Il Salento è terra di meraviglie tra paesaggi incontaminati e spiagge da sogno, tradizioni, culti e canti che sanno di mistero, ma anche convivialità culinaria. Tra le molte ricette di tradizione possiamo citare e provare a conoscere le pittule salentine, una pietanza estremamente gustosa ma preparata con ingredienti davvero basilari. Noi abbiamo provato a prepararle e vi mostriamo ogni passaggio per la realizzazione di questo piatto in questo articolo.
Le pittule salentine: un piatto che nasce da ingredienti semplici
E’ un pomeriggio di primavera ma uggioso e con un vento che ha scatenato forti mareggiate. Un pomeriggio ideale per restare in casa e cimentarsi nella preparazione di un piatto gustosissimo che potremmo servire per cena. La tentazione di mangiare le pittule salentine già durante la preparazione è grande, tuttavia cerchiamo di contenerci per farne arrivare qualcuna a sera. La facilità di preparazione e l’impasto, fatto di ingredienti essenziali, rendono possibile e appetibile la realizzazione anche a chi non possiede competenze culinarie avanzate. Si tratta infatti di una pastella lievitata e fritta: si preparavano originariamente nella festività di San Martino (per l’appunto accompagnate da un buon vino!) ma attualmente sono in voga tutto l’anno. Inserite nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, la loro ricetta si tramanda di generazione in generazione ma la loro origine resta ignota. Serviamoci di una pentola capiente: infine dovranno essere dorate uniformemente.
Le pittule salentine: ingredienti e preparazione
C’è da fare una precisazione importante: le pittule non sono specificatamente salentine. O meglio, pur essendo un alimento tipico in Salento, esse appartengono a tutta la Puglia, ma anche alla Calabria, Campania e parte della Basilicata. Nelle citate zone sono appellate con nomi differenti. Noi le chiameremo pittule salentine, così come le conosciamo nel Salento, e in tale articolo mi servirò di queste. Come si preparano le pittule salentine? Quasi certamente abbiamo già tutti gli ingredienti in casa, difatti ci basteranno 500 gr di semola macinata di grano duro, 300 gr di acqua, 1 cubetto di lievito di birra da 25 gr e sale quanto basta. La preparazione è molto facile: in una ciotola setacciamo la semola con il sale, sciogliamo il lievito in un bicchiere d’acqua e procediamo con l’impasto aggiungendo man mano un po’ d’acqua per ottenere un composto morbido.
Il Salento e le sue pietanze: una leccornia per ogni festa
Abbiamo già accennato che da principio le pittule salentine accompagnavano il buon vino del Salento nella festività di San Martino. La bontà di questa pietanza ha fatto sì che le pittule salentine fossero poi utilizzate in occasione di feste e sagre, servite ai banchetti. Non manca occasione infatti di partecipare a feste popolari o eventi paesani in cui ci si possa rifocillare cibandosi delle piccole pastelle informi poi fritte. Si tratta di un alimento così squisito che i più hanno iniziato a cucinarle anche in casa da sé. Come terminare la preparazione delle nostre pittule? Dopo aver preparato l’impasto dalla consistenza morbida copriamolo con un panno e lasciamo lievitare. Attendiamo almeno tre ore di lievitazione l’impasto deve triplicare il suo volume. Terminato il tempo di lievitazione, aiutandoci con un cucchiaio, preleviamo un po’ d’impasto come se dovessimo formare delle palline. Gettiamo il tutto nell’olio bollente e scoliamole appena dorate. Mangiamole già calde.