Natale veneziano di spiritualità e magiche atmosfere. Di appuntamenti religiosi, culturali, familiari. E’ una Venezia per certi versi insolita quella di questi giorni, per il momento ancora sollevata dal turismo di massa che certamente arriverà per festeggiare il Capodanno in laguna. Una Venezia ogni tanto velata da una leggera nebbia (non si faceva vedere da anni) che avvolge il grande Albero di Natale in Piazzetta. E’ un abete naturale, alto 15 metri, illuminato e arricchito con tante sfere dorate.
Gli appuntamenti religiosi

Tanti gli appuntamenti religiosi che hanno visto e vedono il Patriarca di Venezia impegnato in questi giorni. Francesco Moraglia ha già presieduto la Messa al Petrolchimico di Marghera, al carcere femminile della Giudecca e nella casa circondariale maschile di Santa Maria Maggiore. Oltre che all’ospedale all’Angelo di Mestre e con i volontari della carità nella chiesa di San Carlo dei Padri Cappuccini di Mestre. Il clou delle celebrazioni natalizie sarà, come da tradizione, in Basilica a San Marco. Vigilia di Natale a partire dalle 21.30 con le letture e la Santa Messa Solenne presieduta dal Patriarca, che presiederà anche la Messa Solenne del giorno di Natale alle 10.
Musei aperti anche di sera per riscoprire le collezioni permanenti e visitare le mostre temporanee
Fa freddo, il giusto che richiede questo mese di dicembre. E’ uno dei momenti per visitare i musei cittadini, tra mostre temporanee e collezioni del patrimonio culturale permanente. Musei e mostre saranno aperti anche il 25 e 26 dicembre e il 1°gennaio, con orari prolungati venerdì e sabato nell’area Marciana. Torna l’accattivate proposta delle aperture serali, fino al 6 gennaio giorno della Befana. Appuntamento ogni venerdì e sabato a Palazzo Ducale e al Museo Correr che saranno visitabili fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20).
Proprio al Museo Correr, da non perdere il dipinto Madonna col Bambino, San Giovannino e sei sante, riscoperto nei depositi del Correr. Recentemente accolto per la prima volta negli spazi del museo veneziano in una sala interamente dedicata con una mostra–dossier ricca di approfondimenti. Per scoprire la storia, i risultati delle prime indagini e anche i misteri che ancora avvolgono l’opera. Si tratta di una tavola di piccole dimensioni, pervasa dallo spirito delle grandi corti italiane del Rinascimento. E che, soprattutto, mostra chiara ‘l’impronta’ del celebre pittore padovano Andrea Mantegna.
Aperto tutti i giorni anche il Museo del Vetro a Murano con la mostra dedicata a La donazione Carlo e Giovanni Moretti 1958-2013. Il 23, il 30 dicembre e il 6 gennaio saranno visitabili le mostre Roberto Matta 1911 – 2002 e Scultura lingua morta di Giorgio Andreotta Calò al secondo piano di Ca’ Pesaro. Inoltre, la prima parte del progetto di valorizzazione su la “Donazione Elda Cecchele” al Museo di Palazzo Mocenigo. E Fragile Stories, al Museo del Merletto a Burano. Aperto eccezionalmente di martedì, il 24 e il 31 dicembre, da non perdere Ca’ Rezzonico con la preziosa mostra dedicata a Una passione discreta – La Collezione Paolo Galli” e il progetto Loris Cecchini Leaps, gaps and overlapping diagrams. Come pure il Museo Fortuny con Selva di Eva Jospin.
Alle Gallerie dell’Accademia lo scorso ottobre è tornato a casa il polittico di Santa Chiara di Paolo Veneziano. Un capolavoro assoluto della pittura lagunare e italiana del Trecento, esposto in una sala dedicata della loggia palladiana del museo. Tante scene narrative disposte attorno a un episodio centrale, l’Incoronazione della Vergine. E una cornice lignea intagliata e dorata, che inquadra venticinque parti dipinte in uno splendido connubio tra oro e colore. Realizzata per lo scomparso monastero femminile di Santa Chiara, a Venezia, fu per secoli gelosamente conservata tra le mura claustrali. Fino all’avvento delle soppressioni napoleoniche, giungendo alle Gallerie dell’Accademia solo nel 1812. Esclusa la tavola centrale, inviata alla Pinacoteca di Brera a Milano e sostituita da un dipinto di Stefano di Sant’Agnese. Fino al 1950, anno in cui l’opera fu ricomposta con le sue parti originali.
Alla Fondazione Querini Stampalia da visitare fino al 12 gennaio la mostra Mark Edward Smith. Passaggi di tempo. Presenta per la prima volta al pubblico un insieme organico della produzione fotografica di Mark Edward Smith, che nel 2021 ha donato il suo archivio alla Fondazione.