Ad attenderla c’è Balich, il Leonardo delle emozioni
La Torcia da Olimpia antica all’Italia: riparte da Roma per raggiungere il tempio di San Siro e risvegliare le menti al momento un po’ tiepide con Milano Cortina 2026. Nella Scala del calcio, toccherà alla Cerimonia dei Giochi accendere le emozioni più forti e a provocare il senso di appartenenza nel Paese che propone l’Olimpiade. Ci penserà, come al solito, il profeta delle sensazioni vissute dalla platea di due miliardi di persone. E’ così dai tempi dei Pink Floid a Venezia…
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Breve nota introduttiva: la Torcia olimpica (altrimenti detta Fiaccola olimpica, ndr), è il mezzo di trasporto della Fiamma olimpica durante la Staffetta che la porta dal luogo dell’accensione (di solito Olimpia, in Grecia) al luogo di celebrazione dell’Olimpiade.
L’Olimpiade moderna va in scena dal 1896. La Staffetta è stata proposta per la prima volta in coincidenza con Berlino 1936, edizione XI, ed è diventata rituale.
In occasione dei Giochi d’inverno 2026, la Fiaccola ha preso il via da Olimpia antica il 26 novembre 2025 con la cerimonia dell’accensione, e si è “incamminata” – mettiamo le virgolette perché salirà anche su aerei e navi, toccando in sequenza Kalavrita, Karpenisi, Metsovo, Kostaria, Naoussa, Salonicco, Lamia, Acropoli e Atene, in Grecia, e il 4 dicembre è stata consegnata agli italiani, che hanno scelto di riaccenderla in 6 dicembre a Roma da dove è ripartita per le destinazioni più note dell’Olimpiade Milano Cortina 2026.
Davanti a sé, la Fiaccola ha 60 altre tappe per zig-zagare sino a Milano dove giungerà il 5 febbraio per accendere il Tripode durante la Cerimonia d’apertura allo Stadio di San Siro e dunque infiammare la passione dell’intero Pianeta.
Giusto per soddisfare la curiosità dei più, proponiamo le tappe disegnate da Roma a Milano del …Giro culturale più intrigante del periodo a venire: con le immagini delle sempre affascinanti vestali di Olimpia, la Torcia unirà con un fil rouge ineguagliabile la Capitale a Viterbo, Terni, Perugia, Siena, Firenze, Livorno, Nuoro, Cagliari, Palermo, Agrigento, Siracusa, Catania, Reggio Calabria, Catanzaro, Salerno, Pompei, Napoli, Latina, Benevento, Potenza, Taranto, Lecce, Bari, Campobasso, Pescara, L’Aquila, Ancona, Rimini, Bologna, Ferrara, Parma, Genova, Cuneo, Torino, Aosta, Novara, Varese, Pavia, Piacenza, Brescia, Verona, Mantova, Vicenza, Padova, Venezia, Trieste, Udine, Belluno, Cortina d’Ampezzo, Bolzano, Cavalese, Trento, Livigno, Sondrio, Lecco, Bergamo, Como, Monza, Milano.
Cari italiani nel mondo, il vostro cuore batte più forte di quanto pulsasse sessanta tappe tappe fa’? E’ ovvio. Città dopo città, lì ci sono le radici di tutti (o quasi) coloro che guardano all’Italia come alla Nazione di elezione affettiva. Lì si consuma tutto lo scibile legato alle radici. Lì si rincorrono i ricordi anche più labili.
Non chiedevi perché c’è la frazione della Corona ferrea piuttosto che quella della Mille Miglia; perché la Fiamma si fermerà a Nuoro e non a Barumini dove ancora si regge in piedi il Nuraghe più antico; perché Cuneo di Stefania Belmondo si è in…cuneata nel tragitto e non vi figura invece Paluzza di Manuela Di Centa che pure ha un certo peso in seno a CONI e CIO; perché la Jesi di Valentina Vezzali non sarà step altisonante; perché la Città dei Mille continua a far rima con quella della Mille Miglia dopo il felice gemellaggio battezzato dalla Cultura…
Si potrebbe continuare all’infinito e allora verrebbe dimostrata una volta per tutte quanto i mezzi di comunicazione hanno sottovalutato la Cerimonia di accensione, la Carimonia di consegna e lo sbarco a Roma della Torcia che fa sognare il mondo intero e invece è poco stimolante della fantasia delle menti più aride.
Del coinvolgimento di Filippo Top-Ganna ne sta parlando la parrocchia del ciclismo. Dell’attesa di veder impegnata Jasmine Paolini ne sta sussurrando il mondo del tennis: badate bene, si scrive “sussurrando” con grande rammarico perché il coinvolgimento della giocatrice tascabile tanto doviziosa di conquiste nella moderna pallacorda si potrebbe disquisite a iosa, soprattutto nel momento in cui Yannik Sinner e Carlos Alcaraz lasciano praterie a perdita d’occhio dove far scorrere fiumi di inchiostro perché momentaneamente ritiratisi dalla scena pubblica per godersi scampoli di vacanze alle Maldive e dintorni.
Invece: poco o niente. La Fiaccola ricama un fil rouge secondario. E’ un sentiero dell’immaginario collettivo e non l’autostrada su cui dovrebbe incanalarsi il senso di appartenenza di una Nazione che ospiterà di Giochi invernali ad appena vent’anni di distanza dalla volta precedente (Torino 2006). Non capiamo. Ma ci adeguiamo.
Anche il tam-tam della pubblicità legata ai Giochi, laddove non vietata, appare colonna sonora da sottofondo e non musica irruente come il caso vorrebbe. I partner dell’avventura Milano Cortina 2026 sono “regionali” si direbbe fuori dall’Italia. A noi sembrano “locali” e spesso sono obbligati ad esserci. Il Supermercato di riferimento non è diffuso sull’intero territorio. Il formaggio a sostegno della campagna è prevalentemente locale e di sola pianura. La fiera coinvolta è partecipata dal Comune meneghino che si è preso metà dell’etichetta dell’evento e ciò la dice lunga sull’interesse (non) palesato dagli altri operatori commerciali. Sì, è vero: c’è quella bibita “che da quasi cent’anni sta con gli italiani”, ma siccome quel brand è ovunque, avrebbe fatto più notizia se non ci fosse stato…
Insomma: sulle spalle dei grandi comunicatori chiamati a illustrare i Giochi che verranno ricade una responsabilità enorme. Ormai, quel che è stato non macina più. Ma la passione andrà “accesa” con spinta decisa e decisiva, che di sicuro arriverà da… Marco Balich, l’ideatore della Cerimonia d’apertura in programma a Milano il 5 febbraio. Stiamo parlando del Leonardo da Vinci delle emozioni e non di qualche telecronista all’amatriciana o di qualche lobbista di seconda fila, che sono stati chiamati a vestire i panni del tedoforo chissà sotto quale miracolosa stella. Uno reggerà 200 metri di corsa? L’altro riuscirà a farsi conoscere fuori dalla cerchia dei familiari?
La Marcia della Fiaccola rischia di fare flop. Peccato. Per certo non sarà così la Cerimonia d’apertura. Balich è una certezza. Lo è da oltre vent’anni. E lo testimoniano le 16 Cerimonie tra Olimpiadi, Mondiali, Expo e quante altre già consegnate agli archivi con fatti inconfutabili, come l’omino-astronauta che vedemmo alzarsi in volo dal Coliseum di Los Angeles 1984 insieme alle note di “All Night Long” di Lionel Richie; come l’Albero della Vita illuminato all’Expo 2015 di Milano in tutti i suoi 37 metri di sviluppo così da sovrastare il Padiglione Italia e renderlo appetibile a chilometri di distanza.
Lo sanno bene coloro che hanno “trapiantato” al Museo Nazionale Collezione Salce, a Treviso, anche grazie al Museo dell’Emigrazione, spicchi dei Giochi invernali di Sochi del 2014 e di Pechino del 2022. La curatrice Elisabetta Pasqualin, in una sintesi estrema, è esplicita: “La cifra su cui punta Marco Balich è quella della emozione, linguaggio che riesce a parlare a tutti coloro che seguono le cerimonie di apertura e di chiusura delle Olimpiadi, un pubblico che supera i due miliardi di persone”.
Proprio così. Chi passa da Treviso non esce dal Museo deluso. E nessuno uscirà deluso da San Siro il 5 febbraio. Ce lo ha anticipato qualche addetto ai lavori che ha “saputo qualcosa” o che ha “conosciuto qualcuno” a margine delle prove dello scorso autunno, nonostante le porte blindatissime della Scala del Calcio e tra un po’ anche di Milano Cortina 2026.
La certezza che ci sorregge sovrasta i nomi coinvolti nelle varie tappe della marcia Roma-Milano in 60 capitoli. La Staffetta riparte dall’Italia nei giorni in cui lo sport tricolore piange due simboli: il novantaduenne Nicola Pietrangeli (tennista dal rovescio micidiale, fratello maggiore di Adriano Panatta e con lui precursore di Sinner) e la settantaduenne Mabel Bocchi, la Divina della pallacanestro femminile e femminista, che nella vita seppe andare ben oltre i confini culturali delle altre compagne “prigioniere del sogno basket”. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Lungo i 12.000 chilometri del tragitto, la Fiamma della Torcia illuminerà i volti degli oltre 10.000 tedofori invitati a vivere un’esperienza speciale e sarà parte della Cerimonia concepita da Balich per il San Siro Olympic Stadium, che nessuno chiama con il cognome del “titolare” Giuseppe Meazza e che è stato svenduto a Inter&Milan per farne il parco giochi delle società più titolate di Milano.
Il 5 febbraio, Balich chiuderà un cerchio di cui avremmo voluto far parte in occasione dei Campionati del Mondo di ciclismo Toscana 2013 con prove… diffuse a Firenze, Pistoia, Montecatini e Lucca. Non fu possibile per questioni di budget. Ma che salto di qualità avrebbe fatto l’Unione Ciclistica Internazionale (mamma della kermesse iridata) se almeno per una volta si fosse liberata dalle catene dell’immobilismo cultural che l’attagliano da sempre? Quel progetto per Firenze andò storto e il Comune inguattò parte dei soldi stanziati dalla Regione per le solite cose… striscioni, stendardi, cene, eccetera. Peccato. Di quell’occasione mancata sono rimasti gli studi su Balich, interprete di Intercultura da giovanissimo e poi profeta delle sensazioni forti con il concerto dei Pink al largo di Piazza San Marco nella sua Venezia (1989), a 27 anni.
Riuscite ad immaginare che cosa avrebbe messo insieme all’ombra del campanile del Leone nel 2009, a 47 anni, nel pieno della crescita professionale, quando proponemmo grazie a Massimo Cacciari la presentazione delle squadre partecipanti al Giro d’Italia del Centenario?…
Riuscì nell’intento di farci sentir bene e di essere felici semplicemente perché partecipanti di quel momento anche all’Apertura dei Mondiali di calcio in Qatar così lontani dalle Olimpiadi… Figuriamoci de Balich non centrerà l’obiettivo anche a San Siro. Il prezzo del biglietto, per quanto alto, varrà lo spettacolo. Dietro quell’appuntamento c’è l’impegno sovrumano del designer delle emozioni, che dirige 250 super-tecnici nei poli principali del Balich Wonder Studio a Milano, Dubai, New York, Parigi e Ryad. Lui, capace di sentirsi a proprio agio in qualsiasi angolo del mondo, saprà stupire una volta di più. Il Leonardo delle emozioni finirà per illustrare una volta di più la versione migliore del Paese che organizza i “suoi” Giochi (16) e i “suoi” Eventi (13).
Stavolta il compito appare più complicato perché i Giochi di Milano Cortina 2026 sarà illustrata con una Cerimonia Diffusa, la prima in assoluto della carriera di Balich. Ma, di fatto, sarà più semplice di quella di vent’anni fa a Torino per via della stratosferica esperienza maturata in materia, per la sua capacità di cogliere gli aspetti fondanti dei momenti “diffusi” da Milano a …Cortina, passando per la Valtellina e per il Cadore. E non soltanto.
Leonardo chiama… Leonardo, ovviamente. E noi saremo contenti di stare insieme una volta di più con chi sa cogliere l’attimo dello spettacolo e l’anima dello stesso.
Finirà con l’applauso: chi vuole scommettere?