Acciaroli, frazione marinara di Pollica nel Cilento, è entrata da anni nel radar della ricerca internazionale per un dato che colpisce subito. In quest’area del Cilento vive un numero insolitamente alto di ultranovantenni e centenari in buone condizioni generali. Dal 2016 questo fenomeno è studiato dal progetto CIAO (Cilento Initiative on Aging Outcomes). Si tratta di una collaborazione tra ricercatori italiani e statunitensi nata proprio per capire perché in questi paesi si invecchi spesso meglio e più a lungo.
La prima risposta, la più solida, è che non esiste un solo segreto. Gli stessi ricercatori insistono su questo punto: la longevità del Cilento sembra nascere da una combinazione di fattori biologici, alimentari, ambientali, psicologici e sociali. In altre parole, ad Acciaroli non c’è una formula magica, ma uno stile di vita che da decenni mette insieme alimentazione semplice, movimento quotidiano, relazioni strette e un ritmo meno stressante rispetto a quello urbano.
Il fattore più citato è la dieta mediterranea autentica. Il Cilento è storicamente uno dei territori simbolo di questo modello alimentare, studiato già da Ancel Keys. Nei materiali sul progetto CIAO si sottolinea che molti anziani della zona seguono ancora un’alimentazione fatta di verdure, legumi, frutta, cereali, olio d’oliva, pesce e poca carne rossa. Tra gli elementi più curiosi emersi nelle prime ricerche c’è anche l’uso frequente del rosmarino, erba molto presente nella cucina locale e ricca di composti antiossidanti. I ricercatori, però, invitano alla prudenza: il rosmarino è un indizio interessante, non una spiegazione unica.
Poi c’è il movimento, ma non quello da palestra. Ad Acciaroli e nei paesi vicini l’attività fisica è stata per anni incorporata nella vita di tutti i giorni. Camminare, coltivare l’orto, salire e scendere per strade in pendenza, lavorare all’aperto, muoversi tra mare e collina. Secondo i ricercatori americani e italiani coinvolti nello studio, proprio questa attività costante e naturale potrebbe avere un peso enorme nella protezione cardiovascolare osservata in molti anziani del Cilento.
Un altro dato molto interessante riguarda la circolazione del sangue. In una delle prime presentazioni dei risultati, i ricercatori hanno osservato che i partecipanti più anziani mostravano una microcircolazione sorprendentemente efficiente. Paragonabile, quindi, a quella di persone molto più giovani. Nello specifico, livelli più bassi di un biomarcatore chiamato bio-Adrenomedullin sono stati associati a un sistema microcircolatorio meglio funzionante. È un elemento tecnico, ma il significato è semplice: organi e muscoli sembrano ricevere sangue in modo più efficace, e questo potrebbe contribuire a un invecchiamento più sano.
La ricerca ha poi acceso i riflettori su un aspetto spesso trascurato: il profilo psicologico. Studi condotti nel Cilento su nonagenari e centenari hanno rilevato tratti comuni come resilienza, ottimismo, forte legame con la famiglia, senso del dovere, attaccamento alla terra e una certa ostinazione caratteriale. Non è folklore: questi tratti sono stati descritti nelle pubblicazioni scientifiche come possibili componenti di una longevità “robusta”, capace di attraversare lutti, difficoltà e cambiamenti senza perdere equilibrio interiore.
Infine c’è la dimensione sociale. Gli anziani studiati nel Cilento vivono spesso dentro reti familiari e comunitarie ancora forti. C’è meno isolamento e più contatti quotidiani. E anche sul piano cognitivo i risultati sono sorprendenti. In uno studio pubblicato nel 2020, i nonagenari e centenari del campione mostravano uno stato cognitivo complessivamente buono, in alcuni parametri comparabile a quello di conviventi molto più giovani.
Il punto, dunque, è questo: Acciaroli non è un luogo in cui diversi elementi favorevoli sembrano essersi incontrati nello stesso posto e per molto tempo. Ed è proprio questa combinazione, più che un singolo miracolo, a renderlo così interessante per la scienza.