Monica Maggioni, Stefano Mancuso, Alessandra Necci, “rappresentanti di impegno e passione civile nel giornalismo, nella scienza, nell’arte“, hanno ricevuto ieri il Premio Paolo Rizzi, dedicato al giornalista e critico d’arte veneziano, firma storica del Gazzettino. “Testimoniano – ha ricordato il presidente della giuria e giornalista, già responsabile delle pagine culturali de La Stampa, Alberto Sinigaglia – quella certa idea di cultura che Rizzi rappresentava. E non c’è cultura senza memoria”. Il Premio, giunto alla sua quindicesima edizione, vuole essere, ha detto il presidente dell’Associazione Culturale Paolo Rizzi, Piergiorgio Baroldi, “Un segnale di fiducia nella cultura, nel giornalismo, nella ricerca, nell’arte, come importanti strumenti di comprensione e di dialogo“. La cerimonia di premiazione nella prestigiosa cornice della Scuola Grande di San Rocco a Venezia.
Stefano Mancuso: “Le ricerche e i loro risultati sono importanti solo se escono dal laboratorio“
Stefano Mancuso, scienziato, fondatore della neurobiologia vegetale, ordinario all’università di Firenze e accademico dei Georgofili ma anche straordinario divulgatore, ha sottolineato l’importanza di comunicare la scienza, “semplificando, non banalizzando”. Perché le ricerche e i loro risultati sono importanti solo se “escono dal laboratorio“. Non esiste dicotomia, ha aggiunto, “Tra uomo e natura perché la sopravvivenza dell’uomo è legata alla connessione fra uomo e natura“. Mancuso ha ricordato come proprio Venezia sia un esempio di quanto dalla manutenzione e dalla sopravvivenza della natura che la circonda dipenda la sua stessa sopravvivenza: “E’ una questione scientifica – ha detto – ma anche culturale“.
Alessandra Necci: “La biografia storica un modo per restituire voce alle donne e agli uomini della storia“
Storica e giornalista, direttrice delle Gallerie Estensi di Modena e Sassuolo, Alessandra Necci è autrice di numerose biografie storiche dedicate in particolare alle grandi donne. Un’attenzione per il femminile che si declina ogni settimana, da oltre quattro anni, in una pagina sul Messaggero di Roma dedicata alla Donne nella Storia e nel Mito. “Ho scelto in particolare la biografia storica perché credo sia un modo per restituire voce alle donne e agli uomini della storia. La memoria è un modo per accendere una luce e far sì che le idee continuino a camminare sulle gambe di chi resta. Seguendo il filo rosso della cultura che lega mondi diversi e guida i tempi”. Le figure femminili del passato che preferisce? “Le grandi viaggiatrici, perché la storia è un viaggio nel tempo e nello spazio. E perché viaggiare, concretamente o idealmente, significa vivere tante vite”.
A San Rocco non c’era la giornalista Monica Maggioni, bloccata a bordo di un treno. Vincitrice del Premio Rizzi per “La sapiente cura con cui gestisce i suoi interventi ‘in diretta’ e le discussioni – si legge nella motivazione – Un omaggio allo stile e alla responsabile professionalità che sono di grande giovamento al pubblico. Per un proficuo orientarsi nella complessità delle vicende storico politiche”. Ai tre premiati le coppe in vetro di Murano offerte dalla vetreria Archimede Seguso, oggi rappresentata dal figlio Gino. In chiusura della cerimonia, un omaggio all’artista veneziano di fama internazionale Marco Nereo Rotelli.
(foto in evidenza: Alessandra Necci e Stefano Mancuso)