Il Parco dell’Etna si snoda tra sentieri, boschi e suggestivi panorami. È stato il primo ad essere istituito tra i Parchi siciliani con il Decreto del Presidente della Regione del 17 marzo del 1987. Con i suoi 59000 ettari protegge un ambiente e un paesaggio unico. Il parco circonda l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, che con i suoi suoi 3.350 metri di altezza, sovrasta e incanta. Immergersi nella bellezza del paesaggio lunare dell’Etna è un’esperienza indimenticabile. La vista sul mare, le attività vulcaniche e la scoperta dell’enogastronomia siciliana si fondono nel perfetto connubio di una vacanza da sogno. Una meta irrinunciabile.

“… e l’Etna non si può paragonare a nulla.”

Il comprensorio dell’Etna è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. È il quarto sito naturale italiano (dopo le Dolomiti, le Isole Eolie e il Monte San Giorgio) a fregiarsi del prestigioso riconoscimento. Lo storico dell’arte ed egittologo francese Vivant Denon nel suo “Voyage en Sicile” scriveva che “Tutto ciò che la natura ha di grandetutto ciò che ha di piacevoletutto ciò che ha di terribilesi può paragonare all’Etnae l’Etna non si può paragonare a nulla.” Poeti e registi, nel corso dei secoli, si sono lasciati ispirare ed affascinare. Le parole e i riconoscimenti, però, non bastano per capire la magnificenza e la magia di questo luogo.

Etna in inverno
Lo scenario magico dell’Etna innevata

Il Parco dell’Etna è uno di quei luoghi da visitare. Un posto dove poter vedere il Gatto selvatico, la Donnola, l’Aquila Reale e splendide farfalle come L’Aurora dell’Etna (il nome deriva dalla presenza sulle ali di una macchiolina arancione che ricorda il sorgere del Sole). La flora, ricchissima e variegata, presenta oliveti, frutteti, vigneti e noccioleti. Tra boschi di querce e castagni si trovano anche i pistacchieti e oltre i 2.000 metri si trova il Faggio e la Betulla, esclusiva dell’Etna. In inverno il paesaggio si ricopre di neve, ma lo sguardo attento del viaggiatore può continuare a scorgere un lembo di mare.

Vulcano
I catanesi chiamano l’Etna“Mungibbeddu” o, per antonomasia, “A Muntagna”. Un legame speciale e indissolubile.

Parco dell’Etna: qualche consiglio

La sede del Parco dell’Etna si trova a Nicolosi, nell’ex Monastero di San Nicolò l’Arena. La struttura è un punto di riferimento fondamentale per la collettività, per i turisti e per gli eventi culturali e scientifici. Inoltre, per coloro che vogliono conoscere la storia geologica, le grotte e le colate laviche, al piano terra è presente un’area museale vulcanologica. L’intera struttura è accessibile per i disabili, per gli ipovedenti e per i non vedenti. Per gli appassionati di natura e di sport e per non perdersi neanche un dettaglio di questo gioiello naturale, le guide turistiche consigliano di visitare sia il versante Nord che quello Sud. Etna Nord, versante di Piano Provenzana, è immerso in una ricca pineta con paesaggio alpino e la vista sul Mar Ionio.

Sicilia 2011
Eruzione dell’Etna, 13 Gennaio 2011 – Cirimbillo

Anche qui è possibile usufruire delle piste da sci e degli impianti di risalita. Il versante Sud (incentrato sul Rifugio Sapienza) presenta un paesaggio “lunare” caratterizzato dal nero della pietra lavica. Oltre la stazione sciistica con gli impianti di risalita, è presente la Funivia dell’Etna e qui non si può non fare il Sentiero “Schiena dell’Asino”. Un altro consiglio? Sicuramente la visita alla Grotta del Gelo, dove la temperatura non supera mai gli zero gradi. Per non parlare della passeggiata notturna offerta dall’Osservatorio di Astrofisica di Catania con visite guidate alla scoperta del paesaggio etneo. Se siete amanti del vino non potete perdervi il tour dedicato con la Ferrovia Circumetnea. Il treno percorre le pendici dell’Etna con soste tra i vigneti e degustazioni.

Farfalla
La Casa delle Farfalle Monteserra è una grande serra tropicale dove centinaia di farfalle, tra le più belle e straordinarie del mondo, sono libere di volare e di farsi ammirare.

Altre attrazioni e sentieri in pillole

  • Sentiero Schiena dell’Asino – Valle del Bove (“sotto la quale verticali o variamente inclinati dicchi millenari, incrociandosi in tutte le direzioni raccontano la storia degli antichi vulcani che hanno preceduto l’Etna attuale.”
  • Monti Rossi, due coni piroclastici a Nord di Nicolosi. È possibile fare trekking, escursioni in mountain bike, tiro con l’arco e molto altro. Inoltre è presente un’area attrezzata con bar, area barbecue e area giochi per bambini.
  •  Pista Altomontana, per un meraviglioso giro dell’Etna a piedi.
  • Monte Nero degli Zappini (Il sentiero attraversa campi lavici antichi e recenti, grotte di scorrimento lavico, hornitos, pietre “cannone”, formazioni boschive, imponenti pini di eccezionale bellezza, raggiungendo il Giardino Botanico Nuova Gussonea.”).
  • Parco avventura EtnAvventura, un parco creato tra gli alberi della zona di Serra la Nave e realizzato con ponti, corde, carrucole e punti di salto da mozzare il fiato.
  • Crateri Silvestri, i coni più noti dell’intero edificio vulcanico.
  • Crateri Sommitali, la Voragine e la Bocca Nuova, formati all’interno del Cratere Centrale nel 1945 e 1968; il Cratere di Nord Est, dal 1911 e attualmente il punto più alto dell’Etna (3330 m); il Cratere di Sud Est, nato nel 1971, il più attivo dei quattro.
  • Monte Zoccolaro, forma, insieme ad altri rilievi chiamati in maniera complessiva Schiena dell’Asino, la parte terminale della parete sudorientale della Valle del Bove.
  • Casa delle Farfalle – Montesserra, semplicemente meraviglioso. Qui vivono centinaia di farfalle ed è possibile osservarle e scoprire tutti i dettagli del loro ciclo vitale.

L’immagine di copertina è stata scattata da G · RTM – Gilbert Sopakuwa

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Parco dell’Etna: un suggestivo scenario di colori, suoni e profumi ultima modifica: 2018-02-16T09:30:23+00:00 da Cristina Gatto

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