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Il mare nasconde spesso i segni della storia e dei nostri antenati che prima di noi hanno navigato in quelle stesse acque. In Sicilia, come un po’ in tutta Italia, non è raro che vengano rinvenuti dei reperti inestimabili appartenuti ad epoche passate. Questo è il caso della nave romana nel mare delle Egadi, individuata a 98 metri di profondità. Il relitto risale al IV-V secolo d.C. e presenta al suo interno un carico di anfore di tipo Almargo 51C (penisola Iberica), quasi tutte in perfetto stato di conservazione. L’incredibile scoperta è il risultato del lavoro di ricerca coordinata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, in collaborazione con la Rpm Nautical Foundation.

Video: © TrapaniSì – YouTube.

Nave romana nel mare delle Egadi: un tassello in più per conoscere la storia dei nostri antenati

La campagna che ha portato al rinvenimento della nave romana nel mare delle Egadi è iniziata a novembre 2020 e si è conclusa a luglio. Gli archeologi hanno effettuato le ricerche grazie ad un side scan sonar (a bordo di un Hercules). Inoltre sono stati usati strumenti robotici come i Rov (remotely operated vehicles) e gli Auv (autonomous underwater vehicle), i quali hanno permesso di delineare nei dettagli il relitto e il suo carico. Inoltre SopMare e l’Università di Malta realizzeranno una versione 3D della nave romana, che dovrebbe essere consegnata nel 2022. Si tratta di un’«eccezionale scoperta – come riferito dalla Soprintendente Valeria Li Vigni all’ANSA che conferma quanto già sostenuto dalla Soprintendenza del Mare dai tempi di Sebastiano Tusa, il quale aveva indicato nel mare delle Egadi una fonte inesauribile di microstorie che ci portano verso la conoscenza della Storia della Sicilia e del Mediterraneo».

La scoperta della nave romana nel mare delle Egadi arriva a pochi giorni da un altro relitto romano a pochi chilometri dalle coste siciliane. A fine luglio, a Isola delle Femmine, il personale della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana ha individuato una nave romana del II secolo a.C. a 92 metri di profondità durante una ricognizione del sulla nave Calypso South dell’Arpa Sicilia. Anche in questo caso il carico della nave era composto di anfore per il trasporto del vino. I due ritrovamenti hanno mostrato come la Sicilia, durante l’antichità, sia stata una terra importantissima per gli scambi commerciali. I tesori sottomarini (e non solo) da far riaffiorare potrebbero essere ancora molti. Il loro ritrovamento è quindi indispensabile per conoscere più dettagli sulla storia dei popoli che hanno attraversato il Mediterraneo e che hanno contribuito a rendere meravigliosa la Sicilia e l’Italia intera.

Foto di copertina: © Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Ritrovata nave romana nel mare delle Egadi a 98m di profondità ultima modifica: 2021-08-11T15:30:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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