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Venerdì il primo dei quattro incontri sulla questione dei migranti

Si è svolto questo venerdì il primo dei quattro incontri sulla questione dei migranti. L’iniziativa è organizzata dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate e dal prof. Nuccio Randone, al quale padre Luca Gallina ha affidato la direzione del progetto socio- culturale “Anteo”.

L’ aspetto storico dell’immigrazione al centro del primo incontro

Il primo dei quattro incontri sulla questione dei migranti ha avuto carattere storico e si è tenuto presso il teatrino della chiesa Madre. Ad argomentare è stato il prof. Renato Marino, docente di storia.

Dopo i saluti e l’apertura dei lavori di don Luca Gallina, ad introdurre la serata è stato il prof. Nuccio Randone, che ha sviluppato il tema del “debito ecologico dell’occidente nei confronti del terzo mondo”, esponendo anche una breve riflessione su alcuni numeri della Laudato sì di Papa Francesco.

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La parola è passata poi al prof. Renato Marino, relatore della serata, che, attraverso l’utilizzo di dati storici, ha evidenziato, come da una parte il fenomeno migratorio sia storicamente sempre esistito e dunque la migrazione è un dato antropologico.

Dall’altra parte ha evidenziato il dato linguistico attraverso il quale oggi si affronta la questione dei  migranti; è stato elaborato il linguaggio della differenziazione sociale con l’obiettivo di creare paure e sospetti nei confronti della diversità. La serata ha visto un’ampia partecipazione da parte del pubblico. A conclusione della relazione del prof. Marino si è tenuto un dibattito. La serata ha registrato un’ampia partecipazione da parte del pubblico intervenuto nella sala.

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Dopo il primo incontro, abbiamo intervistato il prof. Nuccio Randone, direttore del progetto ‘Anteo’. Eccovi la nostra intervista.

Come è nato il progetto ‘Anteo’?

“Il progetto ‘Anteo’, riprendendo il motivo del gigante Anteo che perde la propria forza se non tocca più la terra, è nato nel tentativo  di attenzionare ed affrontare le questioni più urgenti, senza la pretesa di elaborare soluzioni, ma cercando di riflettere, ragionare su tali questioni cercando di andare oltre l’ambito della mera opinione personale”.

Come mai come parrocchia avete scelto di analizzare la questione dei migranti?

“Quest’anno, la questioni che ci è sembrata più urgente affrontare è la questione dei migranti in quanto dietro tale questioni vi sono tutta una serie di risvolti sociali, politici, antropologici e anche teologici che richiedono un’attenzione specifica. Basti pensare al nostro paese Italia sempre più spaccato in pro e contro immigrati. L’immigrazione e gli immigrati sono diventati, purtroppo, motivo di scontri e polemiche. Perché? Com’è possibile? Cosa sta accadendo? Su questo tipo di domande vogliamo riflettere, dibattare  e attivare un confronto costruttivo”.

Come mai la scelta di analizzare il tema sotto vari punti di vista?

“Come parrocchia vogliamo offrire un servizio alla cittadinanza attraverso un progetto che, durante l’anno, in momenti diversi affronti il tema in questione da prospettive diverse in modo che si possa passare dalla mera opinione personale ad un ragionare su fatti e dati di carattere storico, giuridico, biblico ed etico”.

Quale messaggio si vuole veicolare ai cittadini?

“Non si vuole veicolare necessariamente un messaggio già precostituito, ma aiutare a riflettere e a capire il mondo che ci circonda, attraverso l’aiuto di esperti nel settore storico, giuridico, biblico ed etico, in modo che poi ognuno faccia le sue scelte in modo libero e responsabile”.

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Verranno trattati altri temi?

“Il progetto ha l’ambizione di durare negli anni, i temi verranno dettati dal ‘mondo’, cioè da quelle problematiche che risultano essere più urgenti e più dibattute e necessitano di essere affrontati in modo interdisciplinare per essere capite”.

Quali sono i risultati del primo incontro?

“Dopo aver visto la migrazione come fatto storico, il 18 Gennaio ci sarà il secondo incontro sempre presso il teatrino della Chiesa Madre alle 18.30, attraverso cui cercare di capire “chi sono” i migranti giuridicamente”.

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