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Consacrata il 3 maggio 1497. Sono trascorsi esattamente 523 anni: mezzo millennio. Un tempo davvero importante a dispetto del quale la possiamo osservare ancora in tutta la sua magnificenza. Immersa nella quiete di campi ci appare come adagiata. È la Certosa di Pavia.

Certosa di Pavia: nata da un voto

Alle sue origini, la storia di una madre. Caterina Visconti, sposa di Gian Galeazzo, che nel 1385 vide la sua prima dolorosa gravidanza fallire. Caterina e Gian Galeazzo, Signori di Milano, si rimisero alla Vergine pronunciando voto. Dare a ogni figlio maschio di cui fosse fatta loro la grazia il secondo nome di Maria. E così fu in effetti: vennero Giovanni Maria e Filippo Maria Visconti. Ma non è questo voto che ci interessa, ma un secondo pronunciato proprio tra la nascita di un figlio maschio e dell’altro. Tra i due eredi sopravvissuti, infatti, Caterina patì una terza difficilissima gravidanza. Il bimbo andò perduto e la mamma si salvò per miracolo.

Complesso della Certosa di Pavia
Certosa Pavia-complesso monastico

Come riconoscenza alla vergine per la vita risparmiata, Caterina fece appunto il suo secondo voto, questa volta decisamente più materiale: ordinò l’edificazione di un monastero Certosino vicino Pavia. La vicenda è testimoniata precisamente così da Bernardino Corio, che la raccontò nella sua “L’Historia di Milano” del 1503.

Il progetto della Certosa fu sviluppato a circa 8 km a nord dalla città di Pavia. Zona molto cara a Caterina. I lavori iniziarono sotto il ducato di Gian Galeazzo ma si protrassero per anni. Furono i figli a presiederne la prima fndazione. Un’opera proseguita anche dopo la conquista del ducato da parte di Francesco Sforza. E fino a Ludovico il Moro.

La chiesa

La Certosa ebbe ufficiale consacrazione proprio il 3 maggio 1497 davanti a una folla numerosissima che si ritrovò a festeggiare un edificio in verità non del tutto ultimato. Un’altra solenne cerimonia aveva avuto già luogo nel 1474. Un nutrito corteo, quattromila anime che partendo dal Castello di Pavia mosse verso il cantiere. Un rito per onorarne il fondatore, Gian Galeazzo, le cui ceneri vennero trasportate fino alla chiesa.

Chiesa della Certosa di Pavia
Chiesa Certosa di Pavia

A testimonianza della celebrazione restano oggi i bassorilievi che decorano il portale d’ingresso. La chiesa era stata pensata come mausoleo dinastico della famiglia ducale. Per rispondere alla funzione si era immaginata una costruzione grandiosa a tre navate. E poi pinnacoli e archi. Elementi che intrecciano stili differenti, figli delle diverse epoche architettoniche. Dal tardo-gotico al rinascimentale. Ma la bellezza della chiesa deve moltissimo al contesto nel quale si inserisce. Il monastero con i suoi chiostri e gallerie.

Il monastero

Secondo il racconto di Bernardino di Corio, precisa indicazione di Caterina fu che “si dovesse fabricare un monasterio di Certosini con dodici frati”. E i monaci di clausura che inizialmente lo abitarono furono effettivamente dodici. Rendite di campi e latifondi permisero via via di ampliare il complesso . E diversi ordini religiosi vi si alternarono nel corso dei secoli. Oggi tocca ai Cistercensi.

Accanto al monastero, oggi ha sede il Museo della Certosa, amministrato dalla Sovrintendenza per i beni storici di Milano. Dove vi saranno accessibili nel dettaglio le note storiche e familiari che sono state fondamenta di questo gioiello italiano che porta con immutata grazia i suoi 523 anni.

523 anni oggi, e sta una meraviglia! ultima modifica: 2020-05-03T13:00:00+02:00 da Sabrina Cernuschi

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