Quando si pronuncia la parola canali, immediatamente si pensa alla città che ne è la regina: Venezia! Meravigliosa con i suoi ponti e le sue strette calle, la Serenissima da tempi remoti incanta ogni visitatore al primo sguardo, bisogna ammetterlo. Eppure, si dia il caso che proprio in Veneto esista un’altra piccola e graziosa realtà, ricca di corsi d’acqua e di storia. Stiamo parlando della magnifica Treviso e dei suoi canali, che la rendono degna rivale della sempreverde Venezia!

Treviso e i canali: un po’ di storia…

La storia della città di Treviso affonda le sue radici in un’epoca lontana. Nacque col nome di Tarvisium nel I° sec. a.C, come municipio romano. Successivamente Augusto la incorporò nella Decima Regione Italica, fino a quando l’Impero Romano divenne preda dei barbari. Malauguratamente, anche Treviso fu depredata e saccheggiata dai Goti di Teodorico, che se ne impossessarono definitivamente. Qualche tempo dopo, nel 568, Treviso arrivò ad avere un nuovo re, Alboino, che con clemenza decise di risparmiarla, designando un Duca e un presidio di Longobardi. Il re venne poi sconfitto da Carlo Magno: Treviso, sotto il potere e la tutela del famoso imperatore, divenne una delle città più importanti, sede della zecca d’Italia. Con la dieta di Alemagna, Carlo il Grosso fu deposto e gli succedette Berengario, duca del Friuli, e Ottone I. Questi si fece incoronare re di tutta la penisola nel 961.

Treviso canali - Polo universitario di Treviso, tra...i canali
Polo universitario di Treviso, tra…i canali

Nel 1164 Federico Barbarossa confermò i privilegi e la giurisdizione dei consoli, ma la città aderì alla Lega Veneta e a quella Lombarda, adottando una politica antimperiale. Dopo la vittoria nella battaglia di Legnano, Treviso si espanse ai danni dei feudatari Da Camino e dei Vescovi di Conegliano. Ezzelino e Alberico da Romano iniziarono il loro governo tirannico intorno al 1127, e con la morte di quest’ultimo Treviso ritornò al libero Comune. Il 1339 segnò una data significativa per la città: gli Scaligeri cedettero Treviso ai Veneziani. Dopo essere stati assoggettati da Leopoldo d’Austria e dalla famiglia dei Da Carrara, i trevigiani ritornarono sotto il dominio veneziano. Quando la Serenissima cadde, la provincia passò nelle mani degli austriaci, e vi rimase (eccetto qualche interruzione) fino al 15 luglio 1866, durante la III guerra d’Indipendenza italiana.

I canali di Treviso, la piccola Venezia

Diversi turisti, appena mettono piede a Treviso, si sorprendono dei suoi fantastici canali. L’atmosfera che questa città d’acqua crea è, a tutti gli effetti, quella che si può trovare in una Padova o in una Venezia. Questi canali sono originati dalla divisione in rami del Botteniga, corso d’acqua principale. Il suo percorso inizia quando questo attraversa il Ponte de Pria (Ponte di Pietra), in corrispondenza del quale vi sono delle chiuse, opera di Fra’ Giocondo. Gli altri due rami del Botteniga, poi, costeggiano le mura cittadine per immettersi nel fiume Sile.

Treviso canali - Scorcio di uno dei canali di Treviso
Scorcio di uno dei canali di Treviso

Primo fra tutti in classifica è il Cagnan Medio, o canale dei Buranelli, che appare davvero pittoresco, atto ad impreziosire il già bellissimo centro storico. Questo nome si riferisce ad uno dei ponti dove scorre il fiume, detto appunto ponte dei Buranelli. Nelle vicinanze si può infatti ammirare un edificio risalente al Cinquecento, dimora di illustri commercianti originari dell’isola di Burano. Un altro corso d’acqua degno di nota è quello del Canale della Roggia, che ha dato il nome anche alla via che percorre la parte occidentale dell’area. Questo attraversa la zona nei pressi di Piazza Duomo e di Piazza Borsa, per poi confluire nel Sile. Sembra di trovarsi in una magica dimensione antica, dove la freschezza delle limpide acque sposa quella del cielo.

Canali suggestivi, ma non solo…

Nelle vicinanze del Siletto, invece, vi è il Canale delle Scorzerie, il cui nome deriva dalle diverse concerie che vi si stabilirono in passato. Concludono il tour il Ponte dell’Università, in legno d’acero, e il Ponte Dante, sulla riva sinistra del fiume (veniva anche chiamato ponte impossibile, perchè crollava di continuo!). Oltre ai canali, però, Treviso vanta anche trentatré bellissime fontane, simbolo del fantastico e intimo rapporto che la città possiede con l’elemento naturale dell’acqua. Fazio degli Uberti, famoso poeta, decantava la bellezza delle chiare fontane di Treviso ed il piacer d’amor che quivi è fino.

Treviso canali - Fontana delle Tette
Oltre ai canali, Treviso conserva anche fontane sorprendenti, come la celebre Fontana delle Tette

Anche il religiosissimo Abate Bailo, nella propria guida della città del 1872, non ha resistito all’irrefrenabile impulso di lodare queste magnifiche acque, tanto che scrisse: quest’acque meritano che il forestier le gusti, né si dirà di conoscere Treviso, se non si sono gustate le sue acque. Natura e opera dell’uomo (e soprattutto la Grande Storia) hanno fatto di Treviso una piccola perla del Veneto, che vale la pena ammirare e preservare.

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Treviso: la piccola Venezia e i suoi caratteristici canali ultima modifica: 2019-01-09T09:00:36+01:00 da Marcella Calascibetta

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