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“Racconta la tua storia” – Antonio Pontoriero, guerra, amore ed emigrazione

Stiamo raccogliendo le storie di famiglie italiane emigrate nel mondo alla ricerca di una vita migliore. Persone che spesso lasciavano tutti i loro cari e i loro averi per poter garantire un futuro alle proprie famiglie. È giusto raccontare queste storie di forza, amore, resilienza, e attaccamento alle proprie radici, in un mondo dove troppo spesso si prende tutto per scontato. Oggi vi raccontiamo la storia della famiglia di Antonio Pontoriero:

Tutto incomincia nel mio piccolo paese San Calogero in quel tempo provincia di Catanzaro oggi provincia di Vibo Valentia, Calabria. Nel 1940, all’età di 20 anni mio papà e 19 mia mamma, si sposarono e dopo pochissimo tempo mio padre fu chiamato a fare il militare in tempo di guerra, in Grecia. Fu fatto prigioniero dei Tedeschi (nel frattempo nel paese è nato mio fratello maggiore). Alla fine della guerra mio papà fu liberato dagli inglesi in Francia e da la, a piedi, è ritornato al nostro paese. Poi è nata mia sorella e nel 1949 sono nato io, il più piccolo. Vedendo che la situazione era economicamente difficile, mio papà nello stesso anno decise di emigrare “a fare l’America” a Buenos Aires, Argentina da solo. Ogni 6 mesi mandava i soldi via posta per il nostro sostegno, per ben 7 anni. Quando mia mamma gli scrisse tutto quello che era successo qui, ha deciso di tornare e restare con noi a novembre del 1957 per 15 o 20 giorni.

Era una grande festa con noi e con gli amici, ma alla fine di novembre ha preso una malattia chiamata febbre asiatica, e per 30 giorni è stato a letto, mentre i soldi stavano finendo e non avendo altro sostegno, quando è stato ricoverato ha chiesto un credito per ritornare in Argentina dando ordine a mia mamma di vendere tutto per emigrare tutta la famiglia. E così, il 31 di gennaio di 1959 siamo andati tutta la famiglia insieme in una casa che mio papà aveva già comprato nel quartieri di Saavedra. Dopo un po’ tempo per pagare tutta la casa, mio papà ha deciso di invitare i suoi genitori a stare con noi, perché erano soli nel paese. Mia nonna voleva ma mio nonno no e per convincerlo ha viaggiato mio fratello di 22 anni, ma con grande sorpresa, loro hanno convinto mio fratello di restare in Italia, un’altra volta la famiglia separata.

Mio papà aveva un lavoro nella “Corporación de Transportes de Buenos Aires”, con la privatizzazione perse il lavoro ma per fortuna aveva comprato la metà di un micro autobus e lavorando 7 giorni alla settimana ha potuto comprare l’altra parte. Così è passato il tempo e con molto sacrificio è arrivato al tempo della pensione stando bene economicamente e con i figli sistemati, godendosi i nipotini ma purtroppo non con tanta salute. Felice di vederci già cresciuti ,sposati e con figli, ha chiuso gli occhi all’età di 70 anni.

Per raccontare la vita dei miei genitori ho scritto una poesia, e mi sto impegnando di trovare qualcuno che vuole fare la musica e cantarla:

“Erano due giovanotti Iniziando il primo amore Tra montagne, sole e mare Era in Italia meridionale”
“Si sposarono nel paese davanti alla loro gente nell’altare del Signore si giurarono eterno amore”
“Tempo di guerra mondiale Da soldato devo andare Io parto amore mio E mi raccomando a Dio”
“Per fortuna son ritornato E volevo riposare, Lontano devo partire Per il pane guadagnare”
“Ti aspetto qui in America Voglio in pace lavorare E per tutta la mia vita Amore Mio….insieme stare”
“Erano due giovanotti Iniziando il primo amore Tra montagne, sole e mare Era in Italia meridionale”
“Oggi il cielo e illuminato Per la luna e per il sole Volano due giovanotti Sono le miei genitore”

Ecco qua la canzone: https://www.youtube.com/watch?v=YJ0bKFEI7kA

Se volete raccontare anche voi le vostre storie e partecipare nel tenere vivi degli splendidi ricordi cliccate qua: Racconta la tua storia

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