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Non disdegnate il mare ma preferite limitarvi a respirarne la brezza e ammirarne i contorni? Amate la buona musica? Ebbene, Ravello è il posto che fa per voi. In più c’è il valore aggiunto del suggestivo scenario della costiera amalfitana.

paesaggio di ravello con albero

Tra i paesi della costa di Amalfi, Ravello è uno dei pochi che non ha uno sbocco diretto sul mare. Eppure il mare c’è. Lo si respira da ogni angolazione. Il borgo offre infatti un panorama mozzafiato sull’intera striscia costiera. Insignita del titolo di città della musica e inclusa nel patrimonio dell’umanità dall’UNESCO (come l’intera costiera), Ravello ospita l’omonimo festival internazionale della musica ed è sede del rinomato Auditorium Oscar Niemeyer. Insomma, se si ama l’arte e la natura, non si può che amare Ravello.

Auditorium di ravello

Ravello Festival 2020

Tra meraviglie naturali e illustri strutture architettoniche, Ravello non si fa mancare nulla. Ma in realtà la sua fama mondiale è innanzitutto dovuta al Ravello Festival. La kermesse internazionale della musica è giunta quest’anno alla sua sessantottesima edizione. Innumerevoli sono gli artisti e gli interpreti che si sono avvicendati sulle tavole dell’Auditorium Oscar Niemeyer. La vivacità culturale e musicale del borgo ha infatti richiamato i nomi illustri dello scenario musicale a carattere mondiale. Proprio nei giorni scorsi, ad esempio, il pubblico dell’Auditorium ha tributato una meritata standing ovation al maestro Riccardo Muti.

ravello - Riccardo Muti

Tripudio che non è stato da meno neanche in Piazza Duomo, dove il pubblico ha goduto dello spettacolo trasmesso in streaming. Muti ha diretto magistralmente per ben settanta minuti l’Orchestra Luigi Cherubini accompagnata dalla voce di Rosa Feola. Da Cimarosa a Bellini, passando per Mercadante. Il maestro ha incantato gli spettatori regalando al festival di Ravello una serata indimenticabile. L’Ouverture da Il Matrimonio segreto di Domenico Cimarosa ha aperto la serata. A seguire, Rosa Feola ha interpretato l’aria di donna Anna Crudele!… non mi dir, bell’idol mio tratta dal Don Giovanni. Infine, la serata si è conclusa con la sinfonia spagnola tratta da I due Figaro di Saverio Mercadante.

Il centro storico

Città di musica e di cultura, Ravello è anche una città piena di storia. Il suo centro storico è tra i più preziosi dell’intera costiera. Lo stesso maestro Muti, in questi giorni, ha avuto modo di visitarne degli scorci insieme alla moglie Cristina. Pare che entrambi ne siano rimasti estasiati. Sulle orme del maestro, Villa Rufolo e il suo giardino è sicuramente una meta da non perdere. La villa è stata costruita nel XIII secolo. Nel Medioevo si fa menzione dell’edificio nella prima giornata del Decameron di Boccaccio. Più tardi, nell’Ottocento, si deve al nobile scozzese Francis Nevile Reid, esperto di botanica, la cura dei giardini e della villa.

Ravello Scorcio del borgo

Tale incarico valse a Reid il titolo di Sovrintendente Onorario da parte del Prefetto di Napoli. Il giardino della villa è noto con l’appellativo di giardino dell’anima. È strutturato su due livelli e si raggiunge seguendo un viale alberato che richiama lo stile vittoriano. Durante la seconda guerra mondiale le forze armate inglesi confiscarono i giardini. Successivamente, nel 1951 una tempesta ne distrusse buona parte e tre anni più tardi, per costruire la strada provinciale, la parte superiore del giardino è stata eliminata.

L’architettura di Ravello

A Ravello il bello è dunque di casa. Com’è noto, soprattutto nel Bel paese, l’arte va a braccetto con la religione. Pertanto non è un caso se i siti più suggestivi del borgo sono legati ai luoghi di culto. Ravello è una cittadina con cento altari, dei quali sono quaranta consacrati. Rilevante è il Duomo, costruito nel XI secolo. L’edificio custodisce l’ampolla del sangue di san Pantaleone e comprende altresì il Museo dell’Opera.

Tra le opere conservate ricordiamo il busto di Sigilgaita Rufolo a opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia. Altre chiese da visitare sono Santa Maria delle Grazie, Santa Maria a Gradillo, San Giovanni del Toro, San Francesco, Santa Chiara, Sant’Agostino, San Martino, San Trifone e Santa Maria del Lacco. Altrettanto importanti sono il Santuario dei Santi Cosma e Damiano e la Cappella di Santa Maria della Rotonda. E, per concludere, non si può andare a Ravello senza ammirare il Belvedere di Villa Cimbrone.

Ravello, la città della musica che ha ospitato il maestro Muti ultima modifica: 2020-09-07T09:00:00+02:00 da Daniela Lucia

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