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Dopo il “turismo spaziale” arriva anche il “turismo subacqueo”. Non si tratta dell’ultima idea folle di Elon Musk, ma di un progetto europeo, che intende promuovere le meraviglie archeologiche subacquee del Mediterraneo. Questo progetto, chiamato “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, coinvolgerà quattro regioni del Sud Italia, più paesi come la Grecia, la Turchia, l’Egitto e Israele. La sua candidatura ufficiale di certificazione al Consiglio d’Europa in quanto Itinerario Culturale Europeo verrà avanzata il 26 novembre, nel corso della Prima Conferenza Mediterranea sul turismo subacqueoSebastiano Tusa” (dedicata al grande archeologo siciliano scomparso nel 2019) che si terrà alla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Paestum. Il 27 novembre sarà poi assegnato anche il primo Premio Internazionale di Archeologia SubacqueaSebastiano Tusa”. Tra le varie categorie verranno premiate la scoperta archeologica più importante dell’anno e il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici.

Turismo subacqueo - Sebastiano Tusa lavora al recupero di un rostro della Battaglia delle Egadi
Foto: © Renato Alongi – Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Siti archeologici dell’itinerario per il turismo subacqueo nel Mediterraneo

Come già accennato, il percorso Mediterranean Underwater Cultural Heritage coinvolgerà quattro regioni italiane. Il turismo subacqueo italiano interesserà i siti di Pantelleria, Plemmirio, Ustica e Isole Egadi (in Sicilia), Capo Rizzuto (in Calabria), Parco Sommerso di Gaiola, Baia Sommersa nei Campi Flegrei (in Campania) e, infine, San Pietro in Bevagna, Isole Tremiti ed Egnazia (in Puglia). Per quanto riguarda l’estero invece il percorso comprenderà i siti archeologici di Alessandria d’Egitto, Peristera e Pavlopetri (Grecia), Kizlan (Turchia) e Cesarea Marittima (Israele). Grazie a questo progetto sarà possibile favorire lo sviluppo sostenibile e rendere più accessibili i siti turistici subacquei ai visitatori.

Come spiegato dal direttore e fondatore della BMTA, Ugo Picarelli,a cui si deve l’intuizione della candidatura di certificazione europea: «L’itinerario va a colmare un vuoto, dal momento che tra i 45 siti attualmente certificati non ce n’è uno dedicato all’archeologia. Grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, che nel 2004 ha istituito la Soprintendenza del Mare in Sicilia, ho compreso le grandi potenzialità di sviluppo turistico ed economico offerte dal patrimonio sommerso. La Sicilia vanta 23 itinerari in 16 località, frutto del grande lavoro di Sebastiano, ma è manchevole sul fronte dello sviluppo dei servizi turistici integrati nelle località di interesse per cui, almeno per adesso, non può offrire un vero prodotto turistico”.

L’itinerario Mediterranean Underwater Cultural Heritage andrà quindi a tutelare quei siti subacquei, rendendo la visita didatticamente organizzata, con un’adatta segnaletica. Questo tipo di turismo ha infatti un gran potenziale, non ancora sfruttato al meglio. Un riconoscimento come Itinerario Culturale Europeo porterebbe ancor più visitatori, interessati al turismo subacqueo, valorizzando ancor più questi siti archeologici. Un percorso che, dall’Italia alla Grecia, fino all’Egitto, segna una storia comune, fatta di civiltà che hanno vissuto e reso grande il Mare Nostrum.

Foto di copertina: © Ruthven – Wikimedia Commons (CC0 1.0).

Turismo subacqueo: BMTA propone itinerario nel Mediterraneo ultima modifica: 2021-11-20T17:35:27+01:00 da Antonello Ciccarello

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