Condividi:

Palazzo Sambiasi-Foscarini: storia e leggenda al centro di Lecce

Palazzo Sambiasi-Foscarini è uno storico edificio al centro di Lecce. La sua costruzione risale al XVI secolo quando Scipione Sambiasi da Nardò ne ordinò l’edificazione in seguito alle nozze con la nobildonna Donata Sombrino. L’edificio che si trova in via Marco Basseo al civico 31, in un luogo che anticamente era conosciuto come Li Santi dove vi erano casupole e giardini. Il Palazzo non è solo storico, ma ci sono anche tante leggende su di esso come quelle che vogliono sia infestato dai fantasmi.

Palazzo Sambiasi-Foscarini: storia e della dimora settecento-ottoscentesca

L’edificazione di Palazzo Sambiasi-Foscarini ebbe inizio nel XVI secolo per volere di Scipione da Nardò in seguito alle sue nozze con la nobildonna Donata Sombrino. A dirigere i lavori, probabilmente, fu l’architetto militare Giangiacomo dell’Acaya, lo stesso che costruì Castello Carlo V di Lecce e della Cittadella Militare fortificata di Segine. Nel XVIII secolo, Ruggero Sambiasi, diede il palazzo in dote a sua figlia Maria per il suo matrimonio con il lontano parente Tommaso. Quest’ultimo, completò la struttura rifacendo lo scalone nella cornice di porte e finestre ed elevò il piano nobile. I lavori furono affidati, con ogni probabilità all’architetto Emanuele Manieri, il quale, provvide a costruire un balcone a petto d’oca che si affaccia sul cortile.

Inoltre, scolpì una conchiglia sul lato destro dell’ingresso allo scalone. I lavori terminarono nel 1835. Nel 1884, la famiglia Sambiasi, vendette il palazzo ai fratelli Alcide e Almicare Foscarini. Successivamente, Alcide, ormai unico proprietario della dimora, lo donò a sua moglie Vincenza de Giuseppe due anni prima che morisse, ovvero nel 1907. In questo storico palazzo, nacque Rodolfo Foscarini, figlio di Alcide e sua moglie Vincenza ed illustre medico. L’uomo prese parte alla Grande Guerra e morì a Roma nel 1918 a causa della spagnola che aveva contratto mentre si prodigava nella cura dei malati.

Palazzo

Architettura e leggende dello storico palazzo al centro di Lecce

Palazzo Sambiasi-Foscarini si sviluppa su due piani con mansarde sul terrazzo e delle cantine. Una di queste, ospita un pozzetto da cui si provvedeva alle esigenze idriche del palazzo direttamente dall’Idume, il fiume sotterraneo di Lecce. Dal portale di ingresso bugnato, si può accedere all’androne, che immette, poi, in una corte. Sul lato sinistro, si trovano le antiche scuderie e sulla destra, lo scalone che porta al piano nobile. Qui, si distinguono un loggiato con archi a tutto sesto ed il balcone a petto d’oca. Questo livello che originariamente era una sola unità abitativa, ora è costituita da più appartamenti. La dimora, come tante altre, nasconde storie e leggende di fantasmi. A quanto pare, sarebbero almeno tre le anime intrappolate all’interno delle sue mura.

Il primo fantasma che si aggirerebbe tra le stanze del Palazzo, sarebbe, secondo una seduta spiritica effettuata alla fine degli anni ’60, un abate appartenente alla famiglia Sambiasi. Gli altri due, sarebbero due amanti scoperti agli inizi del XVIII secolo. L’uomo sarebbe stato gettato in un pozzo mentre la donna sarebbe stata murata viva tra le spesse pareti della dimora, dove sarebbe tutt’ora sepolta. C’è poi, una leggenda legata ad un fantomatico tesoro e a tal proposito, stando ad alcune testimonianze, negli anni ’30 del XX secolo, alcuni operai che dovevano fare dei lavori di consolidamento, scomparvero misteriosamente.

Palazzo Sambiasi

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto