmine. Ancora un salto di un secolo per la messa a dimora nel 1750 di un ginkgo. E di una spettacolare magnolia piantata probabilmente nel 1786 e ritenuta la più antica d’Europa. L’Orto Botanico di Padova è il più antico del mondo occidentale che ancora conservi la sua forma e la sua ubicazione iniziali.

Orto Botanico - particolare

Nel 1997 è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List) posto sotto la tutela dell’Unesco. Un bene culturale perché “è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo”. Culla della scienza e delle relazioni tra natura e cultura, ha “contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia”.

L’Orto Botanico nato per studiare le piante medicinali

E infatti questa straordinaria e preziosa area verde che si trova nel centro di Padova era stata istituita nel 1585 proprio per la coltivazione delle piante medicinali. Una “costola” della vicina università patavina – la cui fama era già ben consolidata – che serviva per lo studio delle piante in relazione al loro utilizzo nella scienza medica e in quella farmacologica. Si chiamavano “semplici” (di qui anche il nome “giardino dei semplici”) i medicamenti che venivano direttamente dalla natura. All’epoca erano molto utilizzati ma poco conosciuti.

Orto Botanico - serra esterna

L’istituzione dell’Orto serviva proprio a questo, a far meglio approfondire agli studenti lo studio delle piante medicinali. Che in breve tempo divennero moltissime. Il primo custode dell’Orto ne introdusse e ne coltivò circa 1800 specie. Oggi l’Orto di Padova accoglie 3500 specie diverse che rappresentano una parte significativa del regno vegetale e che attirano lungo i suoi viali e attorno alle sue aiuole non solo studenti ma anche tanti visitatori.

La Palma di Goethe, la pianta più antica dell’Orto

Tra gli ambienti naturali della Macchia mediterranea, sapientemente ricostruiti per accogliere le piante più diffuse lungo la costa del Mediterraneo, andiamo alla scoperta della Palma Nana. Quella stessa specie che in forma di albero citavamo poc’anzi come Palma di San Pietro, la palma più antica dell’Orto. Conosciuta anche come Palma di Goethe perché nel 1786 il grande poeta tedesco la ammirò e ne parlò nel suo saggio sulla Metamorfosi delle Piante. Per la sua età e il suo pregio la Palma di Goethe si trova in una apposita serra ottagonale.

tropicale interno

Poco lontano incrociamo la Serra tropicale, nota anche come “serra delle orchidee” perché ospita numerosi tipi di orchidee, da quelle con grandi fiori appariscenti a quelle punteggiate di piccole infiorescenze. Comunque specie rare e molto ricercate. Di fronte a questo ambiente tropicale si trova la Roccera alpina con pini mughi e rododendri, sassifraghe, stelle alpine e tanti muschi. L’Ambiente d’acqua dolce è composto da numerose vasche dove sono coltivate piante quali il fior di loto indiano, le ninfee, il papiro del Nilo. Proprio quello da cui gli egiziani ricavavano gli antenati dei nostri fogli di carta. Le Piante succulente, che comunemente chiamiamo piante grasse, nel periodo invernale occupano una delle serre ottocentesche. Fra le altre, qui troviamo anche il fico d’India.

Piante insettivore, medicinali e velenose, piante rare e piante introdotte

In questo giardino delle meraviglie possiamo passeggiare sotto un cedro dell’Himalaya, importante perché è il primo esemplare di questa specie introdotto in Italia nel 1828. E ammirare i maestosi e annosi cipressi calvi, originari delle paludi della Florida e della Louisiana. Un settore particolare è dedicato alle collezioni: piante insettivore, piante medicinali e velenose, piante dei vicini Colli Euganei e rare, piante introdotte.

piante acquatiche

Queste ultime sono il frutto della fitta rete di relazioni internazionali che l’Orto Botanico di Padova intrattiene, da sempre, per scambi di semi, di piante e di materiale scientifico specifico. Fra le piante introdotte troviamo il profumatissimo lillà, l’albero dei tulipani, la fresia, l’albero del paradiso. Inoltre, ci sono circa 1300 specie che fanno parte del progetto espositivo del giardino della biodiversità.

Esempio illustre per molti giardini in Italia e in Europa

Con i suoi circa 7000 esemplari, le sue circa 3500 specie botaniche, il suo originale disegno architettonico, l’Orto Botanico di Padova è stato fonte di ispirazione per molti giardini in Italia e in Europa. “Un esempio illustre – come ricorda l’Unesco – dei canoni estetici del Rinascimento per l’architettura dei giardini”. Oltre che “un passo avanti fondamentale per la storia della medicina e della scienza botanica”.

(ph credit Orto Botanico dell’Università di Padova)

L’Orto Botanico di Padova, il più antico del mondo occidentale ultima modifica: 2021-03-24T13:30:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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