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La pandemia muta anche il mondo della moda. In questi giorni lo storico e notissimo brand Gucci ha annunciato sorprendenti novità che mirano a rivoluzionare il settore. Sul profilo Instagram delle casa Alessandro Michele, lo stilista che dal 2015 è alla guida della direzione creativa, conferma che non sarà più pensabile allestire cinque sfilate l’anno. Alla base della scelta la volontà di staccarsi da un ritmo di produzione oramai insostenibile, i cui limiti sono stati messi a nudo durante l’emergenza Coronavirus.

moda - Alessandro Michele su palco con vestito oro
Alessandro Michele

 “Nel mio domani abbandonerò il rito stanco della stagionalità e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo” scrive Michele, e precisa: “Ci incontreremo solo due volte l’anno per condividere i capitoli di una nuova storia. Si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritti mescolando le regole e i generi. Si nutriranno di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme comunicative.”

Riflessioni che emergono da Appunti dal silenzio, annotazioni scritte dal direttore creativo durante la solitudine del lockdown. Pensieri sulla tirannia del tempo e sull’esigenza di rivoluzionare l’intero sistema della moda per adattarlo alle nuove esigenze imposte dall’emergenza. Ognuna esprime la voglia di rallentare per far fluire al meglio le energie creative.  

moda - un post di Gucci su instagram
Gucci Instagram

Organizzare cinque show l’anno non è più accettabile per Michele che intende distaccarsi anche dalle sigle che da tempo raffreddano il mondo della moda: cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter. Parole stantie e denutrite, secondo Michele, senza personalità e senso. Sua intenzione è sostituirle con qualcosa che restituisca l’anima della creatività. Parole da prendere in prestito dalla musica: sinfonie, rapsodie, madrigali, notturni, ouverture, concerti, minuetti.

Michele prevede siano organizzati solo due appuntamenti l’anno. Mentre sul sito del brand resterà disponibile uno spazio MX che ospiterà parte della collezione genderless. In luglio, sempre nello spazio virtuale, sarà annunciato l’evento che non si chiamerà più cruise ma epilogo. Un racconto che non sarà narrato da modelli professionisti ma dai ragazzi del suo team di cui si dice estremamente orgoglioso. 

Gucci disegna dunque un futuro in cui il tempo e soprattutto le persone siano valorizzate. Due appuntamenti l’anno in cui – assicura Michele – si vedrà “tutto l’umano che potete immaginare.”

moda - un post di Gucci
Gucci Facebook

Non più corse frenetiche per organizzare lo show successivo rischiando di disperdere energie. Umanità e condivisione creativa, le parole d’ordine. Pensieri che trovano eco nelle dichiarazioni di Giorgio Armani che già ad inizio pandemia aveva espresso l’intenzione di rallentare i ritmi di lavoro per tornare a dare respiro alla processo creativo. Idea condivisa da Dries Van Noten che sottoscrive insieme ai colleghi una dichiarazione d’intenti a favore di un netto cambio di marcia.

Conclude Michele: “Se l’esigenza di rallentare è stata sentita un po’ da tutti, da qualche parte bisogna iniziare e non penso sia banale. Vorrei che qualcuno si sentisse di farlo insieme a noi. Anche per restituire valore a tutto ciò che in passato abbiamo dato per scontato: alle stagioni, con l’autunno e la primavera come assi portanti dei due show, e ai vestiti.”

“Tutto l’umano che potete immaginare.” Gucci detta la moda post-virale ultima modifica: 2020-05-27T13:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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