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Dopo giorni di attesa, lo scorso lunedì l’EMA si è finalmente espressa su una possibile terza dose di vaccino antiCovid da somministrare alla popolazione. In merito ai vaccini Pfizer-Biontech (il Comirnaty) e Moderna (lo Spikevax) l’agenzia europea del farmaco, ha chiarito che un’ulteriore dose può essere somministrata ai soggetti immunodepressi o con sistema immunitario indebolito. Questa può essere considerata come una sorta di “terzo richiamo”. Si parla infatti di una somministrazione che deve essere eseguita almeno 28 giorni dopo la seconda dose. I risultati degli studi effettuati dalle case farmaceutiche hanno mostrato come una terza dose di vaccino genererebbe sui pazienti fragili un aumento nella produzione anticorpi. Tuttavia un nuovo “richiamo” potrebbe anche essere auspicabile per tutta la popolazione, anche se con tempistiche differenti. In questo caso però l’EMA ha lasciato che siano le autorità sanitarie nazionali a decidere se effettuare o meno il richiamo sui pazienti sani.

Terza dose di vaccino: quando verrà somministrata in Italia

Come già visto in questi mesi, il Covid-19 riesce a mutare e diventare più pericoloso, con una carica virale maggiore. Con il passare del tempo, invece, la produzione di anticorpi nei soggetti vaccinati potrebbe indebolirsi. Per questo motivo, molti stati (a partire da Israele) stanno pensando alla somministrazione di una terza dose di vaccino per l’intera popolazione e non solo ai soggetti deboli. Anche l’Agenzia europea del farmaco si è espressa a questo proposito. Secondo l’EMA, le persone con età maggiore ai 18 anni, possono ricevere la terza dose di vaccino almeno 6 mesi dopo aver ricevuto la seconda. Al momento in Italia le categorie che stanno ricevendo la terza dose sono: i soggetti fragili, gli operatori sanitari maggiormente esposti al virus (o maggiori di 60 anni), ma anche gli ultraottantenni e gli ospiti delle RSA. In seguito si dovrebbe pensare alle altre categorie per età, fino ai 60-65 anni.

Terza dose di vaccino - medico somministra vaccino ad un ragazzo con la mascherina

In molti casi la terza dose di vaccino Pfizer (manca ancora la conferma per Moderna) dovrebbe essere somministrata insieme al vaccino influenzale. Dagli studi effettuati su chi ha già ricevuto una terza dose, non sembrano esserci effetti collaterali differenti da quanto visto con la prima dose, con rischio comunque minimo. Attualmente in Italia la fascia d’età 18-59 anni (senza patologie) non sembra essere stata presa in considerazione per un nuovo richiamo. Con buona probabilità tutto dipenderà da come supereremo i mesi autunnali e invernali. Il virus potrebbe mutare nuovamente e la risposta degli anticorpi essere più flebile. Una nuova dose potrebbe anche portare ad una memoria immunologica a lungo termine, che riesca a proteggere dal Covid-19 per diversi mesi. Tutti questi fattori potrebbero far pendere l’ago della bilancia verso un allargamento di platea con terza dose consigliata per tutta la popolazione. Sarà così?

Terza dose di vaccino: OK dell’EMA a 6 mesi dalla seconda ultima modifica: 2021-10-06T09:00:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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