Nuove regole in arrivo per chi sogna di diventare un prof di ruolo. Con il PNRR3 Scuola, il percorso per accedere al concorso docenti diventa più selettivo rispetto al PNRR2 e al PNRR1
Sono soprattutto due le novità che interessano questo nuovo concorso per la scuola e ve le spieghiamo in questo articolo.
Prima novità: addio 24 CFU
Al contrario dei concorsi precedenti, non basterà più avere una laurea accompagnata dai 24 crediti formativi universitari, come accadeva nelle edizioni precedenti.
Da ora in avanti, per partecipare sarà necessario essere già abilitati all’insegnamento. In alternativa, sarà possibile accedere solo con una laurea coerente con la propria classe di concorso e almeno tre anni di servizio svolti negli ultimi cinque, a condizione che almeno uno di questi sia stato maturato nella scuola statale proprio nella classe di concorso per cui si concorre. È una novità importante, conosciuta e attesa da tempo ma che solo ora con il PNRR3 si concretizzerà.
Situazione Infanzia e Primaria e posti di sostegno nel PNRR3
Per i posti di sostegno, nessuna novità: resta l’obbligo della specializzazione.
Per i concorsi destinati alla scuola dell’infanzia e alla primaria, i titoli di accesso rimangono invariati. Saranno quindi validi il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 e la laurea in Scienze della formazione primaria. Per l’infanzia viene riconosciuto anche il triennio della magistrale.
Le prove
Se cambiano i requisiti, la struttura delle prove resta invece invariata. Gli aspiranti insegnanti dovranno affrontare una prova scritta con 50 quesiti a risposta multipla.
Nel dettaglio:
- 10 domande su competenze pedagogiche
- 15 su competenze psicopedagogiche
- 15 su metodologie didattiche
- 5 sull’inglese
- 5 sulle competenze digitali.
Seconda novità: partecipazione con riserva e il “problema” del Tfa
Una delle novità più discusse riguarda la possibilità di partecipare “con riserva”: chi sta ancora completando l’abilitazione o la specializzazione sul sostegno potrà iscriversi, ma dovrà presentare il titolo entro una scadenza fissata, in via indicativa, a gennaio 2026.
Una data che rischia di penalizzare molti aspiranti docenti: i percorsi TFA sostegno, infatti, difficilmente termineranno entro quel termine, mentre i corsi Indire hanno tempi più rapidi e risultano quindi compatibili con la scadenza.