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Si avvicina il fatidico 4 maggio, quello che per molti è considerato uno spartiacque, tra il prima e il dopo. Il prima dell’inizio della quarantena per le famiglie italiane, il dopo la tanto attesa “fase 2” che mette preoccupazione ma allo stesso tempo dà un po’ di speranza. E’ indubbio che in queste settimane di stop forzato a tutte le attività siano stati proprio i giovani i protagonisti. Costretti a stare a casa, a modificare ogni cosa della loro quotidianità, a cimentarsi con la didattica a distanza. Sono loro adesso a guidare le famiglie. E allora recenti ricerche si sono concentrate proprio sulle nuove generazioni. Vediamo un po’ di cosa si tratta.

Fase 2 - gruppo di studenti

La fase 2 e il protagonismo dei giovani

L’Osservatorio giovani e futuro di MTV, è un’indagine sugli under-30 italiani promossa da ViacomCBS Networks Italia. Lo studio è stato fatto proprio per capire come i giovani stessero vivendo questa fase di emergenza. Il campione analizzato di 1000 giovani tra i 16 e i 30 anni. Presi in considerazione diversi parametri: il ruolo della tecnologia, la fiducia nelle istituzioni, l’impegno per la comunità, il futuro incerto. “I dati che abbiamo raccolto durante questa emergenza sanitaria puntano dritti ad una conclusione – ha detto Andrea Castellari, EVP e Amministratore Delegato ViacomCBS Networks Italia, Medio Oriente e Turchia – dobbiamo ripartire dai giovani. I ragazzi chiedono di essere riconosciuti come risorsa su cui investire, nel lungo percorso verso il rilancio della nostra economia, di non essere più considerati come ‘un onere di sistema’.

Fase 2 - un bambino con un pc insieme ad una donna anziana
Il ruolo delle nuove generazioni per i mesi che verranno dopo l’emergenza

La nuova organizzazione delle famiglie in quarantena e verso la Fase 2

Cosa è cambiato quindi con l’inizio della quarantena. La vita dei giovani è stata stravolta, non solo nell’uso dei mezzi che la tecnologia offre, ma anche nelle relazioni. E allora riportiamo qualche dato. Il 36% del campione sta riscoprendo relazioni importanti che prima dava per scontate. E il 38% pensa che la propria famiglia sarà più unita, al termine dell’emergenza. Ma il 23% dei ragazzi non nasconde, tuttavia, che passare molto più tempo con i familiari sia un elemento di stress.

photo by John Schnobrich on Unsplash

Il ruolo della tecnologia

Ed è innegabile che le nuove generazioni hanno un approccio diverso con le nuove tecnologie. Sono loro a prendere in mano tablet, cellulari, pc e a organizzare la vita della famiglia. Le videochiamate con parenti e amici, i giochi e l’utilizzo dei social. I giovani sono “acceleratori” della trasformazione digitale dentro le proprie case, nei confronti dei genitori e degli adulti. E questo avrà un ruolo determinante nella fase 2.

Lo sguardo dei giovani verso le istituzioni

La ricerca si è anche concentrata sul ruolo delle istituzioni nazionali e internazionali per capire cosa ne pensino i giovani. E se da una parte l’82% del campione ha fiducia nella Protezione Civile e una buona percentuale anche nelle aziende private che hanno fatto donazioni, sono critici verso le istituzioni europee. Infatti il 53% del campione confida meno nelle istituzioni europee, solo 1 intervistato su 4 pensa che l’Europa aiuterà l’Italia a uscire dalla crisi, e persino il 68% ritiene che l’Italia sia stata lasciata sola dall’UE nella gestione dell’epidemia.

aula universitaria con studenti e professori

I dubbi e le incertezze sul futuro

La preoccupazione maggiore per il futuro riguarda soprattutto i ragazzi che dovranno affrontare l’esame di maturità. Si sono cimentati con la didattica a distanza ma speravano che l’esame conclusivo fosse diverso. La scuola resta il luogo di crescita in cui hanno vissuto i loro anni più belli. E infatti i dati parlano chiaro: il 94% del campione fa e-learning, il 65% ne è soddisfatto, ma 8 ragazzi su 10 pensano che la relazione diretta con compagni e insegnanti sia insostituibile. E ancora molti di loro il 67 per cento all’ultimo anno di scuola superiore preoccupato per le ripercussioni che potrebbero esserci per l’accesso all’università. Da qui le loro proposte prova d’esame commisurata al programma svolto, commissione interna o persino l’ammissione per tutti gli studenti, con esame solo orale. Staremo a vedere cosa accadrà.

Resilienza e rispetto: i giovani guidano le famiglie nella fase 2 ultima modifica: 2020-04-26T13:00:03+02:00 da Federica Puglisi

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