E’ partita la nuova avventura didattica della Nutraceutica del Food all’alberghiero di Villa San Giovanni. Un percorso formativo all’avanguardia, scandito da teoria e laboratorialità. Un’esperienza grazie alla quale, i ragazzi potranno apprendere i segreti del mestiere guardando a sè, come chef della ristoceutica, pasticceri del benessere, pizzaioli della salute.
La Nutraceutica e la sostenibilità alimentare
Gli studenti dell’IPALBTUR, Istituto Professionale Alberghiero Turistico, di Villa San Giovanni, godranno di una edificante occasione per toccare con mano, la bellezza della loro professione, che porta con sé, un soffio di missione. Un corso che regalerà loro straordinarie conoscenze sulle quali costruire il loro futuro lavorativo, che non potrà prescindere da sostenibilità alimentare.
La loro formazione scolastica – sottolinea la dirigente Carmela Ciappina – dovrà essere una solida base sulla quale ancorare innovazione e tradizione alimentare. I diplomandi infatti, dovranno possedere una conoscenza spendibile, in maniera celere ed innovativa. Partendo dalla cucina dai laboratori di pasticceria, dovranno essere in grado di guardare alle nuove sfide dell’alimentazione, ponendosi come perfetto anello di congiunzione tra nutrizionisti, biologi e ricercatori.
La scienza della Nutraceutica a servizio della didattica
A presiedere il corso saranno gli esperti dell’associazione Save Your Globe, in partnership con la Nutraceutical Academy, l’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina (AINC), l’Associazione Italiana Biologi (AIB). L’iter formativo è patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. A coordinare il progetto, è l’agronomo, Rosario Previtera, protagonista della naturale innovazione alimentare. Egli sottolinea come la nutraceutica del food, sia nevralgica per il benessere dell’individuo. Spontaneamente salutare, rappresenta la più importante cura contro alcune malattie: la prevenzione. La nutraceutica del food agisce proprio, come terapia preventiva per le malattie metaboliche e cardiovascolari. Riesce a ristabilire l’equilibrio per l’intero organismo, restituendone vitalità e benessere psico-fisico.

La felicità della nostra mente e la salute del nostro corpo, non possono essere disconnessi dall’alimentazione. È necessario nutrirci di positività in termini di alimenti nobili che si accompagnano ad energia e dunque, serenità.
Il gusto del benessere
Il primo laboratorio di cucina di nutraceutica è stato tenuto dal biologo nutrizionista Antonio Galatà, presidente dell’AINC-Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina. Il dottor Galatà, autore del libro “A tavola e già tardi”, ha proiettato gli studenti in una dimensione di gusto del benessere. Il biologo-nutrizionista ha illustrato quale deve essere il criterio di scelta delle materie prime e come utilizzare gli alimenti. Ciò, al fine di preservarne valori nutritivi e proprietà benefiche.
Educare il palato al gusto del buono
Maniacale dunque, dovrà essere la loro meticolosità nel realizzare non ricette ma armonie sensoriali. È necessario orientare la cucina ed educare il palato al gusto del buono. Gli alimenti vanno scelti con onestà, cotti con pazienza e conditi con senso di appartenenza alla identitaria realtà del Mediterraneo. Un piatto dovrà dunque, essere di DNA nutraceutico e di innovativo carattere nutrizionale. La cucina classica dovrà perciò, essere arricchita di piccoli ma importanti accorgimenti: la frittura se necessaria dovrà essere di qualità. Infine le tecniche di cottura rivisitate alla vaso-cottura fino all’olio-cottura.