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A Gioia Tauro la sagra della stroncatura, la pasta di scarto diventata eccellenza della tavola

Il lungomare di Gioia Tauro, domenica 7 agosto 2022, ospiterà come da tradizione la sagra della stroncatura. L’evento è ormai un appuntamento imperdibile per residenti e turisti che arrivano a Gioia Tauro per gustare la squisita pasta, un tempo prodotto di scarto ed oggi divenuta un piatto gourmet. La sagra, nata nel 2014, è organizzata dall’ Associazione Pro Gioia con la collaborazione del Comune di Gioia Tauro e la collaborazione di numerose associazioni del luogo.

Pro Gioia

La sagra della stroncatura

La stroncatura e’ un piatto tipico del patrimonio culinario gioiese. Gioia Tauro è stata porto d’approdo di molti commercianti provenienti dal litorale amalfitano, divenendo il principale sbocco di esportazione della provincia. Buona parte dei venditori amalfitani era costituita da venditori di pasta che fecero di Gioia Tauro un vero e proprio centro commerciale di generi alimentari. In città vi era un grosso pastificio gestito dalle più importanti famiglie di commercianti amalfitani dove lavoravano anche giovani gioiesi. Secondo la tradizione questi commercianti utilizzavano gli scarti di magazzino.

Sagra Stroncatura

In pratica raccoglievano i residui di farina e crusca da terra e li impastavano creando un tipo di pasta dal colore scuro chiamata appunto “struncatura“. Per motivi igienici la pasta doveva essere utilizzata solo come pasto per gli animali ma, dato il suo costo bassissimo, veniva consumata anche dalle classi meno abbienti. Per correggere o attenuare il grado di acidità della pasta, questa veniva condita con salse molto piccanti, in particolare con acciughe salate, aglio, olio e peperoncino. Successivamente i commercianti di Gioia Tauro di origine amalfitana ordinavano la stroncatura in alcuni pastifici della provincia di Salerno. Questa, avvolta in carta ruvida, veniva commerciata esclusivamente nella piazza di Gioia.

La ricetta

La preparazione di questo particolare tipo di pasta, negli anni è cambiata e migliorata. Il colore scuro è ora determinato dall’uso di farine integrali, la callosità è dovuta all’uso di grano duro e alla grossolana trivellazione della farina, non più ai difetti della pastificazione come avveniva un tempo. Molti sono i ristoranti gioiesi dove la stroncatura può essere gustata con diversi intingoli. Gli ingredienti del condimento sono quelli classici: dalle acciughe alla ‘nduja, dalla mollica di pane tostata in padella ai pomodori secchi. Senza dimenticare l’olio rigorosamente extra vergine di oliva. Un mix perfetto che sa di tradizione: gusto e profumi della terra calabra.

(Foto official page Associazione Pro Gioia)

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