Tutti noi siamo stati bambini almeno una volta e sicuramente ci sarà capitato di starcene nascosti a sbirciare l’arrivo di Babbo Natale. Ma chi è davvero questo simpatico vecchietto dall’aspetto un pò buffo? Cerchiamo di ricostruire la sua identità e per farlo prestiamo attenzione alle sue principali caratteristiche. Vi siete mai chiesti perchè è vestito proprio in rosso? Per quale ragione si cala da un camino? E come mai lascia regali solo ai bambini più buoni?

Il Vestito

Babbo Natale è certamente noto in tutto il mondo ma la sua origine è legata al Santo patrono di una città italiana: Bari. Stiamo parlando della figura di San Nicola. Personaggio nato nella Turchia del III secolo, figlio di una famiglia agiata, rimase presto orfano e decise di offrire i suoi beni ai bisognosi. Diversi sono i miracoli a lui attribuiti. Si dice abbia donato sacche di monete d’oro a tre ragazze in età da marito per le quali il padre non disponeva di denaro.

Babbo Natale di cioccolato

Proprio da questo aneddoto deriva l’iconografia del Santo. Raffigurato con il bastone pastorale e tre sacchi di monete alternativamente sostituiti da tre palle dorate. Non a caso alcune attuali riproduzioni di Babbo Natale riportano il bastone pastorale e un cappello più simile a quello di un Vescovo quale era stato San Nicola in vita (come da foto in evidenza). Ma se ancora non ci è chiaro il legame con Babbo Natale eccolo subito spiegato. Si dice che Nicola avesse inviato i parroci della sua città nelle case dove ci fossero bambini che, a causa del freddo, non potevano recarsi a messa. Sarebbero dunque stati questi sacerdoti a diffondere tra i più piccoli i racconti di Gesù. Nicola raccomandava però di allietare le visite portando doni, esattamente come succede a Natale. Ma non è tutto, la tradizione ci fa scoprire che questi pastori indossavano soprabiti rossi, trascinavano un sacco di regali e si spostavano su slitte. Sembra proprio si stia parlando di personaggi del tutto somiglianti a Babbo Natale. Non a caso nei paesi del Nord Europa è conosciuto con il nome di Sankt Nikolaus poi modificato in Santa Claus.

Spiritelli e comignoli

Si dice che Babbo Natale entri nelle case attraverso i camini lasciando doni ai bimbi più buoni. Forse ci sarà capitato di domandarci come mai scegliere di passare da uno scomodo camino e anche qui la leggenda ci aiuta a capire. La tradizione racconta che San Nicola desse la caccia a un demone che abitualmente si infilava nelle case della gente attraverso i comignoli. Riuscito a sconfiggerlo Nicola costrinse lo spiritello a farsi scusare dai bambini che aveva spaventato portando loro regali attraverso quei camini che ben conosceva. C’è chi crede che Babbo Natale sia proprio questo demone divenuto poi buono grazie a San Nicola.

Bimbi monelli e regali

Oggi i bambini per assicurarsi che Babbo Natale porti i doni desiderati scrivono una letterina spesso colma di numerose richieste. Ovviamente questo non basta per garantirsi il regalo e allora mamme e papà, frequentemente, spronano i loro figli a comportarsi bene.

Probabilmente molti di voi da piccoli ricorderanno di aver sentito parlare “dell’uomo nero” che animava diversi racconti popolari di un tempo. Pare che questa leggendaria figura corrispondesse al nome di Zwarte Piet, un moro proveniente dal Nord Africa che ammoniva i bambini più monelli. Secondo alcune tradizioni costui sarebbe stato un aiutante di San Nicola. Ecco spiegato perché a Santa Claus non sfugge mai niente: sa sempre quali sono i bambini buoni e quali invece non si sono comportati bene!

Calze e cavalli

Come prepararsi all’arrivo di Babbo Natale? Certamente facendo i bravi ma anche allestendo le case con oggetti che Santa Claus apprezzerà. Sicuramente se si ha un camino non si può mancare dal decorarlo con calze appese. Se la calza oggi rimanda più comunemente all’Epifania, va ricordato che originariamente queste comparivano insieme agli stivali fuori e dentro le case in vista del Natale.

Slitta di Natale trainata dai cavalli

E se Babbo Natale fosse davvero San Nicola? Allora non ci stupirà sapere che la sera del 5 dicembre, giorno che precede la sua festa, si appendevano al camino delle calze che Nicola avrebbe riempito di doni. Ugualmente può dirsi per l’usanza di predisporre degli stivali fuori dalle abitazioni. San Nicola si spostava, secondo la tradizione, a cavallo ecco quindi che gli stivali non dovevano essere vuoti bensì colmi di fieno e carote di cui il puledro si sarebbe rifocillato. Oggi, per mescolanza con tradizioni d’oltre oceano, si è soliti preparare del latte con biscotti per Santa Claus e qualche carota per le renne. Rudolph e le altre compaiono per la prima volta, nella classica immagine della slitta, a seguito della poesia “Night before Christmas” composta dallo statunitense Clement Clarke Moore.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!

Sulle tracce di Babbo Natale: scopriamo insieme la sua storia ultima modifica: 2018-12-26T09:00:13+00:00 da Sabrina Cernuschi

Commenti