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Anticorpi presenti nei cammelli potrebbero essere efficaci per la combattere il Covid? Si a quanto pare. In questo periodo di pandemia e di corse nel campo della ricerca per individuare i vaccini e le cure, questa scoperta sembra davvero curiosa. Ma è soprattutto promettente. Un piccolo anticorpo, Sybody 23, sarebbe una possibile arma per il virus Sars Cov 2. La ricerca internazionale si aggiunge ad altre proprio sugli anticorpi e di cui vi abbiamo parlato. Ma vediamo di cosa si tratta.

Syboby, il piccolo anticorpo per il covid
Il virus che ha invaso tutti gli stati in un’immagine simbolica

Syboby, la ricerca internazionale pubblicata

Gli scienziati dell’European Molecular Biology Laboratory (EMBL) e del Karolinska Institutet che hanno lavorato a questa ricerca, hanno da poco pubblicato il loro studio sulla rivista Nature Communications. Secondo i ricercatori questo nanoscopico “alleato” potrebbe impedire al virus di interagire con le cellule umane. E soprattutto sembrerebbe più potente di molti altri anticorpi, nonostante sia davvero piccolo. “La capacità di Sars-CoV-2 di infettare le cellule – spiega Dmitri Svergun dell’Embl e tra gli autori dello studio – dipende dalle interazioni tra la proteina Spike del virus e il recettore delle cellule umane ACE-2, interazioni che avvengono grazie ai domini di legame del recettore (RBD), delle protuberanze che i ‘sybodie’ possono bloccare”.

Sybody - provette

L’anticorpo Sybody affidabili proprio perché sono piccoli

I ricercatori non hanno dubbi: i nanoanticorpi presenti nei cammelli e nei lama sarebbero molto promettenti come armi contro i virus “grazie alla loro elevata stabilità e alle piccole dimensioni. Ottenerli dagli animali richiede del tempo, ma i progressi tecnologici ci consentono una rapida selezione”. Una ricerca accurata avviata attraverso la microscopia crioelettronica per determinare la struttura del legame tra il virus e Sybody 23. “Sybody 23 ha ‘disattivato’ con successo il virus modificato in vitro – ha chiarito Ben Murrell del Karolinska Institutet -. Saranno necessari ulteriori test per confermare se questo sybody potrebbe fermare l’infezione da Sars-CoV-2 nel corpo umano, ma siamo molto fiduciosi”.

Syboby, è un anticorpo studiato dai ricercatori
La ricerca scientifica sui nuovi anticorpi per le cure

Con questa nuova e per certi aspetti originale scoperta, si apre così una nuova strada nella cura del virus. Infatti i nanoanticorpi avrebbero un ruolo determinante per lo sviluppo di farmaci contro il Covid ma anche contro altre malattie. Sono considerati alla base di una nuova generazione di molecole terapeutiche. Grazie alle loro piccole dimensioni e alla particolare struttura – dice Giuseppe Novelli, genetista presso l’Università di Roma Tor Vergata- i nanobodies sono elementi costitutivi ideali per la generazione di nuovi farmaci biologici con molteplici vantaggi competitivi rispetto ad altre molecole terapeutiche”.

I nanoanticorpi, frammenti di anticorpi, si formano nei camelidi. Quindi animali della famiglia dei cammelli e lama. In base alle ultime ricerche effettuate uno di questi anticorpi potrebbe essere utilizzato tramite inalazione per il Covid. Nella prevenzione e nelle cure. Un’altra sperimentazione che fa ben sperare per combattere la pandemia.

Sybody 23, un anticorpo presente nei cammelli contro il Covid ultima modifica: 2020-11-06T11:00:15+01:00 da Federica Puglisi

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