notification icon
App italiani.it
Tutto il meglio di italiani.it sul tuo telefono
Installa

L’uomo ha dato sicuramente prova di poter essere un abilissimo artefice. Così è stato per i maestri di tutte quelle arti madri di importanti capolavori. Ma non è solo l’essere umano, con il suo saper fare, ad essere riuscito in tali risultati. In primis la Natura che per casualità ha creato, nel corso di un “indefinito” quantitativo temporale, delle vere e proprie opere d’arte. Tra i luoghi di questa produzione spontanea c’è indubbiamente la Basilicata. Con le sue “Piccole Dolomiti”, ricche di allusioni figurative, rientra appieno fra gli scenari degni di ammirazione.

Piccole Dolomiti e pareidolia

Per apprezzare in toto qualcosa alle volte bisogna “armarsi” di uno sguardo profondo. Osservare da diverse prospettive, far caso ai dettagli e stimolare l’immaginazione. Questo è lo spirito con il quale gustare le Dolomiti Lucane. Imponenti e vanitose sono lì, ferme, in attesa di essere guardate. “Consapevoli” di una bellezza le cui forme sono frutto di un lungo lavoro nel tempo. Quindici milioni di anni fa nascevano dal mare le rocce che ancora oggi le costituiscono. Lentamente scolpite e plasmate da un artefice certosino e dotato di molta pazienza. Alcune somigliano a guglie, dandoci l’idea che siano più alte di quanto sono. Altre si sbizzarriscono in figure animali, volti e oggetti inanimati. Ed è qui che si attiva l’occhio profondo dell’osservatore più fantasioso.

piccole dolomiti. Guglia rocciosa la cui forma ricorda un volto umano
Firing_tower. Flickr.com

Vi sarà capitato alle volte di scorgere nel cielo nuvole in forma di testa di cane, draghi e tanto altro. Questa attitudine nel vedere “ciò che non c’è” si chiama pareidolia, un fenomeno istintivo che quando si manifesta ci lascia piacevolmente sorpresi! Se volete allenarvi in questa “disciplina” le Piccole Dolomiti Lucane saranno di certo una buona palestra! Qui potrete scorgere l’aquila reale, l’incudine, la civetta e molte altre allusioni. Nomignoli nati dalle insolite sagome disegnate nel profilo della roccia. Ai singolari appellativi delle guglie si accosta quello più generico delle “Piccole Dolomiti”. Originariamente battezzate Costa di San Martino, sono però maggiormente conosciute con il nome che per somiglianza le associa con le Trentine.

Castelmezzano e Pietrapertosa

Un buon punto di osservazione sono i comuni che si affacciano su questo creativo panorama. Vicini di casa delle Piccole Dolomiti Lucane sono i paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa. Collocati sulle cime frontali, potrebbero simbolicamente interpretare la parte dei dirimpettai che curiosamente “spiano”. Da qui si apre una finestra attraverso la quale ammirare le imponenti vette. Inseriti tra i più bei borghi d’Italia, dai due paesini partono sentieri che conducono sino alle Dolomiti Lucane.

Piccole dolomiti. Fotografia di Castelmezzano alle luci della sera
di Lorenzo Palazzo. Wikimedia Commons.

Cosa osservare “dall’interno”? Fauna e vegetazione. Negli angoli più nascosti e apparentemente meno ospitali, vivono diverse specie animali. Il nibbio reale, il falco pellegrino e il gheppio. Esemplari tutti dotati di una grande vista! Anche la flora trova qua e là punti in cui dimorare. Il che potrebbe sembrarci qualcosa di grandioso rispetto alla forza vitale di una natura che tra le rocce si fa spazio! Fra le piante più conosciute risalta la valeriana rossa. Manca però un ulteriore punto di vista. Quello che allarga il campo d’osservazione e che ci consente di contestualizzare.

Piccole dolomiti. Immagine di un turista mentre si cimenta nel volo dell'angelo ancorato ad un cavo
Di Rocco Lucia – flick.com – commons.wikimedia.org

Andando oltre il soggetto principale si noterà che, a far da sfondo, c’è un paesaggio sinuoso. Dolci declivi che contrastano e spezzano i toni aspri delle guglie. Un particolare in più è dato dal Rio di Caperrino. Un torrente che ha scavato un profondo solco a dividere i picchi più alti di Castelmezzano, le così dette “Murge” dalle Piccole Dolomiti. Ma se tutto ciò non vi basta e siete alla ricerca di una forte emozione, allora è il caso di cimentarvi nel “volo dell’angelo”! Sospesi da un cavo d’acciaio si viaggia per un chilometro e mezzo tra Castelmezzano e Pietrapertosa a mille chilometri d’altezza. Un alternativo punto di vista che completa le osservazioni precedenti conferendo dinamicità e brivido.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!
Piccole Dolomiti Lucane: un allusivo capolavoro naturale ultima modifica: 2019-10-29T09:00:14+01:00 da Sabrina Cernuschi

Commenti