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Il dottor Luigi Cavanna, sessant’anni, primario di Oncologia all’Ospedale di Piacenza è diventato l’esempio della sanità italiana che funziona. Sin dal principio della pandemia, quando il male era ancora oscuro e le probabilità di contagio elevatissime, la sua missione è stata – a proprio rischio – visitare quanti più malati possibile a domicilio. Portando loro cura e, ancor di più, un lenitivo alla solitudine. Per il suo coraggio e la sua umanità (in un periodo tanto cruciale) la rivista americana Time ha voluto dedicargli un servizio di copertina nella seguitissima sezione HEROES OF THE FRONT LINES (gli eroi in prima linea).

domicilio - il dottor Cavanna con tuta e mascherina
Time website – photoreport Gabriele Micalizzi

L’abnegazione dell’oncologo piacentino e la sua preziosa intuizione (andare porta a porta per evitare focolai virali ospedalieri) hanno fatto letteralmente il giro del mondo. Grazie alla sua iniziativa oggi si parla ovunque di modello Piacenza. Un modello che prevede visite accurate da parte di sanitari dotati di dispositivi di protezione ed ecografi portatili. Un approccio che con il sostegno dell’Ausl prevede anche la somministrazione di cure monitorate e che sta attirando l’interesse di molte altre realtà nel territorio.

domicilio - foto in bianco e nero di una mano che tiene una mascherina e uno stetoscopio
Photo by Ashkan Forouzani on Unsplash

La sanità va ripensata sulla base dei bisogni clinici e umani dei malati, sempre più anziani e con più patologie. Meno cure in ospedale e più cure a casa. E meno accessi alla porta girevole del Pronto soccorso. Ai primi di marzo il Pronto soccorso di Piacenza sembrava l’anticamera dell’inferno. Malati dappertutto, con dispnea, febbre, fame d’aria, le Tac che sfornavano referti su referti di polmoniti bilaterali interstiziali.” Sono le parole rilasciate a Corriere.it del dottor Cavenna.

È stato durante la sera dell’11 marzo – primo giorno del lockdown italiano – che il dottor Luigi Cavanna rendendosi conto della situazione drammatica dei reparti e del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Piacenza propone di formare squadre di intervento rapido da abilitare immediatamente. La mattina dopo il caposala Gabriele Cremona ha già abbracciato la proposta senza condizioni e subito sono state attivate le prime visite a domicilio.

domicilio - il dottore Luigi Cavanna
Dottor Luigi Cavanna (fonte Ordine dei medici di Piacenza)

L’accoglienza dei malati è stata commovente. Molte persone anziane sono state accudite e ascoltate. L’aiuto del team piacentino è stato vitale per placare paure e senso di smarrimento. Molti medici e infermieri coinvolti nel programma sono stati descritti dai pazienti come dei veri salvatori. Come venuti da un altro pianeta. Hanno operato vestiti come astronauti, con goffe tute monouso, guanti, visiere, mascherine. Armamentario del tutto nuovo al principio della pandemia. In più è servito dotarsi di ogni strumentazione possibile: ecografo, elettrocardiografo portatile, saturimetro, kit per tamponi e cartucciere di farmaci (idrossiclorochina, antivirali, antibiotici, cortisone, eparina). Un assetto operativo inedito e di certo ‘alieno’ per i malati accasati. Ma l’umanità ha vinto ogni diffidenza.

domicilio - mani con guanti che tengono una mascherina

Numerosissime le richieste di aiuto. “Siamo andati dove c’era una richiesta di aiuto, dove la solitudine faceva più male. C’era chi aveva appena perso un marito, un fratello, un figlio… Spesso ci siamo trovati a piangere con loro. Non sapevano nulla per il funerale, non avevano più notizie del familiare finito in ospedale” racconta Cavanna.

La buona notizia è che la sua iniziativa, solo sperimentale al principio della pandemia, ad oggi si sta consolidando sempre più con squadre di operatori che coprono città e provincia secondo un efficiente sistema di turni. Agli iniziali trenta medici se ne sono aggiunti già molti altri su base volontaria. E non è da escludere che l’iniziativa possa estendersi a tutta l’Emilia Romagna e poi, auspicabilmente, anche alle altre regioni italiane.

Primario a domicilio per i pazienti Covid. Un angelo italiano in copertina su Time ultima modifica: 2020-05-22T13:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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