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Venetia 1600: Nascite e rinascite. Una mostra nata prima della pandemia e che sembra pensata apposta per il periodo storico che stiamo vivendo. Perché niente di più attuale della pandemia dei nostri giorni fa pensare oggi ad un momento di rinascita. E invece a Venezia questo nuovo allestimento ospitato negli splendidi spazi degli appartamenti del Doge, a Palazzo Ducale, era stato inizialmente voluto per ricordare i 1600 anni dalla fondazione della città. Poi il Coronavirus ci ha messo del suo, e oggi la città lagunare si trova di fronte all’ennesima rinascita. Una delle tante. La mostra racconta infatti Venezia da un punto di vista tutto particolare, focalizzando quella sua capacità di resilienza che nei secoli l’ha vista più volte protagonista proprio di tante nascite e rinascite. Anticamente rinata da nemici esterni e difficoltà interne come gli incendi, le inondazioni, la peste. Merita ricordare che Venezia è stata antesignana nelle misure di contenimento del morbo, a cominciare dalla realizzazione del primo Lazzaretto, un luogo di isolamento, in una delle isole della laguna.

Una mostra tutta veneziana: ben 241 delle opere esposte appartengono al patrimonio artistico della città

Questo originale viaggio nella storia della città lagunare mette in risalto le tappe salienti del suo passato e quelle del suo presente. Ognuna delle dodici sale che ospitano la mostra parlano di quanta bellezza è sempre rinata dopo un periodo di crisi, un racconto che ha attinto in gran parte al patrimonio artistico veneziano. Sono infatti ben 241, più pochi altri prestiti, le opere esposte che provengono dalla Fondazione Musei Civici, a conferma dell’inestimabile ricchezza artistica che questa città ha maturato nella sua storia.

Giandomenico Tiepolo Venezia riceve da Nettuno le ricchezze del mare, 1756-1758
Giandomenico Tiepolo, Venezia riceve da Nettuno le ricchezze del mare (1756-1758)

Carpaccio, Bellini, Tiziano, Veronese, Tiepolo, Rosalba Carriera, Guardi e Canaletto, fino a Canova, Hayez, Appiani, e poi Pollock, Vedova, Tancredi, Santomaso: sono i nomi degli artisti in mostra, oltre a quelli di tanti architetti, uomini d’arte, letterati e musicisti che hanno testimoniato e accompagnato il percorso storico di Venezia. In più, documenti e oggetti preziosissimi che testimoniano la straordinaria storia della città.

La storia parte da quel leggendario 421 a cui si fa risalire la fondazione della città

La mostra racconta la storia della città in quello che fu il luogo simbolo del potere e della gloria della Serenissima, Palazzo Ducale. A partire da quel leggendario 421 a cui si fa risalire la sua fondazione con la posa della prima pietra della Chiesa di San Giacometo, a Rialto, il giorno dell’Annunciazione. Raccontano il primo periodo di Venezia preziosi oggetti di manifattura bizantina che provengono direttamente dal tesoro della vicina Basilica di San Marco, e immagini simbolo della città che parlano del suo mito e delle sue origini divine.

Vergine Assunta che assite all'incoronazione di Venezia, Palma il Giovane

Ecco la Vergine Assunta che assiste all’Incoronazione di Venezia (1627), opera di Jacopo Palma il Giovane. Gli era stata commissionata direttamente dal Senato della Repubblica. E quel leone alato nella grandiosa tela lunga oltre tre metri, Leone di San Marco andante “da tera e da mar”, che Vittore Carpaccio dipinse nel 1516, dialoga con i ritratti dei dogi Giovanni Mocenigo di Gentile Bellini e Francesco Foscari di Lazzaro Bastiani.

Tra cadute e continue rinascite. Gli incendi, la peste, la fine della Serenissima

Le cadute e e le rinascite nel Cinquecento, quando Venezia diverrà regina dei mari e crocevia commerciale d’Europa e del Mediterraneo orientale. Gli incendi del Fondaco dei Tedeschi (1505), del Mercato di Rialto (1514) e il crollo del ponte sul Canal Grande (1524). Nel 1577 andò a fuoco anche l’ala occidentale di Palazzo Ducale. Venne risistemato all’insegna del “com’era e dov’era”, come fu dopo il crollo del campanile di San Marco (1902) e dopo gli incendi del Teatro La Fenice (1836, 1996).

E poi la peste, in particolare nel 1576 e nel 1530. Anche in quelle occasioni si impose prepotente la capacità di autodifesa e di rinascita della città. Il 1797 è l’anno della fine, eppure solo cinque anni prima era stato inaugurato il Gran Teatro La Fenice. E fino all’ultimo le dame del tempo si abbigliavano con abiti sontuosi e preziose vesti di manifattura cinese. In mostra a Palazzo Ducale si vede tutto questo, grazie a straordinarie opere artistiche e preziose testimonianze delle diverse epoche.

il Bucintoro mostra Palazzo Ducale Venetia 1600 Nascite e rinascite

In soli sedici anni dalla sua caduta, la città passò di mano ben quattro volte, in un continuo avvicendarsi tra francesi e austriaci. Eppure lo scultore Antonio Canova riuscì a riportare a Venezia i cavalli della basilica di San Marco sottratti da Napoleone. Nel 1856 arriverà il ponte ferroviario che per la prima volta collegherà stabilmente Venezia alla terraferma. La nuova storia artistica di Venezia ha un punto fermo nella Biennale del 1948, anno in cui approda in laguna anche Peggy Guggenheim. E poi il periodo più recente, i grandi dibattiti su conservazione o innovazione. Li ricordano in mostra i modelli dell’Ospedale Civile di Le Corbusier e del Memorial Masieri di Frank Lloyd Wright.

Si rinasce anche dall’Acqua Granda, le alluvioni del 1966 e del 2019

Infine le immagini crude dell’Acqua Granda del 1966 e di quella del 2019. E la video installazione dal titolo emblematico e significativo, La zattera. Venezia e il futuro è invece il titolo dell’ultima sezione dell’allestimento. Con lo sguardo rivolto in avanti ancora una volta, e che riassume il vero significato di Venetia 1600. Nascite e rinascite. La mostra, aperta fino al 25 marzo prossimo, è curata da Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino, Andrea Bellieni, con allestimento di Pier Luigi Pizzi e direzione scientifica di Gabriella Belli.

(foto in evidenza: Vittore Carpaccio, Leone di San Marco andante “da tera e da mar”, 1516)

Venetia 1600. Nascite e rinascite di una città resiliente ultima modifica: 2021-09-24T09:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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