Bologna. Una storia come tante. Una storia di ideali, di professionalità, di attaccamento alla propria professione e alla propria missione. Una storia come tante quella di Marianna Salemme. Una storia di vita che, però, merita di essere raccontata. Grazie alle parole e al ricordo dell’amico Michele Petraroia oggi vogliamo ricordare parte della vita di Mariana Salemme. Il suo impegno incondizionato a favore della giustizia. Il suo dialogo profondo con i bisogni della gente comune. La sua dote innata di comprendere gli animi di chi chiedeva e aveva bisogno di aiuto. Questa era Marianna Salemme
Bologna, sempre dalla parte degli ultimi
“Una donna energica che non si arrendeva mai, capace di unire i propri ideali con una straordinaria competenza professionale ed una netta scelta di campo. Sempre dalla parte degli ultimi prima a Bologna e poi in Molise. Pronta a prendere le difese di chiunque avesse subito un torto, un’ingiustizia, un licenziamento immotivato, un sopruso o una qualsiasi umiliazione. Il suo Maestro, il giuslavorista di Ururi, Franco Focareta, legale della FIOM-CGIL, Ordinario di diritto del lavoro all’Università di Bologna, ed oggi componente della task-force che collabora con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ripartenza in sicurezza, ne apprezzava la tempra, la determinazione e la tenacia. Al suo rientro in Molise mi colpì il coraggio di una scelta di vita. Marianna lasciava un studio affermato in Emilia-Romagna con mille opportunità di successo, per contribuire col suo talento ad un possibile riscatto della nostra Terra”.

Bologna, sempre a schiena dritta
“Dalle finestre della sede CGIL di Fondaco della Farina si intravedeva un antico palazzo nobiliare che ammoniva i fautori del cambiamento sulla forza di una cultura conservatrice difficile da eradicare. Ma ciò non spaventò ne lei e ne altri giovani rientrati da Milano o altri luoghi per sfidare la ragnatela di pregiudizi. Collusioni e parentele in cui si mescolavano i poteri locali tra cordate e consorterie. In tutti questi anni Marianna non ha mai desistito, ha continuato a lottare, a scontrarsi in Tribunale e nelle sedi sindacali. A dare coraggio alle vittime, a tenere la schiena dritta sempre, guardando negli occhi anche la controparte più potente senza arretrare di un millimetro”.

Una sicurezza per i lavoratori
“Una sicurezza per i lavoratori, un riferimento per chiunque avesse necessità di un parere professionale di spessore. Una compagna di strada per chi ha continuato a sognare il sol dell’avvenir anche nel buio degli ultimi decenni. Un’antifascista convinta, e sopratutto una donna fiera della sua famiglia e orgogliosa di aver scelto di stare dalla parte degli ultimi. Non gradiva la tristezza. Preferiva la giovialità. Per questo voglio immaginarla ovunque sia, a illuminare col suo volto il cammino di un’umanità smarrita. Che mai come in questo trististissimo 2020 avrebbe avuto necessità del suo cuore e della sua competenza”.