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I vaccini in farmacia sono realtà. O meglio, lo saranno presto. Lunedì 29 marzo è stato firmato il Protocollo d’intesa tra Governo, Regioni, Federfarma e Assofarm per la somministrazione in farmacia. Un passaggio, questo, che va ad ufficializzare quanto già preannunciato nel Decreto Sostegni e che anticipa l’arrivo del siero Johnson&Johnson, atteso per il 16 aprile e funzionale per il raggiungimento dell’immunità di gregge (prevedendo una sola dose, consente di accorciare i tempi). Ma come funzioneranno i vaccini in farmacia?

I vaccini in farmacia non saranno per tutti

I vaccini in farmacia non saranno per tutti. È questo l’aspetto principale del provvedimento. Non potranno farsi somministrare il siero i soggetti “ad estrema vulnerabilità”, e neppure chi in passato ha avuto reazioni allergiche gravi o di tipo anafilattico. Inoltre, per vaccinare, i farmacisti dovranno prima seguire programmi specifici secondo le modalità previste dall’Istituto Superiore della Sanità. E i loro locali dovranno rispettare requisiti minimi in termini di sicurezza. Lo spazio per l’accoglienza dei pazienti e per il vaccino dovrà essere separato dal locale/dai locali in cui si svolgono le attività ordinarie. Il ricircolo dell’aria sarà un requisito fondamentale e, all’ingresso della farmacia, dovrà essere esposto un avviso con le modalità d’accesso e col numero massimo di persone ammesse. I farmacisti aderenti dovranno predisporre uno spazio (eventualmente anche all’esterno) per i pazienti appena vaccinati, affinché possano restare in osservazione per un quarto d’ora.

Cosa dovrà fare il farmacista

I cittadini dovranno prenotare i vaccini in farmacia per tempo. E dovranno firmare un consenso informato. Questo, insieme alla scheda dell’anamnesi, sarà raccolto dal farmacista che dovrà valutare o meno se il soggetto può essere vaccinato secondo tale modalità. In caso di grave reazione allergica dovrà chiamare il 118, oppure somministrare adrenalina intramuscolo a seconda della situazione. Per ciascun vaccino al farmacista verrà riconosciuta una remunerazione di 6 euro, oltre al rimborso per i dpi e per i materiali di consumo. Così, i farmacisti si aggiungono ai professionisti autorizzati a somministrare il siero insieme ai medici di medicina generale, i medici specializzandi, gli specialisti ambulatoriali, i pediatri di libera scelta e gli odontoiatri.

vaccini in farmacia - toti che presenzia ad una somministrazione di vaccino
La Liguria è la prima Regione in Italia a somministrare vaccini in farmacia (Fonte: Giovanni Toti, Facebook)

Vaccini in farmacia, la Liguria è la capofila

La prima Regione a fare dei vaccini in farmacia una realtà è stata la Liguria, che ha arruolato ad oggi 52 esercizi per la campagna vaccinale. I farmacisti, a partire da martedì 30 marzo, sono abilitati alla somministrazione del siero AstraZeneca per gli anziani tra i 70 e i 79 anni. Le persone tra i 70 e i 79 anni possono prenotarsi per il vaccino direttamente in farmacia oppure sul sito prenotovaccino.regione.liguria.it (la prenotazione telefonica è esclusa). Intanto, la Liguria inaugura anche il suo più grande centro vaccinale all’interno del padiglione Jean Nouvel alla Fiera del Mare di Genova. “Bisogna vaccinare tanto e velocemente per poter ripartire” ha affermato il Presidente Giovanni Toti. Promettendo che verranno vaccinate circa 2 mila persone al giorno, tra ultravulnerabili e anziani dai 70 ai 79 anni.

Vaccini in farmacia: tutto quello che c’è da sapere ultima modifica: 2021-03-30T14:20:18+02:00 da Laura Alberti

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