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Un giardino nei pressi di una biblioteca, a parere di Cicerone, completa tutte le necessità della vita. Non gli si può dar torto. Soprattutto alla luce della quarantena che abbiamo alle spalle. Cosa c’è di più bello, infatti, di una passeggiata nel verde? Tuttavia se si vive in città sono poche le possibilità di poter godere di simili fortune. Poche, forse rare, ma non impossibili. Prendiamo ad esempio Torino, una delle città italiane più belle e più ricche di storia e cultura. E di giardini, è chiaro.

persone che si rilassano ai giardini
Momenti di relax ai Giardini Reali

Il capoluogo piemontese, già capitale del regno d’Italia, vanta infatti ben sei Giardini Reali nei quali perdersi tra meraviglie naturali, quiete e spensieratezza. L’impianto comprende il Giardino del Duca, il Giardino delle Arti, il Boschetto, le Mura e il Garittone, e infine i Giardini inferiori. Oltre a numerosi parchi, tra i quali citiamo il Valentino.

I Giardini Reali nel cuore della metropoli

Un giardino è il cuore verde di una città. Nel giardino, tra alberi, fontane e panchine, ci si incontra. Si trova ristoro, soprattutto nella calura estiva. Nel giardino si passeggia, si legge. Il verde, i profumi della natura, le voci allegre dei bambini, ci riportano sempre in una dimensione bucolica.

cartina dei giardini
La mappa dei Giardini Reali

Nel cuore di Torino possiamo riscoprire una simile dimensione lungo un’area verde urbana che si spalma su una superficie all’incirca di sette ettari. Questa è la traduzione in unità di misura di quell’importante complesso sia monumentale che ambientale rappresentato dai sei Giardini Reali.

I lavori di ristrutturazione

I lavori su questa vasta area sono iniziati nel Cinquecento, per volontà di Emanuele Filiberto di Savoia. Alla fine del Seicento e poi nell’ultimo ventennio dell’Ottocento ulteriori interventi hanno arricchito il profilo dei giardini. Un profilo però che negli ultimi decenni ha subito nuove azioni di recupero. Per dieci anni, dal 2008 al 2018, grazie al finanziamento Fesr, sono stati ristrutturati il Giardino delle Arti e il Giardino del Duca. Fin dalle origini questi giardini sono stati aperti al pubblico. Tuttavia, dopo l’incendio della Cappella della Sindone, si è resa necessaria la chiusura. Nel 2016 sono stati aperti parzialmente. Per settembre 2020 si prevede la riapertura completa dei Giardini reali.

Il Giardino del Duca

Il Giardino del Duca rappresenta l’area più antica dell’impianto. Proprio per la sua posizione, è stato colpito dall’incendio del 1997. I lavori di ristrutturazione, come accennato, sono tuttora in corso. La riapertura al pubblico del giardino, prevista per lo scorso 8 aprile, a causa della chiusura per quarantena è stata posticipata a fine giugno riscuotendo grande partecipazione.

Il Giardino del Duca
Il Giardino del Duca

Il giardino ha subito già un primo intervento di recupero nel 1886. A richiederne la ristrutturazione fu l’allora sovrano Umberto I in vista del matrimonio tra il fratello Amedeo Ferdinando e Maria Letizia Bonaparte. I lavori furono affidati ai fratelli Roda, architetti e giardinieri all’epoca in voga. Il giardino si trova proprio tra la Galleria Sabauda e la facciata posteriore del Palazzo Reale. Al suo centro, in base ai progetti originari, v’è una fontana con zampilli con bordo in lastre di granito. I lavori recenti hanno sostituito la pavimentazione, introdotto le panchine con schienale e rivisitato il contenuto dei vasi che costeggiano le aiuole. Inoltre, sono state inserite delle illuminazioni sceniche che rendono suggestivo lo sguardo notturno sulle due facciate dei palazzi.

Il Giardino delle Arti

L’idea dell’impostazione assiale di viali e prospettive del Giardino delle Arti si deve ad André La Nôtre. Questi già aveva progettato i giardini della reggia di Versailles. Anche in questo caso, una passeggiata nell’area coincide con un salto nella storia dell’arte.

Il Giardino delle Arti
Il Giardino delle Arti

Nella seconda metà del Seicento, Carlo Emanuele II ordinò un ampliamento di Torino. Si costruirono dunque dei nuovi bastioni che diedero vita a uno spazio verde dove venne allestito il giardino. In questo caso gli ultimi interventi di restauro hanno riportato l’accesso al parco nei pressi dello scalone dell’Appartamento di Levante della dimora reale. La suggestiva Fontana delle Nereidi e Tritoni è inoltre raggiungibile tramite una fuga prospettica prodotta dalla leggera pendenza del viale principale. Fu proprio il re, all’epoca della costruzione avvenuta nel 1775 per opera dello scultore Simone Martinez, a pretendere gli zampilli coi quali giocano gioiose le figure mitologiche. Questa fontana, salvo slittamenti, sarà visitabile a settembre.

Il Boschetto

Il giardino del Boschetto è stato riaperto al pubblico a fine giugno insieme al Giardino ducale. Il suo profilo originario è cambiato. Gli interventi diretti da Paolo Pejrone hanno inserito un nuovo sottobosco proprio in prossimità dei grandi alberi. Il nuovo allestimento è costituito da piante da ombra, arbusti ed erbacee. Questo ambiente fresco e riservato regala un’esperienza di quiete e riposo. Le forme regolari delle grandi aiuole invece sono definite dai viali ortogonali, la cui ampiezza consente piacevoli passeggiate. L’interno del giardino inoltre funge da scrigno per l’installazione permanente di Giulio Paolini intitolata Pietre Preziose.

giardino - L'opera Pietre Preziose al centro del Boschetto
L’opera Pietre Preziose al centro del Boschetto

L’opera è stata realizzata con i marmi recuperati in seguito all’incendio della Cappella della Santa Sindone. Questi provengono dalla medesima cava che ha fornito i marmi per i bordi della fontana del Giardino ducale.

Mura, Garittone e Giardini Inferiori

Le antiche mura che circondavano la storica capitale del regno delimitano la vasta area dedicata ai Giardini Reali. Proprio nei pressi di queste mura è possibile visitare il giardino adiacente al Garittone, altrimenti chiamato Bastion Verde.

giardino - Scorcio del Garittone o Bastion Verde
Scorcio del Garittone o Bastion Verde

Questa struttura risale agli ultimi decenni del Seicento. L’idea originaria era di destinare il bastione a fini difensivi o in ogni caso per scopi meramente militari. Tant’è che l’edificio progettato da Ascanio Vittozzi, architetto di corte, è stato costruito proprio in corrispondenza del Bastione di San Maurizio. In realtà il bastione fu in seguito utilizzato soprattutto dalle donne della famiglia reale che da lì ammiravano la pianeggiante campagna torinese. I bastioni delle mura di cinta separano il Giardino ducale, il Giardino dell’Arte, il Boschetto e il Garittone dalla parte inferiore. Questa parte dei Giardini reali è indicata appunto Giardini Inferiori. Una discreta porzione del parco ospitava il Giardino Zoologico Reale, fatto allestire nel 1864 dal sovrano Vittorio Emanuele II. Al giorno d’oggi la struttura interna al giardino è dedicata al Museo Archeologico, mentre un tempo era usata come Serra reale o come Orangerie.

Parco del Valentino

Il Parco del Valentino non rientra tra i Giardini Reali. Tuttavia è altrettanto importante e denso di storia. Si tratta di un parco pubblico costruito in riva al Po. Probabilmente il suo nome deriva dalla presenza di un’antica cappella dedicata al santo omonimo. Il giardino ospita il Borgo medievale, la Fontana del Ceppi (o dei Dodici mesi, costruita nel 1898) e molti altri elementi di levatura architettonica e artistica come il busto di Cesare Battisti e il Monumento dell’Artigliere (conosciuto come Piccolo Arco di Trionfo). L’area ospita diverse attività culturali. In definitiva, se si trascorre l’estate a Torino e si ha bisogno di camminare nel parco, la passeggiata si trasformerà sicuramente in un’esperienza indimenticabile.

(Fonti fotografiche: sito web Musei reali – Beni culturali)

Torino, alla scoperta dei Giardini Reali ultima modifica: 2020-07-16T09:40:00+02:00 da Daniela Lucia